MERET OPPENHEIM A LUGANO | 11 APRILE - ORE 18.00

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MERET OPPENHEIM A LUGANO | 11 APRILE - ORE 18.00

11 apr 2017

Nell’ambito dell’esposizione “Meret Oppenheim. Opere in dialogo da Max Ernst a Mona Hatoum”, il Museo d’arte della Svizzera italiana martedì 11 aprile alle ore 18.00 ospita la conversazione “Tête–à–tête: Meret Oppenheim e C. G. Jung”, ideata e interpretata da Martina Corgnati, autrice della biografia Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda e dallo psicanalista Giovanni Castaldi.

Verranno così alla luce gli interessi e le esperienze che concorrono alla personalità di Meret: l’arte, le amicizie, gli amori e i desideri, ma anche le frustrazioni e le difficoltà di una donna che ha fatto della propria autonomia e indipendenza intellettuale non un obiettivo, ma la premessa di ogni azione e creazione artistica.

 

Martedì 11 aprile - ore 18.00

LAC Lugano - Sala 3

Piazza Bernardino Luini 6 - Lugano

Ingresso libero

Donna, artista, outsider, icona: dal fulminante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del moma, al lungo e impervio cammino intrapreso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie per aver osato sfidare regole e pregiudizi millenari in nome di una vocazione autentica. Una vocazione artistica ed esistenziale che la porterà a scelte e posizioni di rottura tutt’altro che facili, non solo nei confronti della società benpensante dell’epoca ma anche degli insidiosi pregiudizi cui non può dirsi immune lo stesso milieu artistico e letterario del suo tempo. Musa venerata da Man Ray, pupilla irriverente di Breton, complice e lei stessa protagonista delle più grandi sperimentazioni e delle più appassionanti avventure artistiche del Novecento, Meret Oppenheim si muove lungo il secolo con la libertà e l’originalità disinvolta e a tratti sofferta dei purosangue.Dall’avvicinamento alle teorie di Carl Gustav Jung al folgorante incontro con i surrealisti, dalla lunga lotta con la depressione all’attrazione inesorabile che a soli vent’anni la lega fatalmente a Max Ernst, dall’intenso e profondissimo sodalizio artistico con Alberto Giacometti all’amicizia segreta e finora ignota con Marcel Duchamp, Martina Corgnati traccia un accurato e appassionante ritratto della donna e dell’artista che, contro i facili stereotipi di un’arte tutta al femminile, sulla scia di Virginia Woolf e di Lou Salomé ha avuto il coraggio di gridare alle donne di ogni tempo: «La libertà non ci viene data, dobbiamo prendercela». Il volume è stato realizzato con il sussidio di Pro Helvetia.
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Meret Oppenheim

Afferrare la vita per la coda

Martina Corgnati

editore: Johan & Levi

pagine: 540 pagine

Donna, artista, outsider, icona: dal fulminante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del moma, al lungo e impervio cammino intrapreso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie
35,00

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