Hitler e il potere dell’estetica - Frederic Spotts - Johan & Levi - Libro Johan & Levi Editore

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Hitler e il potere dell’estetica

Su Adolf Hitler sono stati scritti innumerevoli libri. Anni fa, quando la cbs annunciò di voler produrre un film sugli anni della sua gioventù, si sollevò un coro di proteste quasi unanime, riassumibili nella domanda: «Sappiamo chi è e sappiamo che cosa ha combinato, cos’altro c’è da sapere?».
Frederic Spotts apre su Hitler e il Terzo Reich una prospettiva del tutto inedita, offrendoci una sorprendente rivisitazione degli obiettivi del Führer e della grande macchina che allestì intorno a sé. Raramente si è parlato del ruolo della cultura nella sua visione di un Superstato ariano, dove invece aveva un’importanza fondamentale: non era il fine a cui doveva aspirare il potere, ma addirittura il mezzo per conquistarlo.
Dagli spettacolari raduni di partito a Norimberga alle imponenti opere architettoniche, dai festival musicali e il travagliato rapporto con Wagner alle politiche di epurazione, dai suoi stessi acquerelli al sogno di aprire un’enorme galleria d’arte a Linz: così l’artista mancato riuscì a esprimere il proprio talento ipnotizzando la Germania e gran parte dell’Europa. Una volta finito il conflitto, poi, l’unico nemico che Hitler non avrebbe imprigionato ma «lasciato comodamente vivere in una fortezza, con la possibilità di scrivere le sue memorie e di dipingere», sarebbe stato Winston Churchill, ovvero l’ufficiale britannico che durante la Prima guerra mondiale ritraeva le rovine di un villaggio mentre il Führer, sulla sponda opposta del fiume, immortalava una chiesa.
Probabilmente, quindi, aveva ragione Carl Burckhardt, commissario della Lega delle nazioni a Danzica che nel 1939 incontrò il Führer due volte: il dittatore aveva una doppia personalità, da un lato l’«artista ipergentile», dall’altro il «maniaco omicida». Da oltre cinquant’anni a questa parte, per ovvie ragioni, gli scrittori hanno raccontato il maniaco omicida. Spotts, senza voler in alcun modo ignorare il secondo Hitler, ci parla del primo.

Scritto da
Traduzione di
Argomenti Architettura
Critica
Collana Saggi d'arte
Editore Johan & Levi
Dimensioni cm 15.5 x 23
Pagine 480 pagine
Volume 80 immagini bn
Pubblicazione 10/2012
ISBN 9788860100368
 

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Indice testuale

Introduzione
Prefazione
Fonti
Il dittatore riluttante
1. L’esteta boemo
2. Una filosofia della cultura
3. Il grande paradosso
Un leader ad arte
4. L’artista nel ruolo di politico
5. Il politico nel ruolo di artista
L’artista della distruzione
6. La nuova Germania e il nuovo tedesco
7. La purificazione attraverso la morte
Il pittore mancato
8. L’acquerellista in lotta
9. Falsari e collezionisti
Il dittatore dell’arte
10. Il nemico modernista
11. Il fallimento del realismo nazionalsocialista
12. Il collezionista d’arte
Il wagneriano perfetto
13. Il Wagner di Hitler o l’Hitler di Wagner?
14. «Il Führer della Repubblica di Bayreuth»
Il maestro di musica
15. Il ratto di Euterpe
16. Il mecenate della musica
17. Direttori d’orchestra e compositori
Il costruttore
18. L’immortalità attraverso l’architettura
19. Architettura politica
20. Rimodellare la Germania
21. Estetica e trasporti
Postfazione
8 mag 2013
21 set 2012
Hitler e il potere dell’estetica
33,00
 
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