Bill Viola. Il potere lento (di Gregorio Botta su Robinson, La Repubblica)

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Bill Viola. Il potere lento (di Gregorio Botta su Robinson, La Repubblica)

«Lo strano posto della religione nell’arte contemporanea fotografa i rapporti ormai quasi inesistenti tra la Chiesa, anzi le Chiese, e gli artisti di questo secolo e di quello scorso. Basta dare un’occhiata alla gran maggioranza degli edifici di culto costruiti nel Novecento per percepirne il freddo mutismo estetico, se non peggio: un kitsch formale lontanissimo dai linguaggi del presente.»
A chi ama l’arte non sarà sfuggito un fatto tanto eclatante quanto poco dibattuto: l’assenza nelle gallerie e nei musei di arte contemporanea di opere genuinamente religiose, in cui il sentimento religioso non sia inquinato, cioè, da ironia o irriverenza. La frattura fra arte e religione non è effetto di una congiura del mondo dell’arte, ha radici profonde. Avviata per gradi durante il Rinascimento, si è accentuata nel XIX secolo fino ad arrivare a quel divario che oggi ci appare insanabile. Per ricucire lo strappo bisognerebbe smantellare il discorso su cui si è edificato l’intero progetto modernista.Questo libro, in cui rigore e sperimentazione vanno a braccetto, rompe l’assordante silenzio che avvolge una questione particolarmente difficile da affrontare, tanto nei circuiti ufficiali dell’arte quanto nel campo dell’educazione artistica. Un silenzio che lascia gli studenti a coltivare la loro religiosità di nascosto, pena l’esclusione dal sistema. Forte della sua esperienza alla School of the Art Institute of Chicago, James Elkins affronta con innovativo pragmatismo un ginepraio di pratiche, opinioni e fraintendimenti, e sceglie cinque tra i suoi studenti a rappresentare altrettante posizioni di artisti: cinque racconti esemplari che tracciano una cartografia del travagliato rapporto tra religione e arte contemporanea.Affinché l’abisso di incomprensione fra i due schieramenti possa colmarsi, come si augura l’autore, non basta la buona volontà di figure isolate, servono nuove forme di dialogo, conversazioni inclusive che lascino spazio al portato emozionale ed esperienziale dei partecipanti. Elkins va già in questa direzione, fornendo ad artisti, studenti, docenti e studiosi la strumentazione necessaria per iniziare un dibattito costruttivo e appassionante.
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Lo strano posto della religione nell'arte contemporanea

James Elkins

pagine: 160 pagine

A chi ama l’arte non sarà sfuggito un fatto tanto eclatante quanto poco dibattuto: l’assenza nelle gallerie e nei musei di arte contemporanea di opere genuinamente religiose, in cui il sentimento religioso non sia inquinato, cioè, da ironia o irriverenza. La frattura fra arte e religione non è effetto di una congiura del mondo dell’arte, h
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