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Gino Agnese

autore
Johan & Levi
È autore di saggi dedicati al Futurismo, tra gli altri: Marinetti, una vita esplosiva (1990), prima biografia completa del poeta (Premio Tevere, Premio Letterario Castiglioncello); Boccioni da vicino (2008); Marinetti-McLuhan (in Il Futurismo nelle avanguardie, 2010). Con Vanni Scheiwiller ha curato Milano “caffeina d’Europa” (1999). Ha fondato e diretto la rivista di studi sulla comunicazione Mass Media (1982-1995), le cui copertine d’autore sono raccolte in Ventisette artisti e una rivista (2014). È stato consigliere del Palazzo delle Esposizioni di Roma e delle Scuderie del Quirinale (1998-2008) e presidente della Quadriennale di Roma (2002-2011).

Libri dell'autore

Fautore di un’arte violentemente rivoluzionaria, Umberto Boccioni (1882-1916), pittore e scultore, è insieme a Marinetti il massimo esponente del Futurismo e il primo della sua cerchia ad aver captato la nuova sensibilità introdotta dal secolo delle tecnologie e della macchina. Non è un caso se fin da subito Apollinaire riconosce in lui il teorico del gruppo, colui che di lì a breve sintetizzerà nel celebre “camminatore” le proprie ricerche su un dinamismo quasi metafisico, di radice aristotelica.Boccioni si distingue per il corso rapido dell’intelletto, per la singolarità dei suoi discorsi, che spaziano in ogni campo. Possiede i tratti della genialità, metabolizza letture ed esperienze, rilanciandole in straordinarie invenzioni che fissano i princìpi di una nuova estetica. Inseritosi nel solco di Balla negli anni dell’apprendistato romano, sarà però lui a trascinare il maestro nell’avventura del Manifesto dei pittori futuristi, nel 1910, a cui hanno già aderito Carrà, Severini e Russolo. Una brigata effervescente, con il poeta Marinetti nel ruolo di leader che mobilita ogni mezzo per lanciare i compagni verso la gloria internazionale, raggiunta nel febbraio del 1912 con la prima mostra futurista nella Parigi delle avanguardie. Un evento che Boccioni ha atteso come nessun altro nella sua vita e che ha calamitato ogni sua aspettativa. Sarà poi la volta di Londra, Bruxelles e Berlino, prima di riprendere la tournée italiana delle serate futuriste, dove il giovane artista darà ulteriori prove di una personalità magnetica, di un’intelligenza caustica.Qualità, queste, che fanno presa anche sulle donne, alcune di nome illustre, come la critica d’arte Margherita Sarfatti, la scrittrice Sibilla Aleramo e la principessa Vittoria Colonna Caetani, passione ultima e disperata. Ma prima ancora su Ines, la donna-romanzo immortalata in tanti ritratti, una filigrana che attraversa la brevissima esistenza di Boccioni. Partito soldato volontario della Grande guerra, muore infatti a trentaquattro anni disarcionato da cavallo. Lascia un mistero sulla sua discendenza – svelato in queste pagine – e un’eredità grandiosa per il futuro dell’arte.
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Umberto Boccioni

L’artista che sfidò il futuro

Gino Agnese

editore: Johan & Levi

pagine: 400 pagine

Fautore di un’arte violentemente rivoluzionaria, Umberto Boccioni (1882-1916), pittore e scultore, è insieme a Marinetti il massimo esponente del Futurismo e il primo della sua cerchia ad aver captato la nuova sensibilità introdotta dal secolo delle tecnologie e della macchina. Non è un caso se fin da subito Apollinaire riconosce in lui il teo
 

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