ALBERTO GIACOMETTI

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ALBERTO GIACOMETTI

30 apr 2019

Alberto Giacometti è stato un artista fra i più significativi del Novecento e una delle personalità più originali. Frutto di nuove ricerche, questa biografia ci introduce nell’intimità di un uomo ossessionato dal proprio lavoro e sospinto da una ricerca costante della perfezione.

Dopo una giovinezza passata nell’atelier di suo padre in Svizzera e successivamente in quello di Antoine Bourdelle a Parigi, il giovane Giacometti si affranca dai suoi mentori per indirizzarsi prima verso il Cubismo e quindi verso il Surrealismo. Malgrado il suo lavoro venga immediatamente riconosciuto e apprezzato da André Breton, egli si allontana rapidamente dagli oggetti surrealisti che lo hanno reso celebre per intraprendere un cammino solitario che lo porrà a margine delle correnti dominanti. Amico dei più grandi artisti e intellettuali, traccia il suo solco personale nell’intimità del leggendario atelier di rue Hippolyte-Maindron, a Montparnasse. Profondamente attaccato alla rappresentazione umana, influenzato dalle arti arcaiche e non occidentali, abbandona progressivamente la rappresentazione naturalista per adottare una visione sintetica e talvolta allucinata della figura, che carica di una potenza misteriosa.

Con uno stile scorrevole e un andamento cronologico, Catherine Grenier ci racconta il percorso singolare dell’artista, la sua vita e la sua opera in un libro da leggere come un romanzo, arricchito da una cinquantina di fotografie che ritraggono Giacometti in occasioni private.

 

Autore: Catherine Grenier

Collana: Biografie

ISBN: 978-88-6010-220-1

Pagine: 308

Prezzo: 30,00 €

«Sorride. E tutta la pelle grinzosa del suo viso si mette a ridere. In uno strano modo. Non solo gli occhi ridono, ma anche la fronte. Tutta la sua persona ha il colore grigio del suo atelier. Per simpatia, forse, ha preso il colore della polvere.» Con queste parole Jean Genet, modello prediletto, descrive Alberto Giacometti, scultore irriducibile, un carattere che gli anni travagliati e il lavoro ossessivo hanno scolpito sul suo volto. L'attività nello studio di rue Hippolyte-Maindron, del resto, è molto intensa: a varcarne la soglia si assiste all'incessante lavorio sulle figure, che Giacometti distrugge e ricostruisce senza requie, in un'estenuante ricerca della perfezione, un oscillare tormentoso fra un ideale a cui tendere e i tentativi abortiti, un andirivieni di dubbi e ripensamenti. Pochi secondi fa rideva, ora tocca una scultura abbozzata e, rapito dal contatto delle dita con la massa di argilla, non si cura più di chi ha di fronte. Nato nel 1901 a Borgonovo, Alberto trascorre la giovinezza nello spazio aspro e familiare della Svizzera, con il padre che lo inizia all'arte fin dalla più tenera età e segue passo passo la sua carriera offrendogli incoraggiamento e sostegno. Nel 1922 si trasferisce a Parigi, dove compie i primi passi sotto la guida di Antoine Bourdelle e Zadkine, affrancandosi però ben presto dai suoi mentori per avvicinarsi, seppure per una breve fase, al Surrealismo di Breton e al Cubismo. Lo spirito ribelle, che segna tutta la sua ricerca e il suo passaggio attraverso le avanguardie, lo porterà a intraprendere un cammino solitario, ai margini del mondo dell'arte, nonostante le assidue frequentazioni con gli intellettuali più celebri dell'epoca nei caffè del Quartiere latino e di Montparnasse. Sedotto dalle arti primitive, approderà a una rappresentazione più sintetica e allucinata, dando vita a una schiera di figure vacillanti e in perenne cammino, che lo consacreranno sulla scena internazionale. «Non lasciarmi influenzare, da niente» annota in uno dei suoi taccuini: Alberto Giacometti appartiene a un tempo senza tempo, ciò che caratterizza l'essenza più autentica dell'arte.
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Alberto Giacometti

Biografia

Catherine Grenier

editore: Johan & Levi

pagine: 306 pagine

«Sorride. E tutta la pelle grinzosa del suo viso si mette a ridere. In uno strano modo. Non solo gli occhi ridono, ma anche la fronte. Tutta la sua persona ha il colore grigio del suo atelier. Per simpatia, forse, ha preso il colore della polvere.» Con queste parole Jean Genet, modello prediletto, descrive Alberto Giacometti, scultore irriducibil
30,00

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