ALBERTO GIACOMETTI A MILANO| 2 OTTOBRE - ORE 18.30

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ALBERTO GIACOMETTI A MILANO| 2 OTTOBRE - ORE 18.30

2 ott 2019

In collaborazione con la Bottega di Cecé Casile Johan & Levi invita alla conversazione con Marco Belpoliti e Paola Salvioni Martini intorno al volume Alberto Giacometti. Biografia di Catherine Grenier.

 

Un carattere irriducibile, paradossale, abitato dal dubbio e renitente a qualsiasi influenza esterna segna tutta l'arte di Giacometti e il suo passaggio attraverso le avanguardie. Nonostante una fugace adesione al Surrealismo, il suo rifiuto di ogni autorità, scuola o ideologia lo relega a un cammino solitario: l’arte è per Giacometti un mezzo necessario a restituire ciò che vede, in una lotta quotidiana, mentale e fisica, con la creazione. Ed è proprio nell’esercizio tutto particolare dello sguardo che l’uomo e l’artista si incontrano. Sedotto dalle arti primitive, nel secondo dopoguerra approda a una stilizzazione della figura umana in cui l’esperienza del modello dal vero si fonde con le forme atemporali dell’antichità, in un incessante tentativo di far convivere spazio e tempo, prossimità e distanza: nasce così quella schiera di figure vacillanti e in perenne cammino che lo consacrerà sulla scena internazionale.

 

Presso la Bottega di Cecé Casile una selezione di fotografie inedite di Giacometti realizzate da Paola Salvioni Martini offrirà la testimonianza di un’amicizia nata a Stampa nel 1962 e coltivata negli anni a seguire in vari incontri tra Milano e Parigi, spesso in compagnia di Franco Russoli e Mario Negri. Gli scatti sono il risultato della curiosità e dell’emozione di una giovane fotografa presente all’incontro dell’artista con il marito, il critico d’arte Alberto Martini, impegnato in quell’occasione nella stesura di un testo sulla pittura di Giacometti per la collana “I maestri del colore” di cui era curatore.

 

Mercoledì 2 ottobre | ore 18.30

Bottega Cecé Casile

Via Solari 23 – Milano

Info tel. 02 89401049

Ingresso libero

«Sorride. E tutta la pelle grinzosa del suo viso si mette a ridere. In uno strano modo. Non solo gli occhi ridono, ma anche la fronte. Tutta la sua persona ha il colore grigio del suo atelier. Per simpatia, forse, ha preso il colore della polvere.» Con queste parole Jean Genet, modello prediletto, descrive Alberto Giacometti, scultore irriducibile, un carattere che gli anni travagliati e il lavoro ossessivo hanno scolpito sul suo volto. L'attività nello studio di rue Hippolyte-Maindron, del resto, è molto intensa: a varcarne la soglia si assiste all'incessante lavorio sulle figure, che Giacometti distrugge e ricostruisce senza requie, in un'estenuante ricerca della perfezione, un oscillare tormentoso fra un ideale a cui tendere e i tentativi abortiti, un andirivieni di dubbi e ripensamenti. Pochi secondi fa rideva, ora tocca una scultura abbozzata e, rapito dal contatto delle dita con la massa di argilla, non si cura più di chi ha di fronte. Nato nel 1901 a Borgonovo, Alberto trascorre la giovinezza nello spazio aspro e familiare della Svizzera, con il padre che lo inizia all'arte fin dalla più tenera età e segue passo passo la sua carriera offrendogli incoraggiamento e sostegno. Nel 1922 si trasferisce a Parigi, dove compie i primi passi sotto la guida di Antoine Bourdelle e Zadkine, affrancandosi però ben presto dai suoi mentori per avvicinarsi, seppure per una breve fase, al Surrealismo di Breton e al Cubismo. Lo spirito ribelle, che segna tutta la sua ricerca e il suo passaggio attraverso le avanguardie, lo porterà a intraprendere un cammino solitario, ai margini del mondo dell'arte, nonostante le assidue frequentazioni con gli intellettuali più celebri dell'epoca nei caffè del Quartiere latino e di Montparnasse. Sedotto dalle arti primitive, approderà a una rappresentazione più sintetica e allucinata, dando vita a una schiera di figure vacillanti e in perenne cammino, che lo consacreranno sulla scena internazionale. «Non lasciarmi influenzare, da niente» annota in uno dei suoi taccuini: Alberto Giacometti appartiene a un tempo senza tempo, ciò che caratterizza l'essenza più autentica dell'arte.
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Alberto Giacometti

Biografia

Catherine Grenier

pagine: 306 pagine

«Sorride. E tutta la pelle grinzosa del suo viso si mette a ridere. In uno strano modo. Non solo gli occhi ridono, ma anche la fronte. Tutta la sua persona ha il colore grigio del suo atelier. Per simpatia, forse, ha preso il colore della polvere.» Con queste parole Jean Genet, modello prediletto, descrive Alberto Giacometti, scultore irriducibil
30,00

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