Tutti i libri di di Johan & Levi Editore | P. 2
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Catalogo

Il sublime astratto

Pietro Conte

pagine: 120 pagine

L’incomprensione è parte integrante delle relazioni umane, e quando a comunicare sono Erwin Panofsky, il massimo teorico dell’iconologia medievale e rinascimentale, e Barnett Newman, esponente e principale teorico dell’Espressionismo Astratto, il disastro è assicurato. Soprattutto se nessuno è intenzionato a scendere a patti. Una polemica
Storia culturale degli Etruschi
Quella degli Etruschi è una cultura rimasta a lungo misteriosa che non ha mai smesso di conquistare l’attenzione di studiosi di tutte le epoche. Aperta ai decisivi influssi greci e orientali, ma proiettata anche verso le popolazioni vicine dell’Italia centrale e settentrionale, è riuscita a far arrivare la sua eco fino al di là delle Alpi.Di questo popolo, Sybille Haynes delinea il carattere peculiare e segue l’evoluzione storica, accompagnando i lettori tra i luoghi, i reperti e le testimonianze più significativi e affascinanti. Attraverso un vasto repertorio di fonti ne ricostruisce la vita e la morte, la religione, la lingua, l’architettura, l’arte e molto altro ancora: in particolare la condizione femminile è indagata con un’attenzione inedita. Dagli approfondimenti dedicati, infatti, emerge come le donne etrusche, almeno quelle di classe elevata, godessero di una sostanziale parità di considerazione sociale rispetto agli uomini e di una libertà tutt’altro che consueta per l’antichità.Un percorso per immagini permette di esplorare e osservare da vicino il mondo etrusco nell’ambito di un quadro complessivo la cui organizzazione è scandita seguendo le grandi tappe della sua storia, dalle origini fino all’annessione romana, lungo tutti i momenti di fioritura, crisi e rinascita. Un mondo che, posto al centro dei commerci e delle influenze del Mediterraneo, ha saputo assorbire, unificare e tramandare usi e costumi alle origini della nostra cultura.
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Storia culturale degli Etruschi

Sybille Haynes

pagine: 520 pagine

Quella degli Etruschi è una cultura rimasta a lungo misteriosa che non ha mai smesso di conquistare l’attenzione di studiosi di tutte le epoche. Aperta ai decisivi influssi greci e orientali, ma proiettata anche verso le popolazioni vicine dell’Italia centrale e settentrionale, è riuscita a far arrivare la sua eco fino al di là delle Alpi.Di
Ibridoli etruschi
Luigi Ontani è considerato uno dei più influenti artisti italiani, dedito alla sperimentazione con numerosi media e tecniche: dalla fotografia alla scultura declinata nei più diversi materiali, dalla pittura fino alla performance, con i suoi celebri tableaux vivants. Filo conduttore della sua ricerca è il carattere anticonformista e ironico delle sue opere, in cui confluiscono echi e suggestioni mitopoietiche della tradizione iconografica occidentale e orientale, con particolare attenzione al tema della maschera.Questa pubblicazione è dedicata all’intervento site specific realizzato per il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati. Affidata al suo estro citazionista e ludico, la sala dalle pareti color ciclamino è decorata da un ciclo pittorico di sei “ibridoli etruschi”, come Ontani stesso li definisce, poiché il loro percorso verso la pienezza della forma è frutto di un processo di ibridazioni: gli attributi e i simboli della divinità sono qui elementi di un gioco di combinazioni, che è la vita stessa di ciò che è infinito, la sua pulsazione vitale, il suo ritmo di sistole e diastole. Praticando l’immaginazione attiva, Ontani produce forme che sembrano generate da una memoria ancestrale e impersonale, capace di attingere a quel livello mistico dell’esperienza in cui l’oggetto del ricordo consiste in ciò che deve ancora accadere – come se la sua mente si muovesse in una specie di passato imminente.Attraverso la visionaria narrazione di Emanuele Trevi – che insieme a Ontani ha intrapreso un viaggio, fisico e immaginifico, sulle tracce degli Etruschi – viene ripercorso il processo creativo e i suoi ingredienti, il rapporto con i modelli, l’ars combinatoria e il polimorfo legame con innumerevoli tradizioni artistiche.Edizione bilingue ita/eng
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Ibridoli etruschi

Luigi Ontani, Emanuele Trevi

pagine: 68 pagine

Luigi Ontani è considerato uno dei più influenti artisti italiani, dedito alla sperimentazione con numerosi media e tecniche: dalla fotografia alla scultura declinata nei più diversi materiali, dalla pittura fino alla performance, con i suoi celebri tableaux vivants. Filo conduttore della sua ricerca è il carattere anticonformista e ironico del
Una donna in carriera - Vendere arte e vendere sesso
Classe ’92, Sophia Giovannitti, artista e sex worker, dice le cose come stanno. Si firma orgogliosamente con il suo nome sia nelle performance artistiche che quando incontra i clienti. Non si nasconde dietro un puritano senso di colpa: libera dai pregiudizi, non permette che qualcuno la degradi per come ha scelto di vivere.Abitare un mondo dove il capitalismo ha finito per mercificare non solo il nostro tempo libero, ma anche quelle attività ritenute da sempre intime e sacre, ovvero l’arte e il sesso, ha reso possibile per qualcuno guadagnare da entrambe, creando un cortocircuito per il quale, nonostante la piena partecipazione al sistema, si viene comunque stigmatizzati senza pietà. Siamo tutti piegati alle logiche di mercato che controllano ogni aspetto delle nostre vite, eppure c’è chi ha alzato la testa, chi, dai margini, sfrutta proprio questo meccanismo per riappropriarsi degli spazi, che sia in galleria o nella camera da letto, e rimanere scomodo al mondo ipocrita e benpensante.Sophia continua allora per la sua strada, la migliore che le consenta di portare avanti ciò che ama e trarne anche profitto. In un ironico stile “confessionale”, mette a nudo le proprie occupazioni, conferendogli estrema serietà e legittimità. Ruvida, sfacciata, provocatoria, capace di citare I Soprano e Foucault in modo sciolto e consapevole, Sophia Giovannitti scrive un libro più che contemporaneo: una riflessione necessaria sui mercati dell’arte, del lavoro e del sesso come erano, come sono e come si sogna saranno un domani.
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Una donna in carriera

Vendere arte e vendere sesso

Sophia Giovannitti

pagine: 200 pagine

Classe ’92, Sophia Giovannitti, artista e sex worker, dice le cose come stanno. Si firma orgogliosamente con il suo nome sia nelle performance artistiche che quando incontra i clienti. Non si nasconde dietro un puritano senso di colpa: libera dai pregiudizi, non permette che qualcuno la degradi per come ha scelto di vivere.Abitare un mondo dove i
Tesori etruschi - La collezione Castellani tra storia e moda
La mostra “Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda” (25 ottobre 2023 – 3 marzo 2024), ospitata presso la Fondazione Luigi Rovati e organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, porta a Milano i più importanti reperti archeologici e gli straordinari gioielli della collezione Castellani, una delle raccolte antiquarie romane più ricche e conosciute, non solo per l’importanza degli oggetti che la compongono, ma anche per il rilievo delle personalità che contribuirono a costituirla nel corso dell’Ottocento.Al nome della famiglia Castellani è legata sia l’invenzione di un nuovo genere di gioielleria e oreficeria “nello stile degli antichi”, che imitava nell’aspetto e nelle tecniche i materiali di origine archeologica, sia un’intensa attività di collezionismo e commercio di antichità provenienti dalla Penisola, culminata nel 1926 con la cessione del nucleo più consistente della raccolta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.La possibilità di esporre una selezione di questi oggetti, per la prima volta eccezionalmente al di fuori della loro sede, permette di apprezzare non solo la grande varietà di materiali, ma anche la singolare qualità, che aveva reso a lungo lo studio di ricevimento Castellani una tappa obbligata per i visitatori della Città Eterna. Il catalogo ricalca il percorso espositivo presentando le opere esposte nelle seguenti sezioni: i capolavori, le produzioni mediterranee, la vita femminile, le oreficerie, dèi ed eroi e la famiglia Castellani. Con testi di Maria Paola Guidobaldi, Antonella Magagnini, Daniel Neumann, Valentino Nizzo, Giulio Paolucci, Giuseppe Sassatelli, Annalisa Zanni, il catalogo è arricchito da importanti contributi che aggiungono diverse novità a quello che già si sapeva sull’importanza storica della collezione Castellani e sulle sue caratteristiche, con particolare riguardo al suo intreccio tra antico e moderno.Il catalogo è pubblicato in lingua italiana con testo inglese in allegato.
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Tesori etruschi

La collezione Castellani tra storia e moda

pagine: 208

La mostra “Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda” (25 ottobre 2023 – 3 marzo 2024), ospitata presso la Fondazione Luigi Rovati e organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, porta a Milano i più importanti reperti archeologici e gli straordinari gioielli della collezione Castellani, una
I gatti nell'arte
Il gatto – la più elegante, cocciuta e scaltra delle creature – è stato un soggetto prediletto da artisti di ogni cultura ed epoca, fin dalla notte dei tempi. La spettacolare incisione rupestre realizzata in Libia settemila anni fa è forse la più antica testimonianza di una zuffa tra felini, da cui prende avvio una lunga e ininterrotta tradizione visiva scandita da sentimenti alterni verso il gatto. Se oggi è fra gli animali domestici più venerati, nei secoli è infatti stato spesso vittima di odio e persecuzione.Da animale sacro nell’antico Egitto a deterrente contro i roditori nella civiltà babilonese, alleato dell’uomo contro gli aspidi dal morso letale, apprezzato per la tecnica venatoria e immortalato come valido compagno di caccia, il gatto si affranca via via dalle attività pratiche diventando l’indolente amico dell’uomo, che gli spalanca le porte della propria casa. La sua fortuna conoscerà ancora alti e bassi, tanto che sul finire del Medioevo prevale l’immagine di malefico sodale del demonio, sprezzo che coincide con il ruolo sinistro cui è relegato nei dipinti. Quasi mai protagonista nelle tele dei grandi maestri, bisognerà attendere il sentimentalismo vittoriano perché torni in auge e un radicale cambio di status lo faccia ritrarre, insieme ai suoi compari, in intimistiche scene famigliari.Sensibile a ogni sfumatura felina, il più grande zoologo dei nostri tempi ci racconta la storia dell’arte attraverso la lente degli artisti gattofili. Simbolo di violenza spietata per Pablo Picasso che lo rappresenta in veste di predatore feroce, emblema supremo della sessualità femminile in Balthus, soggetto molto popolare tra vignettisti satirici e caricaturisti fino a diventare volano di denuncia politica con Banksy, il gatto è un’inesauribile fonte per esplorazioni visive e voli pindarici.Nuova edizione con la copertina dall’artista Paolo Ventura. Disponibili qui in edizione limitata anche 20 stampe numerate e firmate 50 x 70 cm.
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I gatti nell'arte

Desmond Morris

pagine: 224 pagine

Il gatto – la più elegante, cocciuta e scaltra delle creature – è stato un soggetto prediletto da artisti di ogni cultura ed epoca, fin dalla notte dei tempi. La spettacolare incisione rupestre realizzata in Libia settemila anni fa è forse la più antica testimonianza di una zuffa tra felini, da cui prende avvio una lunga e ininterrotta trad
Macchina a stella - L’eredità di Duchamp
A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, questo volume presenta tre minisaggi sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze. A partire dalle opere di Marcel Duchamp, Jasper Johns e Alighiero Boetti, Michele Dantini getta nuova luce sulla metafora dell’artista come “macchina”, sul venir meno del processo creativo come ordinata routine professionale che aveva tradizionalmente caratterizzato la trasposizione dell’ “idea” in immagine. Una svolta per certi versi liberatoria, ma anche foriera di implicazioni allarmanti, sperimentate in tutta la loro urgenza dalla generazione “informale”: come proteggersi dalle discontinuità dell’“ispirazione”, come conferire durata al tempo interiore, se tutto si risolve nell’irripetibile eccezionalità dell’attimo? Dantini analizza passo dopo passo la “reinvenzione” del mestiere di artista: la curiosa adozione di readymade per restituire plausibilità e vigore alle tecniche tradizionali, la dilatazione indefinita dei tempi di esecuzione; la pratica dell’arte della ripetizione e la creazione di appaganti routine grazie a procedimenti “automatici”, impersonali e addirittura delegabili. Al “miserabile spettatore” e alla sua acutezza il compito di cogliere nelle opere una continuità nella transizione, di ricostruire le metafore soggiacenti e «interpretare una routine rivelatasi improvvisamente sgombra di tecniche e riferimenti riconoscibili».
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Macchina a stella

L’eredità di Duchamp

Michele Dantini

pagine: 96 pagine

A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, questo volume presenta tre minisaggi sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze. A partire dalle opere di Marcel Duchamp, Jasper Johns e Alighiero Boetti, Michele Dantini getta nuova luce sulla metafora dell’artista come
Lo scolabottiglie di Duchamp
Nel 1914, poco prima di partire per New York, Marcel Duchamp compie un gesto dirompente: elevare uno scolabottiglie a opera d’arte attraverso la mera scelta di quell’oggetto e il successivo trasferimento nel “perimetro sacro” del suo studio. Tale azione inaugura la pratica dei readymade, prodotti industriali, d’uso comune, ai quali l’artista assegna arbitrariamente lo statuto di opere, ponendosi in aperta e ironica sfida all’idea dell’artista faber.Lo Scolabottiglie diventa così un precedente storico che permette a Ermanno Migliorini di attuare da un lato una acuta e lungimirante analisi dell’arte internazionale del secondo Novecento, individuando le sfide poste dalle neoavanguardie debitrici dell’atteggiamento iconoclasta di Duchamp; dall’altro di illuminare i problemi che le derive di tale gesto provocano all’“edificio estetico” e alla critica d’arte impreparati ad affrontarlo.In questo fondamentale saggio del 1970 si tenta di chiarire, attraverso la lente della filosofia analitica, il significato generale dell’operazione duchampiana e delle dichiarazioni che la accompagnano in quanto capaci di mettere in evidenza la dissociazione tra il procedimento artistico e le strutture valutative tradizionali. La pretesa di “proporre valore senza portare ragioni” ha contribuito a segnare profondamente la direzione in cui si muove buona parte dell’arte del nostro tempo. Una direzione che sullo sfondo trova, se non proprio lo Scolabottiglie o un altro readymade, qualcosa che gli somiglia molto, ovvero qualcosa legato al piano delle esperienze sensibili immotivate e immotivabili.
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Lo scolabottiglie di Duchamp

Ermanno Migliorini

pagine: 144 pagine

Nel 1914, poco prima di partire per New York, Marcel Duchamp compie un gesto dirompente: elevare uno scolabottiglie a opera d’arte attraverso la mera scelta di quell’oggetto e il successivo trasferimento nel “perimetro sacro” del suo studio. Tale azione inaugura la pratica dei readymade, prodotti industriali, d’uso comune, ai quali l’ar

Fantastiche presenze

Note su estetica, arte contemporanea e realtà aumentata

Sofia Pirandello

pagine: 112 pagine

La realtà aumentata popola il contesto quotidiano con oggetti digitali e interattivi, consentendo di operare trasformazioni concrete sull’ambiente per mezzo di un’immagine intelligente e responsiva. Da mero oggetto di contemplazione, l’immagine si fa dunque corpo, sintetico ma sensibile, capace di coinvolgere, talvolta di incantare e spavent

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