fbevnts Tutti i libri editi da Johan & Levi - libri Johan & Levi Editore
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Johan & Levi

Ex Libris

Pacchetto di 30 ex libris adesivi ispirati ai capolavori dei maestri dellʼarte moderna e contemporanea disegnati dallʼillustratrice Silvia Gherra. Scopri gli artisti a cui sono ispirati e personalizza la tua libreria.Stampa su carta uso mano Arena White da 170gFormato 5,5x8 cm
Novità Un fiume di ombre - Eadweard Muybridge, un fotografo nel selvaggio, tecnologico West
Nel 1872, un uomo fotografa un cavallo. Può sembrare un gesto banale, ma segna l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare la nostra percezione del tempo e dello spazio. A compierla è un personaggio tanto ambizioso quanto indecifrabile, Eadweard Muybridge, geniale fotografo di paesaggi e instancabile sperimentatore che mira a “spaccare il secondo”, ovvero ad aprire una breccia nel tempo per rendere visibile ciò che gli occhi non riescono a isolare: il movimento.La fotografia, del resto, nasce e si sviluppa in sintonia con un mondo che vive, viaggia e comunica a ritmo accelerato, un mondo in espansione, reso più piccolo dal telegrafo e dalla ferrovia. E non è un caso che a finanziare quegli studi sul movimento sia proprio Leland Stanford, proprietario di Occident – il campione di trotto immortalato nelle cronofotografie di Muybridge –, nonché magnate della Central Pacific Railroad. Non un mecenate qualunque, ma l’incarnazione stessa delle tensioni tra capitale, interessi privati e progresso che innervano l’America di fine Ottocento e in particolare la California, terra dei sogni protesa verso il futuro.Un fiume di ombre non è solo il racconto di una vita, è il resoconto di una scommessa tecnologica e culturale. I paesaggi mozzafiato della Yosemite Valley e le vedute di San Francisco, realizzate “scuoiando la città” e appiattendola come la pelle di un animale, non fanno da mero sfondo, sono tappe di un percorso che porta all’istantanea e – di lì a poco – al cinema e alle industrie mediatiche. Rebecca Solnit compone un affresco che, come i grandi panorami urbani per cui Muybridge era famoso, intreccia diversi tempi e prospettive in un’unica visione, con uno sguardo che, partendo da un cavallo, ripercorre la corsa all’oro, si addentra nel mondo spezzato dei nativi americani e arriva fino a Hollywood e alla Silicon Valley.
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Un fiume di ombre

Eadweard Muybridge, un fotografo nel selvaggio, tecnologico West

Rebecca Solnit

pagine: 352 pagine

Nel 1872, un uomo fotografa un cavallo. Può sembrare un gesto banale, ma segna l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare la nostra percezione del tempo e dello spazio. A compierla è un personaggio tanto ambizioso quanto indecifrabile, Eadweard Muybridge, geniale fotografo di paesaggi e instancabile sperimentatore che mira a “spaccare i

Shopper écru

All’iconica collana delle Biografie si ispira la shopper di Johan & Levi: i ritratti di dodici grandi artisti disegnati dalla designer milanese Silvia Gherra sono i protagonisti della nostra borsa. Disponibile in due colori, grigio e écru, la shopper è realizzata in cotone riciclato.

Shopper grigia

All’iconica collana delle Biografie si ispira la shopper di Johan & Levi: i ritratti di dodici grandi artisti disegnati dalla designer milanese Silvia Gherra sono i protagonisti della nostra borsa. Disponibile in due colori, grigio e corda, la shopper è realizzata in cotone riciclato.

Cartoline di Natale

Collezione di dieci cartoline di Natale con grafiche e illustrazioni realizzate da Silvia Gherra Studio. Stampate su carta Fedrigoni Freelife Cento Extra White da 350 grammi, 100% riciclata. Formato 10,5 x 15 cm.Scopri nella gallery tutte le cartoline.
Attenzione disordinata - Come guardiamo l'arte e la performance oggi
Come guardiamo l’arte oggi? In modo molto diverso rispetto a pochi decenni fa. Alterniamo momenti di totale immersione nelle opere ad altri in cui, smartphone alla mano, scattiamo foto e video, scannerizziamo QR code o condividiamo sui social. Quella dello spettatore del XXI secolo è una condizione ibrida, un continuo oscillare tra presenza fisica nello spazio espositivo e connessione a distanza con un altrove tecnologico.Per raccontarla, Claire Bishop analizza quattro diverse pratiche di arte contemporanea, le cui strutture e strategie espressive rispondono a nuove modalità di percezione e attenzione proprie della cultura digitale: l’“arte basata sulla ricerca”, con il suo sovraccarico di informazioni da scremare, tipico della navigazione in rete; le mostre-performance, pensate per essere viste dal vivo ma anche immortalate con il cellulare; gli “interventi”, categoria storicizzata e teorizzata qui per la prima volta, per cui sono indispensabili la dimensione pubblica, la circolazione online e la conseguente viralità; infine, la fascinazione di tanti artisti per l’iconografia modernista, il cui effetto di déjà-vu rimanda ancora una volta ai media digitali e alla loro infinita collezione di immagini decontestualizzate.Perno di ogni discorso è quella che Bishop chiama “attenzione disordinata”, un tipo di spettatorialità basato su complesse dinamiche fra soggetto, tempo e tecnologia, nonché sulla messa in discussione di schemi di pensiero, narrazioni dominanti e regole esclusive. Senza l’obbligo della profondità o della concentrazione assoluta, dettate da norme moderniste come il white cube e dai loro modelli sociali di riferimento, l’opera d’arte del nuovo millennio si presta a un’esperienza più libera e autenticamente collettiva.
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Attenzione disordinata

Come guardiamo l'arte e la performance oggi

Claire Bishop

pagine: 228 pagine

Come guardiamo l’arte oggi? In modo molto diverso rispetto a pochi decenni fa. Alterniamo momenti di totale immersione nelle opere ad altri in cui, smartphone alla mano, scattiamo foto e video, scannerizziamo QR code o condividiamo sui social. Quella dello spettatore del XXI secolo è una condizione ibrida, un continuo oscillare tra presenza fisi
Lucio Fontana - La possibilità di un oltre
Fisico da boxeur, spirito in costante ebollizione, Lucio Fontana «non può star quieto»: forgiato dall’esperienza della Grande Guerra e dai due anni passati come gaucho nella pampa, è impegnato in una lotta all’ultimo sangue su tutti i fronti, persino «con la fame», come scriverà lui stesso al padre. Quest’ultimo vorrebbe che il figlio tornasse in patria, a Rosario, dove lo attende una sicura, anche se forse poco stimolante, attività di famiglia; ma Lucio, a Milano senza commissioni e soldi per l’affitto dello studio, non accetta la resa. È questa vita scissa tra due mondi, l’Italia e l’Argentina, e tra due modi di concepire l’arte, l’Ottocento e il Novecento, che lo costringe a continui sacrifici e lo spinge a ribellarsi, prima contro l’eredità familiare borghese e tradizionalista, poi contro il mondo accademico e un sistema dell’arte ostili verso qualsiasi novità; il tutto nel nome dell’Astrattismo – ma un astrattismo personale fatto di purezza e libertà. Dalle felici “intuizioni” di scultore e ceramista tra Milano, Albisola, Parigi e Buenos Aires, la sua tenacia lo porta a redigere il Manifiesto Blanco e a diventare non solo il leader del movimento spazialista, ma anche un punto di riferimento per una nuova generazione di artisti.Paolo Campiglio prova a svelare l’uomo che si cela dietro i famigerati “tagli”, con i suoi dubbi e travagli quotidiani, esplorando anche circostanze meno note della vita di Fontana: il rapporto con le due madri; la sconfinata generosità verso i colleghi più giovani di cui ama circondarsi; la relazione con la donna della sua vita, Teresita Rasini, che saprà aspettarlo anche quando viene creduto morto. Ciò che emerge da queste pagine è una figura combattiva, refrattaria ai compromessi, ma che brilla di un’innata simpatia e di una travolgente ironia, qualità che fecero affermare al critico Raffaele Carrieri: «In tutto quello che fa la temperatura sorpassa il normale voltaggio».
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Lucio Fontana

La possibilità di un oltre

Paolo Campiglio

pagine: 352 pagine

Fisico da boxeur, spirito in costante ebollizione, Lucio Fontana «non può star quieto»: forgiato dall’esperienza della Grande Guerra e dai due anni passati come gaucho nella pampa, è impegnato in una lotta all’ultimo sangue su tutti i fronti, persino «con la fame», come scriverà lui stesso al padre. Quest’ultimo vorrebbe che il figlio

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