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Johan & Levi

La fonderia di Bologna

Il Ripostiglio di San Francesco nell'opera di Antonio Zannoni

Antonio Zannoni

pagine: 208 pagine

Un grande vaso di terracotta di età etrusca, 14.838 pezzi di bronzo tra cui oggetti e strumenti finiti (asce, fibule, coltelli, falcetti, rasoi) ma anche oggetti non rifiniti, scarti di lavorazione e pani grezzi di rame e altri metalli. Questo deposito di materiali da fonderia, scoperto nel 1878 nei pressi della Basilica di San Francesco a Bologna
in uscita
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Il corpo in pezzi
Linda Nochlin esplora il tema del frammento come metafora della modernità, seguendo una lunga traiettoria storica e visiva che parte dall’emblematico disegno di Füssli, in cui l’artista è ritratto piccolo e atterrito accanto a un enorme piede antico, simbolo della condizione moderna come perdita irrimediabile di una totalità passata.Con la Rivoluzione francese il frammento assume un valore positivo: mutilazioni del corpo e abbattimento di statue reali esprimono la distruzione dell’Antico Regime e la fondazione di un nuovo ordine. Nell’Ottocento il corpo in pezzi diventa immagine del trauma e della storia, e Géricault lo mortifica dipingendo teste e arti mozzati, sempre in bilico tra dissezione scientifica e melodramma romantico. Parallelamente impressionisti e Manet rappresentano città e corpi con inquadrature spezzate: il frammento entra nella struttura stessa dell’immagine. Cézanne e Van Gogh lavorano su frammenti scultorei che evocano tensioni tra tradizione e modernità, eros e sacrificio, arte e vita, fino al gesto estremo dell’automutilazione. Nel Novecento e oltre, dai Surrealisti (Max Ernst, Hans Bellmer) a Louise Bourgeois, Cindy Sherman, Robert Mapplethorpe e altri, il frammento destabilizza identità, genere e integrità del soggetto.Per l’autrice il frammento va pensato come una costellazione di casi specifici e di differenze di una modernità plurale e mutevole, in cui la perdita di unità e la ricerca di nuove totalità convivono in tensione.
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Il corpo in pezzi

Linda Nochlin

pagine: 92 pagine

Linda Nochlin esplora il tema del frammento come metafora della modernità, seguendo una lunga traiettoria storica e visiva che parte dall’emblematico disegno di Füssli, in cui l’artista è ritratto piccolo e atterrito accanto a un enorme piede antico, simbolo della condizione moderna come perdita irrimediabile di una totalità passata.Con la

Pop Art

R. Lucy Lippard

pagine: 140 pagine

Se la Pop Art non è un movimento con manifesti e dimostrazioni di gruppo, è quantomeno una tendenza relativamente coesa, un insieme di pratiche che usano immagini, oggetti e linguaggi della cultura di massa (pubblicità, fumetti, packaging, star system, design) per metterli in scena, esaltarli, criticarli o giocarci. Questo spirito era determina
Corpo Urbano: dalla scultura alla città - Scritti polemici (1970-1982)
Questo volume raccoglie i principali scritti dello scultore Francesco Somaini (1926-2005), che dedicò una delle sue stagioni creative più felici al tema della città. Pioniere dell’arte urbana in Italia e in Europa, Somaini ha portato avanti la sua ricerca superando le tradizioni artistiche precedenti, influenzato soprattutto dall’architettura americana a partire dagli anni sessanta e settanta, in seguito alla sua mostra personale a New York e dei suoi progetti di sculture monumentali a Atlanta, Baltimora e Rochester.La sua esperienza all’estero avviene in un periodo cruciale, caratterizzato da un forte impegno sociale e politico nei confronti della realtà delle metropoli. Le sue edizioni dei classici della sociologia e dell’urbanistica sono gremite di riflessioni annotate ai margini; le sue trattazioni teoriche, veri e propri manifesti, criticano apertamente la modernità e il simbolismo asettico dell’International Style, con le sue utopie megastrutturali e la devastazione del territorio antropizzato sotto la spinta dell’industrializzazione. Somaini auspica, non senza una certa urgenza, che la scultura compia finalmente l’atto decisivo e diventi critica sociale, con l’obiettivo di una ri-sacralizzazione degli spazi pubblici. Affida così le sue idee progettuali a dichiarazioni di poetica, lezioni, convegni, ma anche a disegni di grande forza immaginifica e ai fotomontaggi, medium d’elezione per le sue proposte di intervento plastico urbano. Attraverso un’accurata selezione di testi, appunti e schizzi inediti, Fulvio Irace offre una sintesi e una contestualizzazione del percorso originale del maestro lombardo e del suo contributo al dibattito internazionale sul futuro delle città.
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Corpo Urbano: dalla scultura alla città

Scritti polemici (1970-1982)

Francesco Somaini

pagine: 172 pagine

Questo volume raccoglie i principali scritti dello scultore Francesco Somaini (1926-2005), che dedicò una delle sue stagioni creative più felici al tema della città. Pioniere dell’arte urbana in Italia e in Europa, Somaini ha portato avanti la sua ricerca superando le tradizioni artistiche precedenti, influenzato soprattutto dall’architettur

Ex Libris

Pacchetto di 30 ex libris adesivi ispirati ai capolavori dei maestri dellʼarte moderna e contemporanea disegnati dallʼillustratrice Silvia Gherra. Scopri gli artisti a cui sono ispirati e personalizza la tua libreria.Stampa su carta uso mano Arena White da 170gFormato 5,5x8 cm
Un fiume di ombre - Eadweard Muybridge, un fotografo nel selvaggio, tecnologico West
Nel 1872, un uomo fotografa un cavallo. Può sembrare un gesto banale, ma segna l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare la nostra percezione del tempo e dello spazio. A compierla è un personaggio tanto ambizioso quanto indecifrabile, Eadweard Muybridge, geniale fotografo di paesaggi e instancabile sperimentatore che mira a “spaccare il secondo”, ovvero ad aprire una breccia nel tempo per rendere visibile ciò che gli occhi non riescono a isolare: il movimento.La fotografia, del resto, nasce e si sviluppa in sintonia con un mondo che vive, viaggia e comunica a ritmo accelerato, un mondo in espansione, reso più piccolo dal telegrafo e dalla ferrovia. E non è un caso che a finanziare quegli studi sul movimento sia proprio Leland Stanford, proprietario di Occident – il campione di trotto immortalato nelle cronofotografie di Muybridge –, nonché magnate della Central Pacific Railroad. Non un mecenate qualunque, ma l’incarnazione stessa delle tensioni tra capitale, interessi privati e progresso che innervano l’America di fine Ottocento e in particolare la California, terra dei sogni protesa verso il futuro.Un fiume di ombre non è solo il racconto di una vita, è il resoconto di una scommessa tecnologica e culturale. I paesaggi mozzafiato della Yosemite Valley e le vedute di San Francisco, realizzate “scuoiando la città” e appiattendola come la pelle di un animale, non fanno da mero sfondo, sono tappe di un percorso che porta all’istantanea e – di lì a poco – al cinema e alle industrie mediatiche. Rebecca Solnit compone un affresco che, come i grandi panorami urbani per cui Muybridge era famoso, intreccia diversi tempi e prospettive in un’unica visione, con uno sguardo che, partendo da un cavallo, ripercorre la corsa all’oro, si addentra nel mondo spezzato dei nativi americani e arriva fino a Hollywood e alla Silicon Valley.
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Un fiume di ombre

Eadweard Muybridge, un fotografo nel selvaggio, tecnologico West

Rebecca Solnit

pagine: 352 pagine

Nel 1872, un uomo fotografa un cavallo. Può sembrare un gesto banale, ma segna l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare la nostra percezione del tempo e dello spazio. A compierla è un personaggio tanto ambizioso quanto indecifrabile, Eadweard Muybridge, geniale fotografo di paesaggi e instancabile sperimentatore che mira a “spaccare i

Shopper écru

All’iconica collana delle Biografie si ispira la shopper di Johan & Levi: i ritratti di dodici grandi artisti disegnati dalla designer milanese Silvia Gherra sono i protagonisti della nostra borsa. Disponibile in due colori, grigio e écru, la shopper è realizzata in cotone riciclato.

Shopper grigia

All’iconica collana delle Biografie si ispira la shopper di Johan & Levi: i ritratti di dodici grandi artisti disegnati dalla designer milanese Silvia Gherra sono i protagonisti della nostra borsa. Disponibile in due colori, grigio e corda, la shopper è realizzata in cotone riciclato.

Cartoline di Natale

Collezione di dieci cartoline di Natale con grafiche e illustrazioni realizzate da Silvia Gherra Studio. Stampate su carta Fedrigoni Freelife Cento Extra White da 350 grammi, 100% riciclata. Formato 10,5 x 15 cm.Scopri nella gallery tutte le cartoline.
Attenzione disordinata - Come guardiamo l'arte e la performance oggi
Come guardiamo l’arte oggi? In modo molto diverso rispetto a pochi decenni fa. Alterniamo momenti di totale immersione nelle opere ad altri in cui, smartphone alla mano, scattiamo foto e video, scannerizziamo QR code o condividiamo sui social. Quella dello spettatore del XXI secolo è una condizione ibrida, un continuo oscillare tra presenza fisica nello spazio espositivo e connessione a distanza con un altrove tecnologico.Per raccontarla, Claire Bishop analizza quattro diverse pratiche di arte contemporanea, le cui strutture e strategie espressive rispondono a nuove modalità di percezione e attenzione proprie della cultura digitale: l’“arte basata sulla ricerca”, con il suo sovraccarico di informazioni da scremare, tipico della navigazione in rete; le mostre-performance, pensate per essere viste dal vivo ma anche immortalate con il cellulare; gli “interventi”, categoria storicizzata e teorizzata qui per la prima volta, per cui sono indispensabili la dimensione pubblica, la circolazione online e la conseguente viralità; infine, la fascinazione di tanti artisti per l’iconografia modernista, il cui effetto di déjà-vu rimanda ancora una volta ai media digitali e alla loro infinita collezione di immagini decontestualizzate.Perno di ogni discorso è quella che Bishop chiama “attenzione disordinata”, un tipo di spettatorialità basato su complesse dinamiche fra soggetto, tempo e tecnologia, nonché sulla messa in discussione di schemi di pensiero, narrazioni dominanti e regole esclusive. Senza l’obbligo della profondità o della concentrazione assoluta, dettate da norme moderniste come il white cube e dai loro modelli sociali di riferimento, l’opera d’arte del nuovo millennio si presta a un’esperienza più libera e autenticamente collettiva.
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Attenzione disordinata

Come guardiamo l'arte e la performance oggi

Claire Bishop

pagine: 228 pagine

Come guardiamo l’arte oggi? In modo molto diverso rispetto a pochi decenni fa. Alterniamo momenti di totale immersione nelle opere ad altri in cui, smartphone alla mano, scattiamo foto e video, scannerizziamo QR code o condividiamo sui social. Quella dello spettatore del XXI secolo è una condizione ibrida, un continuo oscillare tra presenza fisi

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