Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

ANGELO CRESPI A TORINO | 10 APRILE - ORE 18

10 apr 2018

«Il termine mission è utilizzato in modo corrente da direttori e curatori per descrivere le finalità di queste istituzioni; nonostante l’accezione aziendalista che si vorrebbe far prevalere, è difficile disgiungerlo dal pregnante significato religioso di “missione”, in cui è sedimentato l’aspetto escatologico, il valore etico e universale della missione come spedizione in partibus infidelium di predicatori con il compito di propagare una dottrina e un credo.»

Se è finito il tempo delle cattedrali, nuovi e magniloquenti edifici si ergono, almeno a livello simbolico, a loro sostituti. Sono i musei del contemporaneo, considerati il Viagra delle città, in grado di alzare il morale e rivitalizzare il sex appeal di quartieri poco attrattivi o di centri storici logorati dal tempo.

Ne parla Angelo Crespi, autore del volume Costruito da dio, con Luca Beatrice e l’architetto Benedetto Camerana.

 

Martedì 10 aprile - ore 18
Circolo dei lettori di Torino
Via Bogino, 9 - Torino
Ingresso libero
Le chiese contemporanee assomigliano spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, e i campanili sono un labile ricordo. All’interno sono spaesanti e asettiche come sale d’attesa e al posto della cupola c’è il soffitto che fa pensare non a Dio ma all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono sostituiti dai lucernai e le immagini sacre da anodine opere d’arte astratta che rimandano a una vaga spiritualità senza trascendenza; in omaggio al minimal, gli altari sembrano usciti da un catalogo Ikea. L’orrore dei nuovi edifici di culto è il pegno che la Chiesa paga alla contemporaneità: dopo il Concilio Vaticano II, essa ha dismesso le forme della tradizione preferendo le più ardite stravaganze architettoniche o, peggio, aderendo con giubilo alla burocrazia delle commissioni urbanistiche.Eppure sorgono ovunque nuove, magniloquenti cattedrali: sono i musei, progettati da celebrate archistar, volani di turismo e di investimenti miliardari, luoghi destinati non più a conservare le memorie bensì a fungere da packaging lussuoso dell’arte contemporanea, essi stessi opere d’arte, icone, luoghi dove sperimentare la cultura che si fa religione. Frotte di fedeli partono in pellegrinaggio: come un tempo verso Chartres ora vanno al Guggenheim di Bilbao o alla Tate Modern di Londra per adorare gli idoli e le reliquie della contemporaneità.In modo divertente e divertito, Angelo Crespi passa in rassegna le brutte chiese mettendole in relazione con la disciplina della Conferenza episcopale italiana che offre agli architetti un comico manualetto frutto non della fede, ma di una sorta di moralismo pauperistico postconciliare; dall’altro lato, si scaglia contro i progetti dei musei decostruzionisti, enormi astronavi aliene in vetro, ferro e cemento, che determinano sempre più spesso il paesaggio delle città, divertimentifici e fabbriche di senso e di consenso.
Scopri

Costruito da dio

Perché le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali

Angelo Crespi

editore: Johan & Levi

pagine: 140 pagine

Le chiese contemporanee assomigliano spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, e i campanili sono un labile ricordo. All’interno sono spaesanti e asettiche come sale d’attesa e al posto della cupola c’è il soffitto che fa pensare non a Dio ma all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono
11,00

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.