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DUTY FREE ART

3 ott 2018

Nel 2017 la videoartista e scrittrice tedesca Hito Steyerl è stata la prima donna a raggiungere la vetta della classifica di ArtReview delle cento persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea.

Duty Free Art è il suo primo volume pubblicato in Italia e raccoglie una serie di saggi incentrati sul fare arte in un momento storico definito dalla stessa autrice di “guerra civile planetaria”, connotato da una crescente disuguaglianza e dalla digitalizzazione globale.

I rapporti tra capitale e arte sono al centro di un dibattito che, toccando estetica e visual studies, sottolinea le distorsioni economiche sottostanti al sistema dell’arte contemporanea e mette in discussione l’apparente autonomia dell’arte dalle logiche capitalistiche. Un mondo a cui la scrittrice, esempio di intellettuale interconnesso, non risparmia critiche taglienti partendo proprio dal campo artistico prediletto, quello digitale. Qual è il ruolo dell’arte in questo contesto? Com'è possibile apprezzare e fare ancora arte mentre i produttori di armi sponsorizzano i musei e alcune delle più preziose opere d’arte sono utilizzate come valuta in un mercato finanziario globale completamente distaccato da quello della produzione artistica? Cosa sono oggi le istituzioni artistiche, all’inseguimento dei tweet dei visitatori e pronte a trasformare le opere in sistemi di monitoraggio del pubblico?

Esplorando temi come i videogames, Wikileaks, le fake news, il futuro delle immagini nella rete, le tecnologie 3D e la proliferazione dei depositi con status di porto franco, Steyerl mette a nudo i paradossi della globalizzazione, della cultura visuale e della produzione artistica, auspicando un’arte che non deve pagare nessun dazio, ricordando il ruolo cruciale degli artisti e dei lavoratori del mondo dell’arte quali pilastri del sistema e sollevando la questione morale in seno all’arte.

 

Autore: Hito Steyerl

Collana: Saggistica

ISBN: 978-88-6010-214-0

Pagine: 212

Prezzo: 22,00 €

Giganteschi musei segreti spuntano oggi in terre di nessuno che eludono le sovranità nazionali e sbarrano l’accesso al pubblico. Sono i luoghi di stoccaggio esentasse, dove le opere ‒ pur restando sigillate nelle loro casse ‒ sono usate come valuta alternativa per la circolazione di capitali miliardari da una sponda all’altra del globo. Un’arte senza frontiere intrappolata in zone di transito permanente; un’arte immune da tasse ma non dall’obbligo di essere una risorsa, o una facciata.È ancora pensabile produrre e perfino apprezzare l’arte in un’epoca come la nostra, sconvolta da guerre civili permanenti e in balìa di multinazionali pronte a capitalizzare una ricostruzione perpetua, magari impreziosendola con un museo d’avanguardia disegnato da un’archistar? Che valore hanno oggi istituzioni artistiche il cui principale obiettivo è imbellettare l’immagine pubblica di questo o quel regime? È ancora possibile restituire autonomia all’arte?Scandagliando archivi di WikiLeaks e fake news, dark web e truffe sentimentali online, Steyerl individua con rabdomantica precisione una strategia di contrattacco e resistenza. Con scrittura affilata ricostruisce i tratti di un’arte capace di farsi pratica insurrezionale, libera da ogni imperativo di esibirsi, rappresentare, educare, incarnare valori o servire una causa o un padrone. Un’arte duty free, per rifuggire alla tentazione di farsi trascinare dentro l’abisso, inglobati dal rumore bianco della contemporaneità.
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Duty Free Art

L'arte nell'epoca della guerra civile planetaria

Hito Steyerl

editore: Johan & Levi

pagine: 212 pagine

Giganteschi musei segreti spuntano oggi in terre di nessuno che eludono le sovranità nazionali e sbarrano l’accesso al pubblico. Sono i luoghi di stoccaggio esentasse, dove le opere ‒ pur restando sigillate nelle loro casse ‒ sono usate come valuta alternativa per la circolazione di capitali miliardari da una sponda all’altra del gl
22,00

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