Tutti i libri di di Johan & Levi Editore | P. 18
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Catalogo

Louvre, mon amour - Undici grandi artisti in visita al museo più famoso del mondo
È indispensabile dare fuoco al Louvre per affermarsi tra i maestri del proprio tempo? Per rispondere a questa domanda provocatoria, negli anni sessanta il critico d’arte Pierre Schneider invitò undici celebri artisti dell’epoca – fra cui Giacometti, Miró, Chagall, Steinberg – ad accompagnarlo, uno per volta, attraverso le sontuose sale del museo parigino. Nessuno degli invitati si tirò indietro e la verità che ne emerse è valida tutt’oggi: ben lungi dal rappresentare una tortura, il Louvre esercita sull’artista un richiamo inesauribile nel tempo. Né scoraggiato né sollevato – semmai sedotto – dall’abisso che lo separa dai giganti che vi dimorano, solo l’artista sa interrogarli e intrattenere con loro un dialogo fra pari.Schneider registra ogni commento, ogni gesto, perfino i silenzi e gli umori altalenanti dei suoi interlocutori, dei quali tratteggia in poche battute l’itinerario del pensiero. Poi, al momento giusto, la domanda insidiosa. Le cui risposte – a volte feroci, a volte ammirate, mai deferenti – rivelano un acume raro e una grande intimità con artisti anche molto distanti. Assistiamo, così, all’imprevedibile commozione di Chagall davanti a Courbet («un grande poeta»), alla sua stizza di fronte a Ingres («troppo leccato»), alla predilezione di Giacometti per l’autoritratto di Tintoretto («la testa più magnifica del Louvre»), allo stupore onomatopeico di Miró, che lancia fischi di ammirazione ai mosaici africani. Lo sguardo di ciascuno scivola sulle opere per scandagliarne la materia, commentarne la “chimica” e decretarne, infine, la tenuta nel tempo.In queste trascinanti passeggiate soffia uno spirito di riconciliazione fra vecchio e nuovo che mette in crisi l’idea del museo quale deposito di oggetti obsoleti, incapaci di parlare ai contemporanei. Ai suoi undici ospiti d’eccezione il Louvre appare, di volta in volta, come il libro da cui imparare a leggere, la palestra in cui irrobustirsi, una scuola per affinare la visione, il cimitero ideale, una macchina del tempo che azzera scarti millenari, un ponte fra passato e presente, ma soprattutto il luogo in cui è possibile misurarsi con quanto di più grande è stato creato dall’inizio dei tempi.
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Louvre, mon amour

Undici grandi artisti in visita al museo più famoso del mondo

Pierre Schneider

pagine: 192 pagine

È indispensabile dare fuoco al Louvre per affermarsi tra i maestri del proprio tempo? Per rispondere a questa domanda provocatoria, negli anni sessanta il critico d’arte Pierre Schneider invitò undici celebri artisti dell’epoca – fra cui Giacometti, Miró, Chagall, Steinberg – ad accompagnarlo, uno per volta, attraverso le sontuose sale d
Breve storia della globalizzazione in arte - (e delle sue conseguenze)
Da almeno un decennio il sistema dell’arte occidentale deve far fronte all’avanzata, sullo scacchiere mondiale, di nuovi soggetti che minacciano di imporre regole diverse, più congeniali ai loro mercati. Una svolta radicale negli equilibri si respirava già negli anni ottanta, quando l’arte è diventata un’opportunità economica dai potenziali globali. Grazie a linguaggi accessibili a tutti, il Postmodernismo ha conquistato un pubblico sempre più vasto, prosperando verso territori sconfinati: la febbrile impennata del desiderio di arte contemporanea ha preparato il terreno all’ascesa dell’opera a status symbol e ha allargato l’orizzonte a paesi come Cina, Russia e India in cerca di riconoscimenti nel consesso occidentale.L’euforia di quegli anni si è presto smorzata nell’attuale clima di incertezza causato dallo sfaldamento del vecchio assetto e dall’esautorazione delle sue componenti, quella intellettuale (il critico, che legittimava le pratiche artistiche) e quella istituzionale (il museo, che le consacrava per la posterità). Oggi a decretare il successo è lo spirito speculativo – in tutti i sensi – dei nuovi protagonisti che, con l’abilità di chi manovra grossi capitali, fanno il bello e il cattivo tempo nel circuito chiuso galleria-collezionista-casa d’aste-museo. Perfino l’artista, un tempo motore del sistema, rischia di essere ridotto a mero ingranaggio. Cosciente del contesto in cui opera, ha saputo assecondare il depauperamento indotto dalla globalizzazione: se in passato mirava all’innovazione, oggi aderisce a standard linguistici immediatamente riconoscibili in ogni angolo del mondo.Con un approccio storico volto a scandagliare il passato per cogliere le complesse trasformazioni in atto, Marco Meneguzzo individua lo spartiacque tra il prima e il dopo, cioè tra un’arte come fatto esclusivo ed elitario e un’arte come fenomeno popolare e globalizzato. Un breve saggio di ampio respiro per comprendere il tempo che stiamo vivendo e quello che ci aspetta: un futuro in bilico tra un mutamento soffice del sistema dell’arte (e della stessa concezione di arte) e una sua variante apocalittica.
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Breve storia della globalizzazione in arte

(e delle sue conseguenze)

Marco Meneguzzo

pagine: 176 pagine

Da almeno un decennio il sistema dell’arte occidentale deve far fronte all’avanzata, sullo scacchiere mondiale, di nuovi soggetti che minacciano di imporre regole diverse, più congeniali ai loro mercati. Una svolta radicale negli equilibri si respirava già negli anni ottanta, quando l’arte è diventata un’opportunità economica dai potenz
Il blog - Scritti, interviste, invettive, 2006-2009
Iniziato nel 2006 e chiuso d’autorità tre anni dopo, il blog dell’artista e architetto Ai Weiwei si è imposto all’attenzione internazionale come una delle testimonianze culturali e politiche più coraggiose della Cina contemporanea. Critico implacabile del potere, nel solco della tradizione degli “intellettuali pubblici” del Novecento, Ai ha ripreso nei suoi scritti le rivendicazioni di pluralismo soffocate nel sangue a piazza Tienanmen nel 1989, usando internet per denunciare le conseguenze materiali e morali ‒ occultate dalla propaganda di regime ‒ del modello di sviluppo cinese: la mancanza di diritti politici, il feroce sfruttamento del lavoro, la distruzione dell’ambiente e della memoria storica, la repressione violenta delle minoranze, l’arroganza impunita dei ricchi e dei potenti, il rigido controllo dell’opinione pubblica. Sfidando la censura, Ai Weiwei ha creato un’inedita forma di resistenza civile e culturale: nei suoi post si alternano critica e denuncia, si discutono le ultime novità artistiche, si additano impietosamente le ipocrisie ufficiali, si mettono a nudo con umorismo e forza polemica le menzogne, il cinismo, la rassegnazione indotti da un potere che tra paternalismo e mano dura mantiene i propri cittadini in un’eterna infanzia nella quale i riti consumistici hanno sostituito la mobilitazione permanente dell’epoca di Mao.Il blog di Ai Weiwei ora tradotto in italiano rappresenta anche una prova della forza di resistenza dell’arte, una scommessa sulla sua capacità rigeneratrice. Rinnovando l’impulso dell’avanguardia moderna, il diario digitale di Ai diventa un dispositivo di mobilitazione collettiva, una “scultura sociale” che oltrepassa i confini della creatività tradizionale per sollecitare domande urgenti sul ruolo e sulla responsabilità dell’artista, degli spettatori, di tutti noi. Una scultura viva, un agente di trasformazione del mondo grazie al quale la dimensione della moltitudine che caratterizza il nostro campo sociale può acquistare autoconsapevolezza e scoprire la propria forza, ritrovando il valore essenziale della verità e con esso la possibilità di un tempo e di uno spazio diversi, a misura di un’umanità più completa, e più libera.
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Il blog

Scritti, interviste, invettive, 2006-2009

Ai Weiwei

pagine: 392 pagine

Iniziato nel 2006 e chiuso d’autorità tre anni dopo, il blog dell’artista e architetto Ai Weiwei si è imposto all’attenzione internazionale come una delle testimonianze culturali e politiche più coraggiose della Cina contemporanea. Critico implacabile del potere, nel solco della tradizione degli “intellettuali pubblici” del Novecento,

Isola isole insulae

Incontri e riflessioni al suono della parola isola

pagine: 744 pagine

Isola: luogo isolato e comunque raggiungibile, reale e immaginario, concreto e astratto. La parola “isola” apre mille e più riflessioni, artistiche, culturali, linguistiche, filosofiche, musicali; un flusso di sensazioni e stimoli che nascono e si propagano da un concetto e un luogo. Remo Salvadori ci traghetta in questo mondo infinito sulla s
Forma e informazione - Nuove vie per l'astratto nell'arte del terzo millennio
In un’epoca in cui ci s’interroga di frequente sul perché – e sul reale valore – di certe rappresentazioni visive, il saggio di Stefano Pirovano risponde mettendo a fuoco la natura del legame tra la componente materiale dell’opera e quegli elementi che l’occhio non può cogliere. L’opera d’arte, infatti, si è a tal punto dilatata oltre i propri confini da non essere più riconducibile all’esclusiva dimensione fisica: deve avere un racconto che la accompagni e informazioni che introducano il lettore al mistero della sua immagine. È in questa direzione, secondo l’autore, che stanno insistendo gli artisti più significativi degli ultimi anni.Date tali premesse, Forma e informazione scatta un’istantanea sul panorama attuale e lo fa partendo dal principio di astrazione, inteso come primordiale motore dell’opera d’arte. Per rendere conto della dialettica tra l’oggetto e l’“informazione” che anima le astrazioni contemporanee, l’autore si misura con una serie di artisti dai lavori particolarmente emblematici. È il caso di Carol Bove e Goshka Macuga, che intrecciano relazioni tra oggetti e sapere; di Cory Arcangel, Peter Coffin e Tomas Saraceno, con i loro passaggi nella cultura tecnologica; o ancora di Wade Guyton, Josh Smith, Beatriz Milhazes le cui immagini su tela sono generate da processi informativi.Nel libro si alternano approfondimenti teorici a puntuali descrizioni di opere, intervallate dalle testimonianze degli artisti. Numerose le incursioni in altri campi del sapere: dai più prossimi del design e dell’architettura, ad altri più lontani quali la fisica, le neuroscienze, la filosofia e la letteratura. Sono così chiamati in causa scienziati come Vilayanur Ramachandran o Brian Greene, accanto a scrittori del calibro di Orhan Pamuk, Sergej Nosov, Cormac McCarthy, Bret Easton Ellis e Patrick McGrath, le cui opere, disseminate di riferimenti all’arte contemporanea, offrono efficaci spunti interpretativi.Resta alla fine una precisazione: nella sua continua contrattazione tra creatività, teoria e contesto, il percorso del libro non è stato pensato per raggiungere una destinazione stabilita, ma piuttosto per restituire, persino al non addetto ai lavori, la ricchezza di un territorio dai molti luoghi inesplorati.
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Forma e informazione

Nuove vie per l'astratto nell'arte del terzo millennio

Stefano Pirovano

pagine: 176 pagine

In un’epoca in cui ci s’interroga di frequente sul perché – e sul reale valore – di certe rappresentazioni visive, il saggio di Stefano Pirovano risponde mettendo a fuoco la natura del legame tra la componente materiale dell’opera e quegli elementi che l’occhio non può cogliere. L’opera d’arte, infatti, si è a tal punto dilatata
Effetto terra
Emergenze ambientali, genetica, biodiversità, nature artificiali. Sono sempre più numerosi gli artisti che a partire da questi temi hanno avviato la loro ricerca, sviluppandone i termini di riflessione in opere che alternano indagine, denuncia, progetto e utopia. Questioni e approcci diversi con un’origine comune: la convinzione che ogni valutazione di tipo estetico non possa prescindere da una responsabilità etica nei confronti della ricerca scientifica e tecnologica, e dalla conoscenza dei suoi effetti sul paesaggio naturale e comportamentale che ci circonda. L’analisi scientifica della natura ha consentito agli artisti di addentrarsi nelle dinamiche dell’ambiente in cui viviamo, di farle proprie e di porsi in una posizione di maggiore consapevolezza, abbandonando quella “contemplazione” della natura che aveva contraddistinto la produzione artistica fino alla fine del XIX secolo e oltre.Con l’efficacia e la sinteticità proprie del linguaggio visivo contemporaneo, gli artisti d’oggi non solo si fanno interpreti di problematiche che toccano la sensibilità di molti, ma rendono tangibili scenari intangibili, altrimenti noti solo agli addetti ai lavori.Il libro si presenta come un percorso espositivo composto da una serie di “stazioni tematiche”. Capitoli visivi che attraverso un’ampia selezione di immagini accostano ricerca sul presente e prefigurazione del futuro. Ogni capitolo è arricchito da una piccola antologia di testimonianze dirette e dagli scritti dei protagonisti, cui fa da contrappunto la voce di scienziati, scrittori, etologi e storici dell’arte.
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Effetto terra

pagine: 192 pagine

Emergenze ambientali, genetica, biodiversità, nature artificiali. Sono sempre più numerosi gli artisti che a partire da questi temi hanno avviato la loro ricerca, sviluppandone i termini di riflessione in opere che alternano indagine, denuncia, progetto e utopia. Questioni e approcci diversi con un’origine comune: la convinzione che ogni valuta
Laboratorio italia - Giovani scultori italiani / Young italian sculptors
In un’epoca in cui le ideologie e le scuole di pensiero hanno perso la capacità di proporre modelli culturali forti, in cui le identità nazionali tendono via via a fondersi all’interno di una dimensione globale e le peculiarità dei singoli linguaggi visivi si sono da tempo dissolte a favore della contaminazione, è lecito chiedersi se sia ancora possibile leggere la contemporaneità in termini di un solo medium – nella fattispecie la scultura – circoscritto a una specifica realtà nazionale. Sullo sfondo di tali interrogativi Alessandra Galasso sonda le radici della scultura contemporanea nelle sue molteplici declinazioni e accezioni, ne rintraccia le origini e passa in rassegna la produzione più recente degli artisti italiani che utilizzano questa modalità espressiva. La sua analisi muove da una prospettiva storica che abbraccia l’intera tradizione scultorea del Novecento, con i radicali mutamenti che l’hanno contrassegnata, e individua, infine, nel panorama delle pratiche artistiche italiane dell’ultimo decennio l’emergere di strategie visive originali e nuove chiavi di lettura del reale. Terreno comune ai trenta nomi proposti in Laboratorio italia - giovani scultori italiani è la consapevolezza di muoversi tra rivendicazioni di antiche identità e recenti adesioni a contesti multiculturali, tra il recupero di canoni estetici tradizionali e la volontà di riformularli con sguardo e materiali inediti, coniugando, ciascuno a suo modo, ricerca e tradizione, storie personali e “spirito del tempo”.
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Laboratorio italia

Giovani scultori italiani / Young italian sculptors

pagine: 208 pagine

In un’epoca in cui le ideologie e le scuole di pensiero hanno perso la capacità di proporre modelli culturali forti, in cui le identità nazionali tendono via via a fondersi all’interno di una dimensione globale e le peculiarità dei singoli linguaggi visivi si sono da tempo dissolte a favore della contaminazione, è lecito chiedersi se sia an
Doppio ritratto - Zoran Music - Ida Barbarigo
Questo volume è un doppio ritratto dei pittori Zoran Music e Ida Barbarigo dal primo incontro a Trieste, nella primavera del 1944, fino alla morte di Music nel 2005. Lui è slavo, nato ai margini dell’Impero Austroungarico in una cittadina il cui nome allude a una piccola collina, da una famiglia di vignaioli. Nel ‘44 ha più di trent’anni, è già stato a Venezia e conosce il pittore Guido Cadorin, padre di Ida (celeberrimi i pannelli nella stanza dei sonni puri al Vittoriale) dal quale è da subito affascinato. Lei, ventenne, dipinge da sempre ed è iscritta all’Accademia di Belle Arti. Discende dalla genealogia dei Cadorin, originari del Cadore e una delle botteghe di scultura più antiche della Serenissima. La mostra di Zoran a Trieste non la convince e anche fisicamente non è per nulla colpita da quell’uomo giovane, schivo, dagli occhi buoni. Ma le loro vite, di cui queste pagine raccontano i momenti principali, sono destinate a intrecciarsi per sempre: dal primo incontro a Trieste alla deportazione di Music a Dachau; dal suo ritorno a Venezia, stremato, alla frequentazione e poi al matrimonio con Ida nel ’49; dai primi anni di vita matrimoniale a Venezia, città crocevia di numerosi artisti – Arturo Martini, Virgilio Guidi, de Chirico, De Pisis, Campigli – al soggiorno parigino; le amicizie, le frequentazioni, i rapporti con la Galerie de France: una vita consacrata al dipingere e narrata in questo libro attraverso un centinaio di fotografie inedite dell’epoca.
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Doppio ritratto

Zoran Music - Ida Barbarigo

pagine: 212 pagine

Questo volume è un doppio ritratto dei pittori Zoran Music e Ida Barbarigo dal primo incontro a Trieste, nella primavera del 1944, fino alla morte di Music nel 2005. Lui è slavo, nato ai margini dell’Impero Austroungarico in una cittadina il cui nome allude a una piccola collina, da una famiglia di vignaioli. Nel ‘44 ha più di trent’anni,

Sfogliature

Scoop nascosti nei classici

Siegmund Ginzberg

pagine: 388 pagine

«Il concetto di classico è migrato altrove, fra i libri, dove sopravvive, a dire il vero, egregiamente e dove prospera secondo gli umori delle diverse epoche. Quando si è molto romantici torna forse meno utile, poiché gran parte delle energie letterarie, esistenziali e politiche sono rivolte all’azione. Quando si è più inclini alle incertez

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