Quando Marina Abramović morirà - James Westcott - Johan & Levi - Libro Johan & Levi Editore

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Quando Marina Abramović morirà

Belgrado 1974. Marina Abramović dà fuoco a una monumentale stella a cinque punte, simbolo del regime di Tito, ci si distende dentro fino a svenire per asfissia. Un anno dopo a Napoli, uno spettatore le punta al collo una pistola carica: l’artista ha sfidato il pubblico a usare su di lei, risolutamente passiva, uno qualsiasi degli oggetti predisposti su un tavolo. New York 2002. Marina vive per dodici giorni in un’abitazione pensile allestita alla Sean Kelly Gallery. Digiuna. Il solo nutrimento è l’avido sguardo degli astanti che la osservano bere, dormire, lavarsi e urinare. Tra la schiera di spettatori c’è James Westcott: è il suo primo incontro con “la nonna della Performance Art”, come lei ama definirsi, e l’incipit di Quando Marina Abramović morirà, biografia intima di un’artista che da quarant’anni gioca con la morte mettendo il proprio corpo al centro di performance leggendarie.
Agli esordi, lanciarsi nell’arte performativa significa per Marina ribellarsi a un’educazione “militarizzata”, tiranneggiata da una madre che le impone diktat culturali comunisti e non la bacia mai. Il taglio netto con Belgrado e il decollo della carriera avvengono dopo l’incontro con l’artista tedesco Ulay, con il quale, a bordo di un furgone Citroën trasformato in casa mobile, gira l’Europa e si esibisce in pezzi che mettono a nudo una simbiosi estrema culminata nell’esibizione di Nightsea Crossing. Ripetuta novanta volte in cinque anni, i due si fissano negli occhi per sette ore consecutive, seduti immobili a un tavolo. Nell’ultima performance di coppia, Marina e Ulay s’incamminano dalle estremità opposte della Grande Muraglia cinese per incontrarsi a metà strada, tre mesi dopo, e dirsi addio. Di nuovo solista e presto consacrata dal Leone d’oro del 1997, Abramović approda infine sotto i riflettori di New York, da dove domina tuttora la scena artistica internazionale.
Piu volte le è stato chiesto se durante le sue audaci azioni abbia mai avuto paura di morire. «Okay, muoio. E allora?» risponde. «La vita è un sogno e la morte è un risveglio. Piuttosto, dovremmo pensare a quanto è preziosa la nostra esistenza e al modo insensato in cui la sprechiamo.»

Scritto da
Traduzione di
Argomento Protagonisti
Collana Biografie
Editore Johan & Levi
Dimensioni cm 15.5 x 23
Pagine 352 pagine
Volume 120 immagini bn
Pubblicazione 09/2011
ISBN 9788860100306
 

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Indice testuale

Prefazione
Introduzione
Prima parte Jugoslavia 1946-1975
1. Il male di nascere
2. Storie partigiane
3. Mestruazioni, masturbazioni, emicranie
4. Autogestione
5. La vita nell’arte
6. Un’arte nuova per una nuova società
7. Il suono si fa carne
8. Riti di passaggio
9. Segni
Seconda parte Ulay 1975-1988
10. 30 novembre + 30 novembre
11. Artist Must Be Beautiful
12. Energia mobile
13. Forza motrice
14. Chi crea i limiti
15. Aborigeni
16. La coppia del serpente va avanti
17. Teatro e tragedia
18. Astinenza e storie di letto
19. Rivelazioni
20. The Lovers
Terza parte Solista: dal 1988...
21. Spirituale-Materiale
22. Biography
23. Balcanizzazione
24. Per sempre temporaneo
25. Normalità
26. Il topo lupo e il Leone d’oro
27. Accordi e disaccordi
28. Biografo
29. La Performance Art come arte da mettere in scena
30. La conoscenza della morte
Epilogo
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Quando Marina Abramović morirà
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