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FRANCESCO POLI AD ASCOLI PICENO | 23 NOVEMBRE - ORE 15

23 nov 2017

Quando si parla delle caratteristiche e delle connotazioni spaziali dell'arte visiva, nella fattispecie quella contemporanea, sono due le principali prospettive di indagine.

La prima tiene conto di quelle specifiche, costitutive, delle opere: lo spazio come vero e proprio materiale con cui l'artista deve confrontarsi. La seconda prende in considerazione quelle relative alle modalità di esposizione, presentazione e collocazione nei più diversi contesti ambientali: aspetti che possono incidere in maniera determinante sulla fruizione e sulla definizione delle opere, oltre che sui processi stessi della loro realizzazione.

Intorno a questi temi, e in particolare riguardo agli allestimenti delle mostre, alle problematiche curatoriali e agli sviluppi degli spazi espositivi, si svilupperà l’incontro in programma presso l'Auditorium Neroni di Ascoli Piceno con Francesco Poli, autore con Francesco Bernardelli del volume Mettere in scena l'arte contemporanea.

Con il patrocino del Comune di Ascoli Piceno, l'incontro è realizzato in collaborazione con la Scuola di Ateneo di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell'Università di Camerino e la Libreria Rinascita.

 

Giovedì 23 novembre - ore 15.00

Auditorium Emidio Neroni

Rua del Cassero - Ascoli Piceno

Ingresso libero fino a esaurimento posti

L’opera d’arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale relazione simbiotica, e lo fa attraverso una cospicua cronistoria delle principali sperimentazioni installative e ambientali dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Un modo per ripercorrere l’evoluzione del sistema dell’arte e l’itinerario che ha condotto al paradosso postmoderno per cui collocare un qualsiasi artefatto in un particolare contesto è di per sé sufficiente affinché si compia la sua trasfigurazione in dispositivo artistico. È la cronaca di un rapporto in perenne tensione, quello fra testo e contesto, fra contenuto e contenitore. E a pungolarlo, provocando l’evoluzione non solo dell’arte ma anche delle caratteristiche degli spazi espositivi, sono sempre e soprattutto gli artisti più all’avanguardia. La loro ricerca si articola attraverso un fitto dialogo con lo spazio reale, che via via è coinvolto in maniera costitutiva nell’ideazione delle opere. Si comincia con il superamento dei limiti convenzionali del piedistallo e della cornice: il quadro, messo a nudo, esce nel mondo accogliendo nel suo recinto frammenti della realtà.Dal caso emblematico di Fontana, che nel secondo dopoguerra invade l’ambiente circostante per dare vita alle prime opere realizzate utilizzando solo lo spazio e la luce, si arriva alla creazione di installazioni di ampio impatto ambientale, spesso site-specific con gli artisti processuali, poveristi, concettuali e della Land Art tra gli altri; fino alla consapevolezza, oggi del tutto assunta, che l’opera d’arte trova la propria ragion d’essere in relazione all’ambiente e all’osmosi che con esso si instaura.Una trattazione allo stesso tempo chiara e sistematica, in cui vengono documentate anche le mostre e le rassegne internazionali più paradigmatiche fino alle esperienze più attuali; tutto questo senza ignorare l’importanza dei curatori, figure ormai onnipresenti per la loro capacità (vera o presunta) di mettere in scena eventi espositivi da considerare come produzioni creative in sé, subordinando lo spazio dell’opera allo spazio da loro gestito.
Scopri

Mettere in scena l'arte contemporanea

Dallo spazio dell'opera allo spazio intorno all'opera

Francesco Bernardelli, Francesco Poli

editore: Johan & Levi

pagine: 264 pagine

L’opera d’arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale relazione simbiotica, e lo fa attraverso una cospicua cronistoria delle principali sperimentazioni installative e ambientali dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Un modo per ripercorrere l’evoluzione del sistema de
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