L'arte evanescente vista da Baudelaire (Il Cittadino di Monza e Brianza)

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L'arte evanescente vista da Baudelaire (Il Cittadino di Monza e Brianza)

14 apr 2022  |  Recensione di: Il Novecento di Baudelaire
«C’è un momento in cui l’arte è diventata evanescente? E chi ha capito che cosa stava per accadere? Probabilmente uno dei più importanti scrittori della Francia del secolo scorso: è l’analisi che Adolfo Tura traccia in Il Novecento di Baudelaire
Fulcro di questo saggio è una particolare evoluzione della pittura a partire da quella modernità che Charles Baudelaire ha contribuito a forgiare. Nella sua acuta osservazione dei fenomeni culturali non si è infatti limitato ad amare e commentare molti dei massimi pittori della sua epoca, ma ha anche prefigurato, e perfino invocato, un’arte nuova che avrebbe trovato le prime audaci realizzazioni soltanto a quarant’anni dalla sua morte, avvenuta nel 1867.Dinanzi alle manifestazioni artistiche della modernità, il poeta che più di ogni altro aspirava a evadere anywhere out of the world affermava che l’avversione per il “naturale” era invero il tentativo di afferrare una più profonda verità. Non si trattava di rifuggire il quotidiano, ma di risanarlo artificialmente. Baudelaire rimane quindi aggrappato alla realtà, e al disagio nichilistico di fronte alla confusa casualità dell’esistenza contrappone l’esperienza estetica, identificando nel ricordo il mezzo per introdurre la bellezza nel mondo.Adolfo Tura mette in opera un sapiente intreccio di possibilità e risonanze, fino a scoprire come questa poetica della memoria si ritrovi nei segni e nelle atmosfere di uno dei maestri del Novecento, Henri Matisse. E sotto la fiamma di Baudelaire rilegge alcune delle più significative esperienze artistiche contemporanee, da Mark Rothko a Louise Bourgeois, lasciando in dono al lettore l’incanto di guardare con occhi nuovi l’esercizio di quella che il più moderno dei moderni chiamava “immaginazione”.
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Il Novecento di Baudelaire

L'arte evanescente

Adolfo Tura

editore: Johan & Levi

pagine: 120 pagine

Fulcro di questo saggio è una particolare evoluzione della pittura a partire da quella modernità che Charles Baudelaire ha contribuito a forgiare. Nella sua acuta osservazione dei fenomeni culturali non si è infatti limitato ad amare e commentare molti dei massimi pittori della sua epoca, ma ha anche prefigurato, e perfino invocato, un’arte nu
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