Le macchine possono fare arte? I passi da gigante dell’intelligenza artificiale generativa ci pongono di fronte a un dilemma. Se a metà del Novecento un geniale scienziato, Alan Turing, poteva immaginare una macchina in grado di pensare come un essere umano, oggi Chatgpt e altri programmi fanno molto di più: scrivono testi, compongono musica e creano immagini ormai difficili da distinguere dai prodotti di artisti in carne e ossa. Davvero sistemi come Dall-E, Midjourney o Stable Diffusion possono sostituire l’uomo in una delle sue attività più emblematiche e inafferrabili? Può esistere un’arte senza artista?
Per rispondere a queste domande, e a tanti altri interrogativi su un tema di grande attualità, Luigi Bonfante ci accompagna alla scoperta della machina artifex, dei meccanismi, delle potenzialità, delle contraddizioni, delle teorie che guidano la sua evoluzione e le sue incursioni in campo artistico. Partendo da un concetto di arte come processo che implica necessariamente l’uomo, l’autore osserva da vicino la creatività dell’ia, sottolinea affinità e divergenze tra umano e non umano, ma anche il possibile dialogo tra le due dimensioni, con un’attenzione particolare a chi, come Pierre Huyghe, ha colto le sfide del nuovo medium per profilare una nuova estetica “postumana”.
Arte senza artista è una riflessione tra storia, tecnica e filosofia, un saggio in cui l’arte, osservata attraverso il prisma dell’intelligenza artificiale, emerge ancora in tutta la sua complessa umanità. Conoscere meglio la macchina diventa così un modo per capire la nostra espressività, e quindi noi stessi.