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FRANCESCO POLI E FRANCESCO BERNARDELLI A MILANO | 8 FEBBRAIO - ORE 19

8 feb 2018

Con il superamento dei limiti dati dalla cornice e dal piedistallo, nascono i primi lavori la cui tensione estetica si lega a specifiche modalità di interazione con lo spazio esterno.

Questo fondamentale processo di allargamento dell’azione creativa in rapporto al contesto reale messo in atto dagli artisti ha progressivamente influenzato anche il modo in cui i luoghi espositivi dell’arte - dagli spazi delle gallerie e dei musei a quelli interni ed esterni delle altre manifestazioni, fiere e biennali - si sono trasformati, e ha fatto emergere i nuovi criteri di allestimento e di messa in scena delle opere che sono alla base dell’odierna attività curatoriale.

Nell'ambito di nctm e l'arte, progetto dedicato all'arte contemporanea a cura di Gabi Scardi, nato in seno a Nctm Studio Legale, Francesco Poli e Francesco Bernardelli presentano il volume Mettere in scena l'arte contemporanea.

 

Giovedì 8 febbraio - ore 19.00

Nctm Studio Legale

Via Agnello, 12 - Milano

Per partecipare è raccomandato registrarsi a questo link o tramite mail nctm_eventi@nctm.i

L’opera d’arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale relazione simbiotica, e lo fa attraverso una cospicua cronistoria delle principali sperimentazioni installative e ambientali dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Un modo per ripercorrere l’evoluzione del sistema dell’arte e l’itinerario che ha condotto al paradosso postmoderno per cui collocare un qualsiasi artefatto in un particolare contesto è di per sé sufficiente affinché si compia la sua trasfigurazione in dispositivo artistico. È la cronaca di un rapporto in perenne tensione, quello fra testo e contesto, fra contenuto e contenitore. E a pungolarlo, provocando l’evoluzione non solo dell’arte ma anche delle caratteristiche degli spazi espositivi, sono sempre e soprattutto gli artisti più all’avanguardia. La loro ricerca si articola attraverso un fitto dialogo con lo spazio reale, che via via è coinvolto in maniera costitutiva nell’ideazione delle opere. Si comincia con il superamento dei limiti convenzionali del piedistallo e della cornice: il quadro, messo a nudo, esce nel mondo accogliendo nel suo recinto frammenti della realtà.Dal caso emblematico di Fontana, che nel secondo dopoguerra invade l’ambiente circostante per dare vita alle prime opere realizzate utilizzando solo lo spazio e la luce, si arriva alla creazione di installazioni di ampio impatto ambientale, spesso site-specific con gli artisti processuali, poveristi, concettuali e della Land Art tra gli altri; fino alla consapevolezza, oggi del tutto assunta, che l’opera d’arte trova la propria ragion d’essere in relazione all’ambiente e all’osmosi che con esso si instaura.Una trattazione allo stesso tempo chiara e sistematica, in cui vengono documentate anche le mostre e le rassegne internazionali più paradigmatiche fino alle esperienze più attuali; tutto questo senza ignorare l’importanza dei curatori, figure ormai onnipresenti per la loro capacità (vera o presunta) di mettere in scena eventi espositivi da considerare come produzioni creative in sé, subordinando lo spazio dell’opera allo spazio da loro gestito.
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Mettere in scena l'arte contemporanea

Dallo spazio dell'opera allo spazio intorno all'opera

Francesco Bernardelli, Francesco Poli

editore: Johan & Levi

pagine: 264 pagine

L’opera d’arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale relazione simbiotica, e lo fa attraverso una cospicua cronistoria delle principali sperimentazioni installative e ambientali dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Un modo per ripercorrere l’evoluzione del sistema de
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