ENRICO BAJ ALL'ACCADEMIA DI BRERA | 28.01 - ORE 14

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ENRICO BAJ ALL'ACCADEMIA DI BRERA | 28.01 - ORE 14

28 gen 2020

«Con Automitobiografia Baj mira a una sorta di longevità ideale, e lo fa con l’intento di costruire il proprio racconto “a piramide capovolta, cioè dall’alto in basso”, proiettando il suo passato in un vertiginoso sottinsù. Un procedimento a ritroso nel quale la memoria scivola disinvoltamente nel presente. Una scala cronologica imprevedibile, in linea con l’estro dinamico, audace e profondamente colto dell’artista».

Così scrive Angela Sanna nella prefazione al volume Automitobiografia di Enrico Baj, che sarà oggetto dell’incontro in programma martedì 28 gennaio all’Accademia di Brera. Con Roberta Cerini Baj, Martina Corgnati e Flaminio Gualdoni. Introduce e modera Angela Sanna.

 

Martedì 28 gennaio | ore 14.00

Accademia di Brera, Aula 13

Via Brera 28, Milano

Ingresso libero

Per info: www.accademiadibrera.milano.it

Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz e Edoardo Sanguineti, Breton e Man Ray, de Chirico e la duchessa di Beaufort sono solo alcuni dei personaggi che compongono la fauna di questo racconto erudito e sagace, a tratti esplosivo, lontano da qualsiasi convenzione autobiografica. Procedendo a ritroso dal 1983, anno in cui viene pubblicata, al 1924, anno di nascita dell’autore, Automitobiografia si configura come un viaggio iperbolico che risale la corrente degli eventi. Un viaggio che ci immerge fin dalle prime pagine nella coeva cultura visiva e che sembra rispondere, attraverso il suo percorso, alle tendenze allora in atto dell’arte “colta” e del citazionismo. Esperienze ben note a Baj, già abile artefice, fin dagli anni sessanta, di rifacimenti ludici delle opere dei grandi maestri, come il ciclo Chez Picasso o composizioni come La cravatta di Jackson Pollock e la Vendetta della Gioconda. Una vocazione che anche nei lavori successivi lo porterà a redimere ‒ insieme a un repertorio di icone, temi e stilemi del passato ‒ uno sgargiante armamentario di brocantes, medaglie, passamanerie, lustrini, scampoli damascati, coccarde e ogni genere di paccottiglia che affolla il suo studio. Questo metodo, volto al costante recupero e all’accumulo, si traduce sul piano della narrazione in un grande assemblage di ricordi, riflessioni e citazioni mutuate da artisti e intellettuali di ogni epoca e origine. A cominciare dal suo geniale mentore Alfred Jarry e dalla Patafisica, la vera “scienza”, baluardo di quell’ironia che irrora l’intero universo culturale di Baj. Fanno capolino, accanto alle innumerevoli personalità, anche oggetti che popolano la vita quotidiana dell’artista, come la Macchina agricola, una moto Kawasaki o un semplice ascensore: splendidi congegni meccanici ed erotici capaci non solo di titillare la curiosità del lettore ma anche di puntellare le convinzioni sociali, scientifiche, filosofiche, sostenute da Baj. Il quale per anni si è battuto non solo per un rinnovamento dell’arte della pittura ma anche per un profetico ritorno alla natura contro le minacce di una tecnologia sempre più totalizzante.
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Automitobiografia

Enrico Baj

pagine: 272 pagine + 12 (inserto)

Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz e Edoardo Sanguineti, Breton e Man Ray, de Chirico e la duchessa di Beaufort sono solo alcuni dei personaggi che compongono la fauna di questo racconto erudito e sagace, a tratti esplosivo, lontano da qualsiasi convenzione autobiografica. Procedendo a ritroso dal 1983, anno in cui viene pubblicata, al 1924, ann
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