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L'AFFAIRE CAPA A MILANO | 19 SETTEMBRE - ORE 18.30

19 set 2019

Nell'ambito della mostra "MAGNUM’S FIRST. La prima mostra di Magnum" in corso al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano fino al 6 ottobre Andrea Pinotti e Silvana Turzio saranno protagonisti di una conversazione intorno al saggio di Vincent Lavoie L'affaire Capa. Processo a un'icona, un’indagine sulla verità in fotografia e sul valore probatorio delle immagini in tempi di fake news e manipolazioni digitali.

 

“MAGNUM’S FIRST” ripercorre la prima mostra del gruppo Magnum – “Gesicht der Zeit” – tenutasi tra il 1955 e il 1956 in cinque città austriache. Curiosamente, tutto il corpus di immagini venne dimenticato in una cantina di Innsbruck e ritrovato cinquant’anni dopo, nel 2006, ancora chiuso nelle sue casse. L’eccezionalità del ritrovamento, oltre a riportare d’attualità il patrimonio di immagini originali, offre la possibilità di rivedere la mostra esattamente così come era stata pensata, con opere di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa, Erich Lessing.

 

Giovedì 19 settembre - ore 18.30

Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Ingresso da corso di Porta Ticinese 95, Milano

 

Ingresso a 10,00 euro comprensivo dell’aperitivo al Bistrot e della visita alla mostra “MAGNUM’S FIRST. La prima mostra di Magnum”. In caso di pioggia la conferenza si terrà all’interno del museo.

Consigliata la prenotazione: info.biglietteria@museodiocesano.it

È il 1937 e la Spagna è dilaniata dalla guerra civile. A luglio un servizio della rivista Life traccia il funesto bilancio delle vite falciate in un anno di scontri e riproduce una fotografia destinata a fare il giro del mondo diventando un’icona dell’eroismo repubblicano: il Miliziano colpito a morte di Robert Capa. Lo scatto mette sotto gli occhi di tutti la morte in diretta di un combattente raggiunto in pieno volto da un proiettile nemico. Ma è davvero così? All’apice di un conflitto tanto radicalizzato sul piano ideologico, lo sguardo dei corrispondenti di guerra è necessariamente di parte.Dagli anni settanta tra i commentatori di quest’immagine s’insinua un sospetto e cominciano a emergere molti dubbi sulla sua veridicità. Si arriva addirittura a sostenere che sia il risultato di una vera e propria messinscena. L’opera che ha dato origine al mito del fotoreporter di guerra con la Leica al collo mentre si getta nella mischia sarebbe allora un falso? Si scatena così un vero e proprio “affaire Capa”, un processo a puntate al fotogiornalismo che vede accusatori e difensori coinvolti in un’accesa disputa sul luogo della tragedia, sull’identità del miliziano ucciso e sulla sequenza degli scatti realizzati. Il baricentro di tutte le argomentazioni avanzate dalle parti in causa è sempre l’autenticità, sacro requisito del fotogiornalismo.Con l’abilità di un investigatore Vincent Lavoie ricompone un mosaico di testimonianze dirette, ricerche documentali e perizie criminalistiche, ma anche di incongruenze, negativi falsificati e depistaggi. Un’indagine sulla verità in fotografia incisiva e avvincente che ripercorre le tappe di una controversia senza precedenti e che, in tempi di fake news e di reiterata manipolazione delle immagini, si rivela di una folgorante attualità.
Scopri

L'affaire Capa

Processo a un'icona

Vincent Lavoie

editore: Johan & Levi

pagine: 167 pagine

È il 1937 e la Spagna è dilaniata dalla guerra civile. A luglio un servizio della rivista Life traccia il funesto bilancio delle vite falciate in un anno di scontri e riproduce una fotografia destinata a fare il giro del mondo diventando un’icona dell’eroismo repubblicano: il Miliziano colpito a morte di Robert Capa. Lo scatto mette sotto gli
23,00

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