Libri di Michele Dantini - libri Johan & Levi Editore
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Michele Dantini

autore
Johan & Levi
Storico dell’arte, accademico e saggista, insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia. Si interessa all'arte del XX e del XXI secolo, alla definizione del modernismo italiano, ai rapporti tra storia dell’arte, storia politica e storia della cultura. Tra le sue pubblicazioni: Arte e politica in Italia tra fascismo e Repubblica (2018), Paul Klee (2018), Sulla delicatezza (2021) e Storia dell’arte e storia civile: il Novecento in Italia (2022).




Libri dell'autore

in uscita
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Il drago invisibile - Quattro saggi sulla bellezza
Correva l’anno 1993 quando Dave Hickey, l’enfant terrible della critica d’arte, galvanizzato dalla polemica intorno all’esposizione del Portfolio X di Robert Mapplethorpe, decise di scagliare un feroce attacco contro l’establishment accademico trascinando sotto i riflettori un tema passato di moda: la bellezza. Demonizzata e accusata di connivenze con le logiche di mercato, da tempo quest’ultima si aggirava come uno spettro per le rovine del dibattito estetico, seminando imbarazzo in seno alle nuove istituzioni “terapeutiche” – i musei, le gallerie e l’intero art system. Come sacerdoti di un culto misterico, seguendo i dogmi di Greenberg e Barr, i professores avevano mistificato la pratica artistica con elevate disquisizioni teoretiche, sostenuti da una corrosiva diffidenza nei confronti di tutto ciò che fosse avvenenza e seduzione, “bellezza” appunto.In questi quattro saggi – più simili a un manifesto che a una discussione garbata – il critico texano punta dritto al bersaglio e ricorda quanto nei secoli autori come Raffaello, Caravaggio e Warhol abbiano sfruttato la pura forma per stabilire un rapporto immediato fra l’osservatore e il contenuto delle loro immagini, in un processo democratico e liberatorio.A trent’anni dalla prima pubblicazione negli Stati Uniti il drago evocato da Hickey dispiega ancora una volta le sue ali e riversa, senza risparmiare nessuno, la sua prosa infuocata, provocatoria e senza filtri. Del tutto indifferente alle antipatie che può suscitare.
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Il drago invisibile

Quattro saggi sulla bellezza

Dave Hickey

pagine: 96 pagine

Correva l’anno 1993 quando Dave Hickey, l’enfant terrible della critica d’arte, galvanizzato dalla polemica intorno all’esposizione del Portfolio X di Robert Mapplethorpe, decise di scagliare un feroce attacco contro l’establishment accademico trascinando sotto i riflettori un tema passato di moda: la bellezza. Demonizzata e accusata di
Macchina a stella - L’eredità di Duchamp
A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, questo volume presenta tre minisaggi sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze. A partire dalle opere di Marcel Duchamp, Jasper Johns e Alighiero Boetti, Michele Dantini getta nuova luce sulla metafora dell’artista come “macchina”, sul venir meno del processo creativo come ordinata routine professionale che aveva tradizionalmente caratterizzato la trasposizione dell’ “idea” in immagine. Una svolta per certi versi liberatoria, ma anche foriera di implicazioni allarmanti, sperimentate in tutta la loro urgenza dalla generazione “informale”: come proteggersi dalle discontinuità dell’“ispirazione”, come conferire durata al tempo interiore, se tutto si risolve nell’irripetibile eccezionalità dell’attimo? Dantini analizza passo dopo passo la “reinvenzione” del mestiere di artista: la curiosa adozione di readymade per restituire plausibilità e vigore alle tecniche tradizionali, la dilatazione indefinita dei tempi di esecuzione; la pratica dell’arte della ripetizione e la creazione di appaganti routine grazie a procedimenti “automatici”, impersonali e addirittura delegabili. Al “miserabile spettatore” e alla sua acutezza il compito di cogliere nelle opere una continuità nella transizione, di ricostruire le metafore soggiacenti e «interpretare una routine rivelatasi improvvisamente sgombra di tecniche e riferimenti riconoscibili».
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Macchina a stella

L’eredità di Duchamp

Michele Dantini

pagine: 96 pagine

A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, questo volume presenta tre minisaggi sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze. A partire dalle opere di Marcel Duchamp, Jasper Johns e Alighiero Boetti, Michele Dantini getta nuova luce sulla metafora dell’artista come
Macchina e stella - Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti
A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, tre minisaggi focalizzati sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze, un punto cruciale per la tradizione modernista spesso trascurato dagli studiosi. Michele Dantini cerca di gettare nuova luce sulla metafora dell’artista come “macchina”, sul venir meno con i primi readymade (1913 circa) del processo creativo come ordinata routine professionale che aveva tradizionalmente caratterizzato la trasposizione dell’”idea” in immagine. Una svolta per certi versi liberatoria, ma anche foriera di implicazioni allarmanti, sperimentate in tutta la loro urgenza dalla generazione “informale”: come proteggersi dalle discontinuità dell’”ispirazione”, come conferire durata al tempo interiore, se tutto si risolve nell’irripetibile eccezionalità dell’attimo? Spaziando dai movimenti americani degli anni cinquanta fino alle esperienze concettuali e poveriste, ma concentrando la sua trattazione in tre tappe fondamentali – le “opere-mostro” di Duchamp, per l’appunto; le bandiere e i dispositivi rotanti di Johns; i disegni e i ricami di Boetti –, Michele Dantini analizza passo dopo passo la “reinvenzione” del mestiere di artista: la curiosa adozione di readymade per restituire plausibilità e vigore alle tecniche tradizionali, la dilatazione indefinita dei tempi di esecuzione; la pratica dell’arte della ripetizione e la creazione di appaganti routine (serie, cataloghi o enciclopedie) grazie a procedimenti “automatici”, impersonali e addirittura delegabili. Al “miserabile spettatore” e alla sua acutezza il compito di cogliere nelle opere una continuità nella transizione, di ricostruire le metafore soggiacenti e “interpretare una routine rivelatasi improvvisamente sgombra di tecniche e riferimenti riconoscibili”.
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Macchina e stella

Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti

Michele Dantini

pagine: 96 pagine

A partire dagli emblemi lasciati in eredità da Duchamp alla seconda metà del Novecento, la macchina e la stella, tre minisaggi focalizzati sul tema dell’ispirazione e delle sue intermittenze, un punto cruciale per la tradizione modernista spesso trascurato dagli studiosi. Michele Dantini cerca di gettare nuova luce sulla metafora dell’artista
 

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