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L’OMBRA LUNGA DEGLI ETRUSCHI

9 lug 2018

Gli etruschi rappresentano uno dei grandi miti della nostra storia, e nei secoli l'attenzione per la loro cultura, e in particolare per la loro arte, si è riaccesa periodicamente – nel Seicento con la collezione di Cosimo II de' Medici, passando per le tappe del Grand Tour di inizio Ottocento e la nascita delle grandi collezioni, fino ad arrivare al Novecento con l'avvento dell'archeologia moderna e la nuova stagione di scavi e grandi ritrovamenti.

Martina Corgnati, storica dell'arte e curatrice, docente di Storia dell'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, focalizza l'attenzione sugli artisti che nel corso del xx secolo hanno ritrovato nel mondo etrusco, nelle sue forme, materiali e miti, un richiamo che ha condizionato il loro modo di fare arte – da Degas e Derain, passando per Martini, Carrà, Severini, Sironi, per arrivare a Chia, Paladino, Pomodoro e Pistoletto, tra gli altri.

Il volume non tralascia di approfondire come l'interesse per il tema etrusco non sia rimasta circoscritta all'ambito artistico ma sia entrata con forza anche nel più ampio dibattito letterario e culturale, coinvolgendo poeti, scrittori e registi.

 

Autore: Martina Corgnati

Collana: Saggistica

ISBN: 978-88-6010-184-6

Pagine: 272

Prezzo: 20,00 €

Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze talmente diverse – a seconda che a rivolgervi il proprio sguardo fossero studiosi da un lato, o letterati e artisti dall’altro – da far parlare di due distinte Etrurie: una “scientifica”, che soprattutto dall’Ottocento e con gli importanti scavi di inizio Novecento ha assunto contorni sempre più precisi, e una “evocata”, immaginata, tanto favolosa quanto  irrecuperabile.È questa l’Etruria dei pittori e degli scultori: di Enrico Prampolini, che presta la sua matita d’avanguardista per una rivista a tema; di Arturo Martini, Massimo Campigli e Marino Marini, che, ognuno con accenti propri, arriveranno a rivendicare una vera e propria discendenza diretta; di artisti apparentemente lontani dal quel mondo, come il francese Edgar Degas e l’inglese Henry Moore; e di figure che battono territori considerati marginali come quello della ceramica, quali Gio Ponti e Roberto Sebastián Matta.Martina Corgnati si addentra in un lungo e articolato percorso che dalla fine del XIX secolo giunge fino alle soglie del XXI attraverso ibridazioni e riscritture del passato, tra suggestioni più o meno esplicite e riferimenti puntuali. Non mancano le incursioni nel dibattito letterario, particolarmente vivo nel nostro paese, dove un mito fondativo più autenticamente italico rispetto a quello greco o romano ha trovato da sempre un terreno fecondo. Attraverso il prisma del “fenomeno etruschi” si può così vedere l’arte del Novecento sotto una nuova luce, percorrendone i sentieri all’ombra di questo antico popolo.
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L'ombra lunga degli etruschi

Echi e suggestioni nell'arte del Novecento

Martina Corgnati

editore: Johan & Levi

pagine: 240 pagine

Quello degli etruschi è un mito che ha sfidato i secoli. Dal Quattrocento, quando Leon Battista Alberti fu tra i primi a rivalutare l’ordine tuscanico, agli anni più recenti con le prime grandi mostre dedicate, l’interesse per questa enigmatica civiltà del passato non è mai venuto meno. Una passione che si è però nutrita di istanze
24,00

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