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Michele Dantini

autore
Johan & Levi
Storico dell'arte, accademico e saggista, insegna Storia dell’Arte Contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia, dove è anche membro del collegio dottorale per le Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale ed è Visiting Professor presso la IMT Scuola di Alti Studi Lucca. Si interessa all'arte del XX e del XXI secolo con particolare riferimento al problema delle continuità e discontinuità tra primo e secondo Novecento, alla definizione del modernismo italiano considerato nelle sue specificità storico-stilistiche e iconografiche e in relazione alle diverse linee di ricerca internazionali, ai rapporti tra storia dell’arte, storia politica e storia della cultura. Tra le sue pubblicazioni: Arte e politica in Italia tra fascismo e Repubblica (2018), Paul Klee (2018), Arte e sfera pubblica (2016) e Sulla delicatezza (2021). Ha collaborato a il Manifesto, Corriere della Sera, Doppiozero e altre testate. Già membro della redazione di ROARS, è oggi nel comitato editoriale di Predella Journal of Visual Arts e piano B. È autore per Wikiradio su Rai Radio3.




Libri dell'autore

A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, tre minisaggi focalizzati sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze, un punto cruciale per la tradizione modernista spesso trascurato dagli studiosi. Michele Dantini cerca di gettare nuova luce sulla metafora dell’artista come “macchina”, sul venir meno con i primi readymade (1913 circa) del processo creativo come ordinata routine professionale che aveva tradizionalmente caratterizzato la trasposizione dell’”idea” in immagine. Una svolta per certi versi liberatoria, ma anche foriera di implicazioni allarmanti, sperimentate in tutta la loro urgenza dalla generazione “informale”: come proteggersi dalle discontinuità dell’”ispirazione”, come conferire durata al tempo interiore, se tutto si risolve nell’irripetibile eccezionalità dell’attimo? Spaziando dai movimenti americani degli anni cinquanta fino alle esperienze concettuali e poveriste, ma concentrando la sua trattazione in tre tappe fondamentali – le “opere-mostro” di Duchamp, per l’appunto; le bandiere e i dispositivi rotanti di Johns; i disegni e i ricami di Boetti –, Michele Dantini analizza passo dopo passo la “reinvenzione” del mestiere di artista: la curiosa adozione di readymade per restituire plausibilità e vigore alle tecniche tradizionali, la dilatazione indefinita dei tempi di esecuzione; la pratica dell’arte della ripetizione e la creazione di appaganti routine (serie, cataloghi o enciclopedie) grazie a procedimenti “automatici”, impersonali e addirittura delegabili. Al “miserabile spettatore” e alla sua acutezza il compito di cogliere nelle opere una continuità nella transizione, di ricostruire le metafore soggiacenti e “interpretare una routine rivelatasi improvvisamente sgombra di tecniche e riferimenti riconoscibili”.
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Macchina e stella

Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti

Michele Dantini

editore: Johan & Levi

pagine: 96 pagine

A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, tre minisaggi focalizzati sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze, un punto cruciale per la tradizione modernista spesso trascurato dagli studiosi. Michele Dantini cerca di gettare nuova luce sulla metafora dell’artista
 

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