La stele di Kaminia, gli Etruschi e l'isola di Lemno - Emanuele Papi, Carlo De Domenico, Riccardo Di Cesare - Fondazione Luigi Rovati - Libro Johan & Levi Editore
Vai al contenuto della pagina

La stele di Kaminia, gli Etruschi e l'isola di Lemno

La stele di Kaminia, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Atene è una delle tre iscrizioni, tra le più illustri dell’antichità, che hanno guidato generazioni di italiani nell’Ellade alla ricerca del passato.
Creata nel VI secolo a.C. come segnacolo di una tomba, e recuperata tra il 1883 e il 1885 nell’isola di Lemno, era originariamente alta un paio di metri ma oggi rimane solo la metà superiore, con il profilo di un uomo che impugna lancia e scudo e che si era distinto nella società per le sue virtù di combattente. Intorno alla figura e sul lato destro della pietra furono incise duecento lettere dell’alfabeto greco: in tutto trentatré parole su undici righe scritte in direzione alternata, dall’alto in basso e di seguito dal basso in alto, oppure da destra a sinistra e poi viceversa. Ma la lingua scritta in greco non è greca né indoeuropea e appartiene alla stessa famiglia dell’etrusco e del retico, che si parlava e scriveva in una zona ai confini tra Austria, Svizzera e Germania.
Gli archeologi, gli storici e i linguisti che si occupano della stele di Kaminia e del suo contesto sono alle prese con una questione ancora irrisolta. Ci si chiede infatti se gli abitanti di Lemno, testimoniati dalla stele e dalle altre iscrizioni, siano della stessa stirpe degli Etruschi migrati dall’Anatolia, con un gruppo stanziato a Lemno e un altro arrivato in Etruria, oppure se si tratti di Etruschi giunti a Lemno dall’Italia, per fondare una colonia o una stazione commerciale e di pirati nell’Egeo. Non è facile sapere cosa sia successo. La comunità che scriveva sulla pietra e sulla terracotta nella lingua lemnia non si distingue da altri eventuali gruppi sociali ed etnici dell’isola, con i quali poteva condividere la stessa cultura materiale e figurativa, tecnologie, riti religiosi e funerari, modi di vivere. Se i Tirreni di Lemno sono venuti dall’Etruria, non hanno mantenuto molti contatti con la madrepatria a giudicare dalla completa assenza di oggetti fabbricati in Italia. Per l’ipotesi della migrazione dall’Anatolia siamo completamente all’oscuro del luogo di provenienza, della cultura e delle tradizioni di origine. «La verità nessun la vide, non c’è che l’opinione» (Simonide di Ceo).
La storia della stele, e del popolo di cui era espressione, è narrata in questo libro che si compone di quattro testi firmati da Carlo De Domenico, Riccardo Di Cesare, Germano Sarcone ed Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, oltre all’introduzione dello stesso Emanuele Papi.
Scritto da


Argomento Archeologia
Collana Cataloghi
Editore Fondazione Luigi Rovati
Dimensioni 15x21 cm
Pagine 120 pagine
Illustrazioni 44 immagini in b/n
Pubblicazione 03/2023
ISBN 9788831338165
 

Condividi

Indice testuale

Introduzione, Emanuele Papi
1. L’odissea della stele di Kaminia, Emanuele Papi
2. I miti e la storia antica dell’isola di Lemno, Carlo De Domenico
3. Le ricerche della Regia Scuola Archeologica Italiana a Lemno dal 1923 alla Seconda guerra mondiale, Carlo De Domenico
4. La stele, le iscrizioni e la lingua, Riccardo Di Cesare
5. La cultura figurativa lemnia e il guerriero della stele di Kaminia, Germano Sarcone
La stele di Kaminia, gli Etruschi e l'isola di Lemno
13,00
 
Spedito in 1-3 giorni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Photo gallery principale