Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Corpo delle immagini, immagini del corpo

Tableaux vivants da san Francesco a Bill Viola

Quella dei tableaux vivants è una storia antica quanto il Pigmalione immortalato da Ovidio. Una storia che si dipana nei secoli abbracciando pratiche tanto lontane fra loro come le sacre rappresentazioni medievali – che di celebrazione in celebrazione si fanno sempre più profane – e le più recenti videoinstallazioni di Bill Viola che ricreano le visioni manieriste di Pontormo
Si tratta di figurazioni statiche in cui modelli o attori, disposti in pose espressive, restituiscono l’immagine di dipinti o sculture celebri. Presupposto comune a tutti i tableaux vivants, del resto, è che a fungere da modello sia l’arte, non la vita. E forse proprio per questo suo status di arte nata dall’arte, contaminata, per giunta, da generi e sottogeneri popolari, quella dei “quadri viventi” è stata spesso ritenuta una pratica secondaria nel novero delle arti visive. Essa però ha saputo sopravvivere assecondando il mutare dei tempi e dei codici culturali, forte di quella caratteristica che da sempre l’ha marginalizzata: il suo non essere riconducibile ad alcun canone, oscillando senza sosta tra normatività accademica e puro intrattenimento. In questo suo perenne rinnovarsi, il tableau vivant si intreccia anche con le sperimentazioni fotografiche e filmiche (da Rejlander e von Gloeden ad Artaud e Pasolini), con la danza e il teatro (da Isadora Duncan a Grotowski) fino a incarnarsi nelle performance di Luigi Ontani, Gilbert & George e Cindy Sherman. La profusione di autori che continuano a dedicarvisi dimostra come il genere, ormai consolidato stabilmente nel repertorio dei linguaggi contemporanei, sia oggi più vivo che mai. 
Flaminio Gualdoni ci accompagna in un excursus brioso, colto e traboccante di aneddoti lascivi e personaggi indimenticabili. Come Lady Hamilton, avvenente giovane dal passato tumultuoso che, sposa del suo pigmalione, diventa esperta nell’impersonare figure dell’iconografia classica: le sue attitudes, lente pantomime silenziose elogiate da Goethe, eternate da Tischbein e ammirate da aristocratici, artisti e scrittori, codificano il genere in un orizzonte situato tra rispettabilità dell’arte, bon ton del gusto borghese e marketing sessuale.

Scritto da
Argomento Panorami
Collana Parole e immagini
Editore Johan & Levi
Dimensioni cm 16,5 x 24
Pagine 192 pagine
Volume 105 immagini colore
Pubblicazione 11/2017
ISBN 9788860101891
 

Condividi

Indice testuale

Introduzione. Chi posa per chi?
1. Vedere con gli occhi del corpo
2. Sacro, profano
3. Il teatro della pittura, la pittura del teatro
4. Lady Hamilton & Co.
5. Il tempo degli spettacoli puramente oculari
6. Model personifications
7. «Queste fotografie di uomini nudi»
8. L’ebbrezza e la pittura
9. Tableaux vivants a teatro
10. Il movimento, infine
11. Altre fotografie
12. Nudi e nudità
13. Miti e marionette
14. Surrealismo e altri climi
15. Centralità del corpo
16. Esperienze e parodie
Bibliografia generale

1 mar 2018
12 feb 2018
1 feb 2018
1 feb 2018
21 gen 2018
1 gen 2018
1 gen 2018
16 nov 2017
3 nov 2017
Corpo delle immagini, immagini del corpo
23,00
 
Spedito in 1-3 giorni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.