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Sergej Ščukin

Un collezionista visionario nella Russia degli zar

Quando nel 1906 si trova faccia a faccia con lo scandaloso Le Bonheur de vivre di Matisse, Sergej Ščukin è colto da un fremito che a stento riesce a controllare. Rampollo di un’illustre famiglia moscovita, a poco più di cinquant’anni Ščukin è un consumato collezionista con un vissuto importante alle spalle. Già da un decennio, dopo aver risollevato le sorti dell’impresa tessile paterna, ha preso a frequentare Parigi dove può ammirare i pittori d’avanguardia esposti ai salon: sono i Monet, i Degas, i Cézanne, i Gauguin e i Van Gogh che vanno via via a rivestire con le loro tinte oltraggiose le pareti di palazzo Trubeckoj.
In quel 1906, dunque, Sergej riconosce l’ondata di emozione che lo travolge quando sente sua un’opera fin dal primo istante. È l’inizio di un legame complice e fecondo con Matisse, grazie a cui nasceranno capolavori come La Danse e La Musique, e che segna il culmine della visione profetica di Ščukin, espressa alla perfezione dal suo monito al pittore francese: «Il pubblico è contro di lei, ma il futuro è dalla sua parte». Qualche anno dopo, a fare ingresso nella sua dimora sarà niente meno che Picasso: accolto inizialmente con quella circospezione che si riserva a un nuovo ospite, finirà per dominare il suo già eclatante corpus di tele. Prende forma così una collezione ineguagliata che, prima ancora di essere requisita dallo Stato in seguito alla Rivoluzione del 1917, sarà regolarmente aperta al pubblico. Di fronte a quel vortice di colori i giovani artisti russi sono investiti da uno choc culturale pari all’euforia per quei bocconi infuocati che ispireranno i lavori delle future generazioni.
Nell’inquadrare le vicende dell’uomo e del mecenate, Semënova e Delocque non possono fare a meno di rievocare anche il destino dei quattro fratelli che hanno giocato un ruolo decisivo nella sua avventura: Nikolaj, Pëtr, Dmitrij e Ivan Ščukin, emblemi dei diversi volti del collezionismo, hanno contribuito con le loro raccolte ad arricchire il patrimonio dei musei russi. Insieme a loro Sergej è protagonista di una saga familiare che intreccia la turbinosa storia della Russia a cavallo tra il XIX e il XX secolo con quella della rivoluzione artistica che negli stessi anni ha sconvolto l’Europa.

Scritto da
Traduzione di
Argomenti Collezionismo
Protagonisti
Collana Biografie
Editore Johan & Levi
Dimensioni 15,5 x 23 cm
Pagine 335 pagine + 8 (inserto)
Volume 44 b/n e a colori
Pubblicazione 06/2020
ISBN 9788860102379
 

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Indice testuale

Prefazione
Il palazzo di un ricco mercante
I fratelli collezionisti
L’uomo che dormiva sul palco al Bol’šoj
La Bibbia di Lutero
Nikolaj Ščukin e il fantasma del primogenito
Sua Eccellenza Pëtr Ščukin
Dmitrij Ščukin, “l’olandese”
Ivan Ščukin. Ritratto di un dandy parigino
Sergej
Un oligarca a Mosca
Tre russi in una galleria. Tre russi sul treno. Un russo scopre l’arte astratta in un covone di fieno
La tempesta
Le Bonheur de vivre
Sulle orme di Mosè
Sic transit gloria mundi
L’Olympia di Tahiti
Armonia in rosso
Le due orfane
Quo vadis?
La Danse e La Musique
La città delle notti bianche
Il capolavoro sconosciuto
Picasso, l’incantatore di serpenti
Ritratto di un patriarca cinese
L’acropoli delle arti
L’esilio
Il primo museo d’arte moderna del mondo
Il tempo ritrovato
Appendice. La collezione del futuro
Bibliografia

26 feb 2021
25 gen 2021
11 ott 2020
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Sergej Ščukin
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