fbevnts Tutti i libri editi da Johan & Levi - libri Johan & Levi Editore | Pagina 15
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Johan & Levi

Dark Side of the Boom - Controversie, intrighi, scandali nel mercato dell'arte
Dal 2005 il mercato dell’arte ha quasi raddoppiato il proprio volume d’affari, arrivando a superare i 60 miliardi di dollari all’anno: le fiere e gli eventi sono proliferati come grattacieli, le aste spuntano cifre da capogiro e la domanda di opere d’arte è aumentata in modo esponenziale. Eppure questa singolare corsa all’oro ci racconta solo una parte della storia. A ben guardare, dietro ai vernissage patinati in musei e gallerie, dietro ai record sfavillanti e ai balletti di poltrone da Christie’s e Sotheby’s, si nasconde un lato oscuro: l’eredità di questo boom è il rapido aumento della concentrazione del potere nelle mani di pochi mega attori capaci da soli di determinare il prezzo – e dunque il valore – delle opere. E le implicazioni sono innumerevoli: gli artisti brandizzati come fossero merci, la pratica sempre più frequente di trattare l’arte come un investimento tout court, l’incremento delle truffe e della circolazione di falsi, la tentazione di eludere o falsare gli obblighi fiscali, i cambiamenti nel modo di produzione e di vendita delle opere.Negli ultimi anni Georgina Adam, arguta penna delle più importanti riviste del settore, è andata collezionando interviste, dichiarazioni e testimonianze dei nomi di punta del sistema dell’arte, battendo le trame più losche e i retroscena più scandalosi di un mercato spesso opaco e senz’altro poco regolamentato. Oltre che sulle ormai famigerate aste di Picasso, Jeff Koons e Damien Hirst, ci illumina con ironia discreta anche sulle abitudini finanziarie di magnati del lusso e nouveaux riches orientali, e, con il suo sguardo da vera e propria insider, ripercorre gli intrighi e le vicende giudiziarie più incredibili del mercato dell’arte. Dove, come da copione, non è mai tutto oro quello che luccica.
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Dark Side of the Boom

Controversie, intrighi, scandali nel mercato dell'arte

Georgina Adam

pagine: 254 pagine

Dal 2005 il mercato dell’arte ha quasi raddoppiato il proprio volume d’affari, arrivando a superare i 60 miliardi di dollari all’anno: le fiere e gli eventi sono proliferati come grattacieli, le aste spuntano cifre da capogiro e la domanda di opere d’arte è aumentata in modo esponenziale. Eppure questa singolare corsa all’oro ci racconta

Costruito da dio

Perché le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali

Angelo Crespi

pagine: 140

Le chiese contemporanee assomigliano spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse

Curatori d'assalto

L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

David Balzer

pagine: 168

Dai look alle playlist, dai menu gourmet ai festival canori fino addirittura ai matrimoni vip, oggi tutto è “a cura di”, e i t

Ars Attack

Il bluff del contemporaneo

Angelo Crespi

pagine: 112

Calzini sporchi, palloni gonfiabili, squali in formaldeide, asini tassidermizzati, e poi sassi gettati per terra, tanta pornog
L'altra Italia - Racconto per immagini delle aree interne del paese
Narrazione visiva delle aree interne del paese, dall’Arco Alpino lungo tutto l’Appennino fino alle isole, L’altra Italia documenta un paesaggio vulnerabile, ai margini dei grandi agglomerati metropolitani fatti di infrastrutture, servizi e connessioni a banda larga. È l’Italia dei borghi e dei piccoli centri, con oltre 4.000 comuni che rappresentano il 60% del territorio nazionale e il 25% della popolazione. Un paesaggio arcaico, crudo, essenziale, tanto lontano dalle rotte turistiche delle riviste patinate quanto vicino a una dimensione primigenia. Si tratta di territori accomunati dalle stesse dinamiche di spopolamento e impoverimento del tessuto economico eppure ricchi di risorse, depositari di un patrimonio naturalistico e culturale inestimabile, con peculiarità che differenziano il nostro paese rispetto al resto del tessuto urbano europeo.Il volume nasce come strumento di indagine conoscitiva a supporto di Arcipelago Italia, il progetto espositivo di Mario Cucinella per il Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Con un’accuratezza documentaria che travalica la semplice rappresentazione dell’esistente per osservare i mutamenti del territorio e le tendenze in atto, questi quadri di paesaggio si collocano lungo il solco delle visioni di pasoliniana memoria, disegnando una geografia umanistica che rivaluta l’esperienza personale e la quotidianità del vissuto da diversi punti di vista: sostenibilità e ambiente, inclusione sociale e condivisione dei patrimoni immateriali, terremoti e memoria collettiva, lavoro e salute, rigenerazione e creatività contemporanea.Pur nella diversità dell’approccio, gli architetti-fotografi del collettivo Urban Reports si pongono di fronte al paesaggio senza alcun sensazionalismo: la loro è una fotografia che coglie lo spirito dei luoghi, le stratificazioni secolari, le sfumature e i dettagli, che legge le intersezioni di senso al di sotto degli aspetti visibili e materiali. Cinque le mete del loro viaggio: l’Appennino tosco-emiliano e il Parco delle Foreste Casentinesi; Camerino e il cratere, con la zona dell’Italia centrale colpita dal terremoto del 2016; la Valle del Basento nel Materano; la Valle del Belice e in particolare Gibellina, nella Sicilia occidentale in provincia di Trapani; la Barbagia con la piana di Ottana, nella regione centrale della Sardegna che si estende lungo i fianchi del massiccio del Gennargentu.Il lavoro di Urban Reports fa emergere una realtà molto più ricca e multiforme rispetto a quella ufficiale del paese, dove la risorsa principale di un territorio sono le persone, le conoscenze e le competenze di cui esse sono portatrici, e chiama architetti, urbanisti, progettisti e amministratori locali all’impegno per lo sviluppo di piani di rilancio capaci di rivitalizzare il tessuto sociale esistente, interagire e attivare dinamiche positive con le comunità locali di queste aree.Il volume nasce dalla campagna fotografica del collettivo Urban Reports per Arcipelago Italia, progetto curatoriale di Mario Cucinella per il Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia realizzato con il contributo della Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT.Con testi di Marco Belpoliti
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L'altra Italia

Racconto per immagini delle aree interne del paese

Urban Reports

pagine: 168 pagine

Narrazione visiva delle aree interne del paese, dall’Arco Alpino lungo tutto l’Appennino fino alle isole, L’altra Italia documenta un paesaggio vulnerabile, ai margini dei grandi agglomerati metropolitani fatti di infrastrutture, servizi e connessioni a banda larga. È l’Italia dei borghi e dei piccoli centri, con oltre 4.000 comuni che rap

Mario Sironi

La grandezza dell'arte, le tragedie della storia

Elena Pontiggia

pagine: 304

«L’arte non ha bisogno di riuscire simpatica, ma esige grandezza» ha scritto Sironi

Automitobiografia

Enrico Baj

pagine: 260

Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz e Edoardo Sanguineti, Breton e Man Ray, de Chirico e la duchessa di Beaufort sono solo a
I gatti nell'arte
Il gatto – la più elegante, cocciuta e scaltra delle creature – è stato un soggetto prediletto da artisti di ogni cultura ed epoca, fin dalla notte dei tempi. La spettacolare incisione rupestre realizzata in Libia settemila anni fa è forse la più antica testimonianza di una zuffa tra felini, da cui prende avvio una lunga e ininterrotta tradizione visiva. Una profusione di immagini cui non sempre corrisponde un sentimento univoco verso il gatto che, se oggi è fra gli animali domestici più venerati, nei secoli è stato spesso vittima di odio e persecuzione.Da animale sacro nell’antico Egitto a deterrente contro i roditori nella civiltà babilonese, alleato dell’uomo contro gli aspidi dal morso letale, apprezzato per la tecnica venatoria e immortalato come valido compagno di caccia, il gatto si affranca via via dalle attività pratiche diventando l’indolente amico dell’uomo, che gli spalanca le porte della propria casa. La convivenza però non dura a lungo e la sua fortuna conoscerà ancora alti e bassi. Tanto che sul finire del Medioevo prevale l’immagine di malefico sodale del demonio, sprezzo che coincide con il ruolo sinistro cui è relegato nei dipinti. Quasi mai protagonista nelle tele dei grandi maestri ma mero accessorio raggomitolato ai piedi di una figura femminile, bisognerà attendere il sentimentalismo vittoriano perché torni in auge e un radicale cambio di status lo faccia ritrarre, insieme ai suoi compari, in intimistiche scene famigliari. È questo il periodo più propizio per essere gatto, un’età dell’oro sia per l’amorevole relazione con il compagno umano sia per il ruolo centrale che conquista nell’opera d’arte, dove finalmente la fa da padrone.Sensibile a ogni sfumatura felina, il più grande zoologo dei nostri tempi ci racconta la storia dell’arte attraverso la lente degli artisti gattofili. Simbolo di violenza spietata per Pablo Picasso che lo rappresenta in veste di predatore feroce, emblema supremo della sessualità femminile in Balthus, soggetto molto popolare tra vignettisti satirici e caricaturisti fino a diventare volano di denuncia politica con Banksy, il gatto è un’inesauribile fonte per esplorazioni visive e voli pindarici.
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I gatti nell'arte

Desmond Morris

pagine: 224 pagine

Il gatto – la più elegante, cocciuta e scaltra delle creature – è stato un soggetto prediletto da artisti di ogni cultura ed epoca, fin dalla notte dei tempi. La spettacolare incisione rupestre realizzata in Libia settemila anni fa è forse la più antica testimonianza di una zuffa tra felini, da cui prende avvio una lunga e ininterrotta trad
Automitobiografia
Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz e Edoardo Sanguineti, Breton e Man Ray, de Chirico e la duchessa di Beaufort sono solo alcuni dei personaggi che compongono la fauna di questo racconto erudito e sagace, a tratti esplosivo, lontano da qualsiasi convenzione autobiografica. Procedendo a ritroso dal 1983, anno in cui viene pubblicata, al 1924, anno di nascita dell’autore, Automitobiografia si configura come un viaggio iperbolico che risale la corrente degli eventi. Un viaggio che ci immerge fin dalle prime pagine nella coeva cultura visiva e che sembra rispondere, attraverso il suo percorso, alle tendenze allora in atto dell’arte “colta” e del citazionismo. Esperienze ben note a Baj, già abile artefice, fin dagli anni sessanta, di rifacimenti ludici delle opere dei grandi maestri, come il ciclo Chez Picasso o composizioni come La cravatta di Jackson Pollock e la Vendetta della Gioconda. Una vocazione che anche nei lavori successivi lo porterà a redimere ‒ insieme a un repertorio di icone, temi e stilemi del passato ‒ uno sgargiante armamentario di brocantes, medaglie, passamanerie, lustrini, scampoli damascati, coccarde e ogni genere di paccottiglia che affolla il suo studio. Questo metodo, volto al costante recupero e all’accumulo, si traduce sul piano della narrazione in un grande assemblage di ricordi, riflessioni e citazioni mutuate da artisti e intellettuali di ogni epoca e origine. A cominciare dal suo geniale mentore Alfred Jarry e dalla Patafisica, la vera “scienza”, baluardo di quell’ironia che irrora l’intero universo culturale di Baj. Fanno capolino, accanto alle innumerevoli personalità, anche oggetti che popolano la vita quotidiana dell’artista, come la Macchina agricola, una moto Kawasaki o un semplice ascensore: splendidi congegni meccanici ed erotici capaci non solo di titillare la curiosità del lettore ma anche di puntellare le convinzioni sociali, scientifiche, filosofiche, sostenute da Baj. Il quale per anni si è battuto non solo per un rinnovamento dell’arte della pittura ma anche per un profetico ritorno alla natura contro le minacce di una tecnologia sempre più totalizzante.
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Automitobiografia

Enrico Baj

pagine: 272 pagine + 12 (inserto)

Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz e Edoardo Sanguineti, Breton e Man Ray, de Chirico e la duchessa di Beaufort sono solo alcuni dei personaggi che compongono la fauna di questo racconto erudito e sagace, a tratti esplosivo, lontano da qualsiasi convenzione autobiografica. Procedendo a ritroso dal 1983, anno in cui viene pubblicata, al 1924, ann
L'ombra lunga degli etruschi - Echi e suggestioni nell'arte del Novecento
Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze talmente diverse – a seconda che a rivolgervi il proprio sguardo fossero studiosi da un lato, o letterati e artisti dall’altro – da far parlare di due distinte Etrurie: una “scientifica”, che soprattutto dall’Ottocento e con gli importanti scavi di inizio Novecento ha assunto contorni sempre più precisi, e una “evocata”, immaginata, tanto favolosa quanto  irrecuperabile.È questa l’Etruria dei pittori e degli scultori: di Enrico Prampolini, che presta la sua matita d’avanguardista per una rivista a tema; di Arturo Martini, Massimo Campigli e Marino Marini, che, ognuno con accenti propri, arriveranno a rivendicare una vera e propria discendenza diretta; di artisti apparentemente lontani dal quel mondo, come il francese Edgar Degas e l’inglese Henry Moore; e di figure che battono territori considerati marginali come quello della ceramica, quali Gio Ponti e Roberto Sebastián Matta.Martina Corgnati si addentra in un lungo e articolato percorso che dalla fine del XIX secolo giunge fino alle soglie del XXI attraverso ibridazioni e riscritture del passato, tra suggestioni più o meno esplicite e riferimenti puntuali. Non mancano le incursioni nel dibattito letterario, particolarmente vivo nel nostro paese, dove un mito fondativo più autenticamente italico rispetto a quello greco o romano ha trovato da sempre un terreno fecondo. Attraverso il prisma del “fenomeno etruschi” si può così vedere l’arte del Novecento sotto una nuova luce, percorrendone i sentieri all’ombra di questo antico popolo.
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L'ombra lunga degli etruschi

Echi e suggestioni nell'arte del Novecento

Martina Corgnati

pagine: 240 pagine

Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze
Duty Free Art - L'arte nell'epoca della guerra civile planetaria
Giganteschi musei segreti spuntano oggi in terre di nessuno che eludono le sovranità nazionali e sbarrano l’accesso al pubblico. Sono i luoghi di stoccaggio esentasse, dove le opere ‒ pur restando sigillate nelle loro casse ‒ sono usate come valuta alternativa per la circolazione di capitali miliardari da una sponda all’altra del globo. Un’arte senza frontiere intrappolata in zone di transito permanente; un’arte immune da tasse ma non dall’obbligo di essere una risorsa, o una facciata.È ancora pensabile produrre e perfino apprezzare l’arte in un’epoca come la nostra, sconvolta da guerre civili permanenti e in balìa di multinazionali pronte a capitalizzare una ricostruzione perpetua, magari impreziosendola con un museo d’avanguardia disegnato da un’archistar? Che valore hanno oggi istituzioni artistiche il cui principale obiettivo è imbellettare l’immagine pubblica di questo o quel regime? È ancora possibile restituire autonomia all’arte?Scandagliando archivi di WikiLeaks e fake news, dark web e truffe sentimentali online, Steyerl individua con rabdomantica precisione una strategia di contrattacco e resistenza. Con scrittura affilata ricostruisce i tratti di un’arte capace di farsi pratica insurrezionale, libera da ogni imperativo di esibirsi, rappresentare, educare, incarnare valori o servire una causa o un padrone. Un’arte duty free, per rifuggire alla tentazione di farsi trascinare dentro l’abisso, inglobati dal rumore bianco della contemporaneità.
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Duty Free Art

L'arte nell'epoca della guerra civile planetaria

Hito Steyerl

pagine: 212 pagine

Giganteschi musei segreti spuntano oggi in terre di nessuno che eludono le sovranità nazionali e sbarrano l’accesso al pubblico. Sono i luoghi di stoccaggio esentasse, dove le opere ‒ pur restando sigillate nelle loro casse ‒ sono usate come valuta alternativa per la circolazione di capitali miliardari da una sponda all’altra del gl

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