LINA BO BARDI A FIRENZE | 12.11 - ORE 17.30

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LINA BO BARDI A FIRENZE | 12.11 - ORE 17.30

10 nov 2021

«Gli architetti devono avere un contatto profondo con il vivere, perché il vivere è tutto.» Lina Bo Bardi

Promossa dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, la presentazione del volume La dea stanca. Vita di Lina Bo Bardi di Zeuler R. Lima è introdotta dal Prof. Arch. Francesco Collotti, coordinatore DR Architettura, Progetto, Conoscenza e Salvaguardia del Patrimonio Culturale dell’Università di Firenze.

Approdata in Brasile nel 1946 insieme al marito giornalista, critico e mercante d’arte Pietro Maria Bardi, è nel paese sudamericano che Lina Bo Bardi porta a maturazione la sua originale voce di progettista.

Fautrice di un’estetica della semplificazione, Bo Bardi rivendica il ruolo sociale degli architetti, chiamati a mettere da parte le ambizioni personali per rispondere ai bisogni della vita quotidiana della collettività, che deve potere abitare gli spazi da protagonista e non da osservatrice passiva di un artificio visivo. La sua ricerca architettonica e sociale, tesa a «dare dignità alla presenza dell’uomo», si libera progressivamente dell’influenza del Modernismo europeo per ricercare le sue radici nel fertile passato di un Brasile premoderno.

Con Zeuler R. Lima intervengono la Prof.ssa Alessandra Criconia dell’Università di Roma La Sapienza e il Prof. Giacomo Pirazzoli, dell’Università degli Studi di Firenze. L’evento si tiene online su Google Meet.

 

Venerdì 12 novembre | ore 17.30
Presentazione online: meet.google.com/ndc-ukbi-ooy
Per info: dida.unifi.it

«Gli architetti devono avere un contatto profondo con il vivere, perché il vivere è tutto»: sembra avere già in mente queste parole Lina Bo Bardi quando nel 1946 si imbarca, occhi curiosi e mente aperta, per Rio de Janeiro, lasciandosi alle spalle le rovine di un paese devastato dalla guerra. Porta con sé Achillina, la ragazza sprezzante che sapeva farsi notare sfidando i retaggi e le regole sociali, e Lina Bo, la giovane e tenace professionista che, dopo gli studi a Roma con Marcello Piacentini, a Milano aveva lottato per la propria indipendenza in un mondo di uomini ed era diventata codirettrice di Domus, stimata da Gio Ponti, Bruno Zevi e dal futuro marito Pietro Maria Bardi.Traducendo nel pensiero e nella prassi un’esistenza in continua metamorfosi, è in Brasile che Lina porta a maturazione la sua originale voce di progettista, designer, curatrice e scenografa. I suoi edifici più celebrati – il Museu de Arte de São Paulo, la Casa de Vidro e il centro SESC Pompéia – rispecchiano l’idea di un’architettura che ha come fulcro la collettività, il rapporto con la natura e la tradizione popolare, un’architettura modernissima e anticonvenzionale.In questo ritratto frutto di vent’anni di ricerca, Zeuler R. Lima restituisce la complessità di una donna fuori dagli schemi che ha attraversato le proprie contraddizioni senza timidezze, oscillando tra impulsi rivoluzionari e un’indole inguaribilmente malinconica. L’autore non sottrae mai al racconto della sua vita la sua metà d’ombra, quella che fatalmente si proietta su Lina nella foto sul ponte della nave mentre attraversa l’Atlantico, quasi a illustrare l’epiteto che Valentino Bompiani aveva coniato per lei, “la dea stanca”: una solitaria ribelle la cui eredità intellettuale è oggi viva più che mai.Acquista la tua copia firmata
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La dea stanca

Vita di Lina Bo Bardi

Zeuler R. Lima

pagine: 396 pagine

«Gli architetti devono avere un contatto profondo con il vivere, perché il vivere è tutto»: sembra avere già in mente queste parole Lina Bo Bardi quando nel 1946 si imbarca, occhi curiosi e mente aperta, per Rio de Janeiro, lasciandosi alle spalle le rovine di un paese devastato dalla guerra. Porta con sé Achillina, la ragazza sprezzante che
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