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ANGELO CRESPI A VARESE | 23 MARZO - ORE 20

23 mar 2018

«I musei hanno la brutta abitudine di autoconferirsi funzioni addirittura più alte di quelle culturali o meramente economiche, funzioni quasi mistiche. Il termine mission è utilizzato in modo corrente da direttori e curatori per descrivere le finalità di queste istituzioni; nonostante l’accezione aziendalista che si vorrebbe far prevalere.» Se i musei, soprattutto i musei del contemporaneo, sono edifici magniloquenti che a livello simbolico hanno sostituito nelle città le antiche cattedrali, le chiese contemporanee, anche quelle realizzate da celebrate archistar, sono spesso un inno al brutto, spaesanti, prive di quella dimensione trascendente a cui la tradizione ci aveva abituati.

Al tema Angelo Crespi ha dedicato il suo ultimo libro Costruito da dio, che sarà presentato nell'ambito di una cena con l'autore presso il Circolo Ra Cà dur Barlich di Varese. La partecipazione è riservata agli iscritti al circolo.

 
Venerdì 23 marzo - ore 20
Circolo Ra Cà dur Barlich
Via Oslavia, 1 - Varese
Ingresso riservato ai soci
Per info e prenotazioni: segreteria@cadurbarlich.org
Le chiese contemporanee assomigliano spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, e i campanili sono un labile ricordo. All’interno sono spaesanti e asettiche come sale d’attesa e al posto della cupola c’è il soffitto che fa pensare non a Dio ma all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono sostituiti dai lucernai e le immagini sacre da anodine opere d’arte astratta che rimandano a una vaga spiritualità senza trascendenza; in omaggio al minimal, gli altari sembrano usciti da un catalogo Ikea. L’orrore dei nuovi edifici di culto è il pegno che la Chiesa paga alla contemporaneità: dopo il Concilio Vaticano II, essa ha dismesso le forme della tradizione preferendo le più ardite stravaganze architettoniche o, peggio, aderendo con giubilo alla burocrazia delle commissioni urbanistiche.Eppure sorgono ovunque nuove, magniloquenti cattedrali: sono i musei, progettati da celebrate archistar, volani di turismo e di investimenti miliardari, luoghi destinati non più a conservare le memorie bensì a fungere da packaging lussuoso dell’arte contemporanea, essi stessi opere d’arte, icone, luoghi dove sperimentare la cultura che si fa religione. Frotte di fedeli partono in pellegrinaggio: come un tempo verso Chartres ora vanno al Guggenheim di Bilbao o alla Tate Modern di Londra per adorare gli idoli e le reliquie della contemporaneità.In modo divertente e divertito, Angelo Crespi passa in rassegna le brutte chiese mettendole in relazione con la disciplina della Conferenza episcopale italiana che offre agli architetti un comico manualetto frutto non della fede, ma di una sorta di moralismo pauperistico postconciliare; dall’altro lato, si scaglia contro i progetti dei musei decostruzionisti, enormi astronavi aliene in vetro, ferro e cemento, che determinano sempre più spesso il paesaggio delle città, divertimentifici e fabbriche di senso e di consenso.
Scopri

Costruito da dio

Perché le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali

Angelo Crespi

editore: Johan & Levi

pagine: 140 pagine

Le chiese contemporanee assomigliano spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, e i campanili sono un labile ricordo. All’interno sono spaesanti e asettiche come sale d’attesa e al posto della cupola c’è il soffitto che fa pensare non a Dio ma all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono
11,00

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