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L'OMBRA LUNGA DEGLI ETRUSCHI A PERUGIA | 5 GIUGNO - ORE 18

5 giu 2019

Secondo appuntamento con Edicola 518, che ospiterà Martina Corgnati per un incontro intorno al volume L'ombra lunga degli etruschi. Echi e suggestioni nell'arte del Novecento. L'autrice ne parlerà con Enrico Mascelloni, critico d'arte e curatore. 

Corgnati ricostruisce i flussi di interesse e le fascinazioni nei confronti della civiltà etrusca, prendendo le mosse dalle meditazioni etrusche e “arcaiche” di Edgar Degas per affrontare poi alcuni esponenti delle avanguardie, concentrarsi sull’arte italiana del ventennio e soprattutto sulle grandi personalità più o meno isolate e sensibili al “primitivismo” in tutte le sue forme e le sue sfaccettature, purché anticlassiche.

 

Mercoledì 5 giugno - ore 18.00

Edicola 518

Via Sant’Ercolano 42/A, Perugia

 

In caso di pioggia l'evento si terrà comunque, in un luogo al chiuso nelle vicinanze di Edicola 518.

Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze talmente diverse – a seconda che a rivolgervi il proprio sguardo fossero studiosi da un lato, o letterati e artisti dall’altro – da far parlare di due distinte Etrurie: una “scientifica”, che soprattutto dall’Ottocento e con gli importanti scavi di inizio Novecento ha assunto contorni sempre più precisi, e una “evocata”, immaginata, tanto favolosa quanto  irrecuperabile.È questa l’Etruria dei pittori e degli scultori: di Enrico Prampolini, che presta la sua matita d’avanguardista per una rivista a tema; di Arturo Martini, Massimo Campigli e Marino Marini, che, ognuno con accenti propri, arriveranno a rivendicare una vera e propria discendenza diretta; di artisti apparentemente lontani dal quel mondo, come il francese Edgar Degas e l’inglese Henry Moore; e di figure che battono territori considerati marginali come quello della ceramica, quali Gio Ponti e Roberto Sebastián Matta.Martina Corgnati si addentra in un lungo e articolato percorso che dalla fine del XIX secolo giunge fino alle soglie del XXI attraverso ibridazioni e riscritture del passato, tra suggestioni più o meno esplicite e riferimenti puntuali. Non mancano le incursioni nel dibattito letterario, particolarmente vivo nel nostro paese, dove un mito fondativo più autenticamente italico rispetto a quello greco o romano ha trovato da sempre un terreno fecondo. Attraverso il prisma del “fenomeno etruschi” si può così vedere l’arte del Novecento sotto una nuova luce, percorrendone i sentieri all’ombra di questo antico popolo.
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L'ombra lunga degli etruschi

Echi e suggestioni nell'arte del Novecento

Martina Corgnati

editore: Johan & Levi

pagine: 240 pagine

Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze
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