fbevnts Summer Sales 2026 - tutti i libri per gli amanti del genere Summer Sales 2026 - Johan & Levi Editore | Pagina 13
Vai al contenuto della pagina

Summer Sales 2026

- 50%
Pino Pascali - Il libero gioco della scultura
Pino Pascali ha attraversato la storia dell’arte italiana come una folgorante meteora. Nato a Bari nel 1935 e morto a soli trentatré anni in un incidente automobilistico, è ritenuto con Boetti e Manzoni uno degli artisti d’avanguardia più innovativi del dopoguerra italiano. Malgrado la fulminea carriera, già in vita ottiene un consenso pressoché unanime per la dirompente originalità del suo talento. Nel 1968, a pochi mesi dalla morte, la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale e i riconoscimenti postumi non si fanno attendere: si susseguono premi internazionali e mostre nei più prestigiosi musei d’arte contemporanea. Oggi la sua opera ha raggiunto quotazioni milionarie.Questo saggio circoscrive l’ambito d’indagine alla sola opera plastica di Pascali (1964-1968), con rapidi accenni all’attività di grafico pubblicitario, scenografo, disegnatore o performer. Nel definire i processi formali del suo lavoro scultoreo, Tonelli ha voluto prescindere da stratificazioni esegetiche volte a mitizzare l’artista offuscando una conoscenza effettiva della sua poetica. Accantonata la curiosità per l’uomo Pascali e la sua leggenda, l’autore ne scandaglia l’opera lungo un percorso tematico e cronologico, si confronta con le interpretazioni di numerosi critici e si serve delle dichiarazioni dello stesso Pascali per ridefinire un campo d’azione e di senso del suo linguaggio visivo, rintracciandone origini e ascendenti.Se le lezioni di Magritte, Savinio e de Chirico sono ineluttabili per lui, nondimeno Pascali si inserisce in un contesto del tutto contemporaneo, navigando a vista, dissacrando, giocando, anticipando alcune avanguardie dell’epoca e intuendo le relazioni tra spazio espositivo, teatralità della mostra e limiti della scultura.Il volume è quindi un gesto doveroso: liberare Pascali dal mito di Pascali e rettificare un’immagine parziale e sviante. Il lettore scoprirà che l’opera di Pino Pascali è molto meno ingenua, infantile, primordiale e selvaggia di quanto si sia creduto finora.
Scopri

Pino Pascali

Il libero gioco della scultura

Marco Tonelli

pagine: 144 pagine

Pino Pascali ha attraversato la storia dell’arte italiana come una folgorante meteora. Nato a Bari nel 1935 e morto a soli trentatré anni in un incidente automobilistico, è ritenuto con Boetti e Manzoni uno degli artisti d’avanguardia più innovativi del dopoguerra italiano. Malgrado la fulminea carriera, già in vita ottiene un consenso pres
- 50%
Georgia O’Keeffe - Pioniera della pittura americana
Georgia O’Keeffe (Sun Prairie, 1887- Santa Fe, 1986) è una delle artiste statunitensi più innovative degli anni in cui la pittura si affranca dal realismo. Pioniera di un’arte non-oggettiva che miscela chiarezza di visione e urgenza emotiva, sviluppa un punto di vista personale sull’astrattismo ed elabora un metodo compositivo che trova la più fortunata espressione in quei celebri ritratti di fiori dall’intensa carica sensuale.Il libro intreccia cammino personale e artistico, e accanto alle vicende della protagonista si accalcano personaggi del calibro di Steichen, Strand, Demuth, Dove, Marin, Hartley: uno spezzone altamente rappresentativo dell’espressione artistica del secolo breve d’oltreoceano.Nata nel Wisconsin, O’Keeffe conosce un’adolescenza segnata da crisi finanziarie e da frequenti sradicamenti. Ventenne è a Chicago, città in cui prosegue gli studi e in cui comincia a operare come illustratrice, e i primi passi nell’universo della creatività avvengono sotto la guida di Arthur Wesley Dow. Poi, a New York, l’incontro con colui che diverrà il suo mentore, il maturo e sposato Alfred Stieglitz, fotografo e gallerista di fama che segnerà profondamente il futuro di O’Keeffe. Sotto l’ala di Stieglitz, nel frattempo divenuto non solo sodale ma compagno di vita, matura come artista e musa. I due ritraggono i medesimi soggetti, si confrontano, si influenzano. La consuetudine con la fotografia permette a O’Keeffe di elaborare uno stile radicato nel realismo – seppure astratto – in virtù di tecniche mutuate dalla camera oscura e dall’obiettivo. S’impone così nella comunità artistica: un risultato senza precedenti per una donna, in un’epoca in cui la pittura è appannaggio quasi esclusivo degli uomini.Pur insofferente agli obblighi sociali e familiari, difficili da conciliare con un feroce bisogno di solitudine, accetta nel 1924 di sposare Stieglitz. Tre anni dopo è all’apice del proprio rigoglio creativo: risalgono a questo periodo i dipinti floreali e urbani destinati a far scuola nel Novecento americano. Nei lunghi anni newyorkesi, intervallati da soggiorni nella casa estiva di Lake George, si guadagna una solida reputazione. Quella di O’Keeffe è anche una storia di sofferenze accompagnate da battute d’arresto professionali e affettive. Il successo non la immunizza, infatti, dalle ferite, tanto da sentirsi spesso fraintesa dai suoi più fedeli sostenitori. Avversa alle etichette, ha un rapporto travagliato con la critica maschile: quando la elogiano per lo sfrontato cromatismo, risponde con tonalità sommesse; se invece le ampie volute vengono lette in chiave sessualmente allusiva, replica abbandonando i soggetti più carichi di sentimentalismo per tornare a un repertorio realistico, magari “saccheggiato” ai colleghi maschi.La fama significa però progressivo distacco da Stieglitz, che non tradisce il suo ruolo di mentore dedicandosi a una nuova creatura da plasmare, la ventunenne Dorothy Norman. O’Keeffe trascorre sempre più tempo nel New Mexico. Si appassiona agli aspri paesaggi del deserto disseminati di teschi sbiancati di animali, che diventano un’ulteriore fonte del suo già ricco repertorio di soggetti pittorici. La morte di Stieglitz sancirà definitivamente il ritiro di O’Keeffe ad Abiquiu.
Scopri

Georgia O’Keeffe

Pioniera della pittura americana

Hunter Drohojowska-Philip

pagine: 544 pagine

Georgia O’Keeffe (Sun Prairie, 1887- Santa Fe, 1986) è una delle artiste statunitensi più innovative degli anni in cui la pittura si affranca dal realismo. Pioniera di un’arte non-oggettiva che miscela chiarezza di visione e urgenza emotiva, sviluppa un punto di vista personale sull’astrattismo ed elabora un metodo compositivo che trova la
- 50%
La Scuola di Düsseldorf - Fotografia contemporanea tedesca
Negli ultimi decenni la fotografia è assurta a simbolo internazionale della produzione artistica di Düsseldorf: la consolidata Scuola di Düsseldorf rappresenta oggi l’eccellenza di questo mezzo, che articola nel modo più variegato e innovativo. Allo straordinario successo del fenomeno, sviluppatosi in un contesto geografico e artistico ben preciso, non era seguita fino ad ora una trattazione approfondita. Il presente volume intende colmare la lacuna affrontando con organicità un movimento made in Germany che, per portata e risonanza globale, è paragonabile soltanto al Bauhaus negli anni venti del Novecento.Ne furono artefici Bernd e Hilla Becher, che istituirono la Classe di fotografia alla Kunstakademie di Düsseldorf nel 1976, proprio mentre la loro produzione basata su “tipologie” si stava affermando sulla scena artistica tedesca e internazionale.Partendo dal processo di rinnovamento della fotografia documentaria perseguito dai Becher con estrema coerenza e impegno, le tre generazioni di artisti della Scuola di Düsseldorf hanno considerevolmente ampliato la visione fotografica inoltrandosi con le loro opere nei territori della sperimentazione multimediale e dell’arte digitale.Oggi le opere degli ex allievi dei Becher, accolte nei principali musei internazionali e molto quotate sul mercato, sono una finestra aperta sugli sviluppi futuri della fotografia d’arte.Undici diverse posizioni estetiche, undici stili personali nello scandagliare le potenzialità del mezzo fotografico riuniti in un libro che presenta le immagini più significative selezionate insieme ai singoli artisti.Nel testo critico Stefan Gronert (1964) esamina il fenomeno soffermandosisui singoli protagonisti della Scuola di Düsseldorf. Storico dell’arte, curatore al Kunstmuseum di Bonn dal 1993, docente al Kunsthistorisches Institut dell’Università di Bonn dal 2001 nonché professore a contratto nelle università di Dresda e Colonia, ha dedicato numerose pubblicazioni e interventi alla fotografia del XX e XXI secolo.Prefazione di Lothar Schirmer.
Scopri

La Scuola di Düsseldorf

Fotografia contemporanea tedesca

Stefan Gronert

pagine: 320 pagine

Negli ultimi decenni la fotografia è assurta a simbolo internazionale della produzione artistica di Düsseldorf: la consolidata Scuola di Düsseldorf rappresenta oggi l’eccellenza di questo mezzo, che articola nel modo più variegato e innovativo. Allo straordinario successo del fenomeno, sviluppatosi in un contesto geografico e artistico ben p
- 50%
Edward Hopper - Biografia intima
Figure solitarie assorte in drammi silenziosi. Lo spazio, ridotto all’essenziale, è reale e allo stesso tempo metafisico, immerso in una luce tersa e implacabile. La scena è quasi sempre deserta, l’atmosfera densa di attesa. I paesaggi umani di Edward Hopper risultano laconici ed evocativi quanto quelli urbani o rurali svuotati di presenze umane e di suoni. Che uomo si nasconde dietro una così penetrante visione? In che circostanze ha generato i suoi drammi pittorici?Artista taciturno e introverso, Edward Hopper si è espresso poco sulla propria vita. È in gran parte grazie ai diari e alle lettere della moglie Jo, scritti nel corso di una simbiosi coniugale durata più di quarant’anni, che prende corpo la biografia monumentale di uno dei grandi interpreti della scena americana moderna, un pittore che ha lasciato un segno indelebile sulla posterità, tanto nelle arti visive quanto nel cinema. Gail Levin ha attinto a materiali per lo più inediti per offrirci una narrazione coinvolgente in cui la genesi dei capolavori si alterna al resoconto delle vicende quotidiane più intime condivise con Jo, in un teatro domestico carico di attrazione e conflitti violenti, di ammirazione e sostegno, di ostilità e riconciliazioni. Come modella dei suoi lavori, pungolo intellettuale, artista vissuta nell’ombra e sua prima sostenitrice, Jo Nivison Hopper ebbe un ruolo chiave per il successo del marito e un ruolo da co-protagonista le è riservato nelle pagine di questo libro.
Scopri

Edward Hopper

Biografia intima

Gail Levin

pagine: 768 pagine

Figure solitarie assorte in drammi silenziosi. Lo spazio, ridotto all’essenziale, è reale e allo stesso tempo metafisico, immerso in una luce tersa e implacabile. La scena è quasi sempre deserta, l’atmosfera densa di attesa. I paesaggi umani di Edward Hopper risultano laconici ed evocativi quanto quelli urbani o rurali svuotati di presenze um
- 50%
Robert Rauschenberg - Un ritratto
Artista fra i più innovativi e influenti della sua generazione, Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva, 2008), è figura chiave nei cambiamenti radicali che animano l’arte visiva americana dalla fine degli anni cinquanta, nel periodo di transizione dall’Espressionismo Astratto alla Pop Art. Nato in Texas e di sangue cherokee da par te di madre, Rauschenberg compie i suoi primi passi nel mondo dell’arte sfidando con audacia ogni presupposto. Dal primo soggiorno-studio a Parigi all’esperienza formativa di Black Mountain College sotto Joseph Albers, dal viaggio a Roma insieme a Cy Twombly al sodalizio con John Cage e Merce Cunningham fino al Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1964 che lo consacra come artista riconosciuto a livello internazionale, il suo percorso esce dai tracciati convenzionali e si colloca nel campo di una sperimentazione che infrange ogni regola, trasformando lo spazio bidimensionale del dipinto in un ricettacolo di materiali eterogenei.Ritagli di giornale, pezzi di stoffa, fotografie, objets trouvés, nulla è escluso dai combine paintings, creazioni ibride a metà strada fra pittura e scultura, che coniugano l’amore per l’oggetto di rifiuto, ereditato dal collage dadaista, con la pennellata astratto-informale.Calvin Tomkins ci offre uno straordinario spaccato della rivoluzione che ha visto l’arte uscire da musei e gallerie per proiettarsi al centro dello scenario sociale; ce ne presenta i protagonisti: gli esponenti della vecchia guardia Pollock e de Kooning, le nuove leve Jasper Johns, Frank Stella e Andy Warhol, affiancati da mercanti e galleristi quali Betty Parsons, Leo Castelli e la mecenate Peggy Guggenheim; documenta l’ascesa che ha portato ai vertici dell’arte e del successo l’artista che più di ogni altro, in questo contesto, ha mirato a un’arte cumulativa, l’incontenibile innovatore che disse di voler creare una situazione «in cui ci sia tanto spazio per l’osservatore quanto per l’artista».
Scopri

Robert Rauschenberg

Un ritratto

Calvin Tomkins

pagine: 304 pagine

Artista fra i più innovativi e influenti della sua generazione, Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva, 2008), è figura chiave nei cambiamenti radicali che animano l’arte visiva americana dalla fine degli anni cinquanta, nel periodo di transizione dall’Espressionismo Astratto alla Pop Art. Nato in Texas e di sangue cherokee da par
- 50%
de Kooning - L'uomo, l'artista
Nato a Rotterdam nel 1904 e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1926, Willem de Kooning fu con Gorky, Pollock, Rothko e Kline, uno dei massimi pionieri dell’Espressionismo Astratto, che segnò il passaggio della scena artistica mondiale da Parigi a New York.Di quel gruppo di pittori, de Kooning fu il più longevo e prolifico, continuando a creare immagini di sorprendente audacia fino agli anni ottanta. Attivo in diversi generi pittorici – dalla figura, al nudo femminile, ai paesaggi raffigurati al limite dell’astrattismo totale – elaborò molti stili diversi, ognuno tenacemente personale e allo stesso tempo riflesso di importanti movimenti che hanno animato la cultura americana del Novecento.La storia di de Kooning, dal suo imbarco clandestino su una nave fino all’approdo alla celebrità, ricalca il più classico dei miti americani, quello dell’emigrante che attraversa l’oceano alla ricerca di una vita migliore, vivendo sulla propria pelle povertà, successo e fallimento.Mark Stevens e Annalyn Swann, con una ricerca decennale incentrata su centinaia di interviste e un corpus di lettere e documenti inediti, offrono la prima imponente biografia di questa complessa e romantica figura.De Kooning. L’uomo, l’artista è un ritratto vivo e ricco di dettagli che ricostruisce la vita del pittore, dagli anni difficili a Rotterdam – la miseria, la precarietà e i rapporti violenti con la famiglia; la formazione accademica; il primo impiego nell’arte decorativa – fino all’arrivo negli Stati Uniti, dove, negli anni della Depressione, lottò con caparbietà per imporsi come artista americano. Gli esordi negli Stati Uniti sono segnati dall’influenza di Gorky, anch’egli immigrato, che fu per de Kooning non solo un mentore ma il modello di riferimento grazie al quale scoprì di voler sacrificare tutto all’arte. Solo nel 1948 la prima personale alla Egan Gallery palesò il suo talento a critici come Rosenberg e Hess, che da quel momento fecero a gara per celebrarlo, riconoscendone il ruolo di guida carismatica della Scuola di New York, ai suoi albori sulla scena internazionale.Fra la fine degli anni quaranta e l’inizio dei cinquanta il suo matrimonio tumultuoso con Elaine Fried, a sua volta una figura celebre del mondo dell’arte, entrò in crisi. All’apice della fama, de Kooning si lasciò travolgere da un turbine autodistruttivo fino a diventare protagonista di un nuovo mito americano, quello dell’uomo divorato dal suo stesso successo: se di giorno dipingeva potenti astrazioni e provocatorie figure femminili, la notte viveva al Cedar Tavern o per strada come un barbone, fra eccessi di alcol, seduzioni spregiudicate o accese discussioni con gli amici Franz Kline e Frank O’Hara.Negli anni sessanta, prostrato dal febbrile mondo dell’arte e quasi distrutto dal successo, si ritirò a Springs, Long Island, dove si dedicò a una straordinaria serie di pastorali lussureggianti, seguite da un vasto corpo di lavori eterei ed evocativi. Fino alla fine, piegato dalla demenza senile, de Kooning rimase il pittore di sempre, quello che trascorreva le giornate davanti alla tela e che non esitava a distruggere le proprie creazioni pur di rinnovare uno stile in perenne movimento e fatto di continui distacchi. Perché come lui stesso dichiarava: «Bisogna cambiare per rimanere uguali».
Scopri

de Kooning

L'uomo, l'artista

Mark Stevens, Annalyn Swan

pagine: 856 pagine

Nato a Rotterdam nel 1904 e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1926, Willem de Kooning fu con Gorky, Pollock, Rothko e Kline, uno dei massimi pionieri dell’Espressionismo Astratto, che segnò il passaggio della scena artistica mondiale da Parigi a New York.Di quel gruppo di pittori, de Kooning fu il più longevo e prolifico, continuando a creare

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.