DIEGO RIVERA. LA MIA ARTE, LA MIA VITA
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DIEGO RIVERA. LA MIA ARTE, LA MIA VITA

23 feb 2017
DIEGO RIVERA. LA MIA ARTE, LA MIA VITA

In una coinvolgente narrazione in prima persona tra verità, esagerazioni e riscritture, Diego Rivera ripercorre una vita contrassegnata dal continuo fermento politico, artistico e sentimentale. L’artista racconta gli incontri con dittatori, presidenti e politici, le contestazioni dei murales per il Rockefeller Center e l’Hotel del Prado, le prime esperienze amorose, i matrimoni tempestosi con Lupe Marín e Frida Kahlo, le numerose amanti, i problemi di salute, i viaggi in Europa e negli Stati Uniti, gli esperimenti di cannibalismo e magia, il rapporto con la chiesa e il partito comunista.

Se la passione del racconto raggiunge l’apice nelle digressioni sulle sue opere e sulla sua filosofia artistica, dalla voce diretta di Rivera emergono l’uomo, il mito e l’artista e al lettore rimane il compito di decifrare la verità e trarre le proprie conclusioni. 

 

Collana: Biografie

ISBN: 978-88-6010-166-2

Pagine: 204

Immagini: 23 b/n e colore

Prezzo: 21,00 €

La mia arte, la mia vita
Mostro sacro del muralismo messicano, Diego Rivera è stato in realtà tante cose: sodale di Picasso, donnaiolo impenitente e amante vorace, fervido comunista ben presto espulso dal Partito e sedicente rivoluzionario dell’arte. Rievocando alcuni episodi salienti di questa sua storia personale, raccolta e trascritta dalla giornalista Gladys March, si rivela anche un narratore incapace di tenere a freno l’esuberante fantasia. Nella sua prosa, così come nella sua pittura, scorrono una travolgente passione per la vita e un’umanità multiforme: prostitute e rivoluzionari, politici corrotti e mecenati capitalisti, ma soprattutto la gente della propria terra, per la quale nutrirà sempre un amore profondo. Dopo i primi passi come pittore cubista in Europa, il ritorno in patria è vissuto infatti da Rivera come una rivelazione: il Messico, con i suoi colori infuocati e la sua luce intensa, le moltitudini gioiose al mercato e alle fiestas, gli si presenta come una fonte di incontenibile splendore. A cui attingerà al momento di ritrarre sulle enormi pareti degli edifici pubblici messicani la coscienza politica di un popolo, attraverso scene di schiavitù, di lotta sociale e immagini della cultura precolombiana, plasmando i tratti di quel muralismo che diventerà di lì a poco un movimento pittorico internazionale.L’autoritratto che si dipana sotto i nostri occhi assume via via i contorni di una confessione a cuore aperto, in cui l’autore non risparmia nessuno, men che meno se stesso. La sua versione dei fatti trova un controcanto nelle voci delle donne della sua vita – Angelina Beloff, Lupe Marín, Frida Kahlo, sposata per ben due volte, ed Emma Hurtado – raccolte in appendice. Giunto all’ultima pagina, al lettore non resta che chiedersi dove stia la verità su questo artista che è stato innanzitutto uno straordinario affabulatore o, nelle parole di Élie Faure, un creatore di miti, se non addirittura un mitomane.
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La mia arte, la mia vita

Diego Rivera

pagine: 204 pagine

Mostro sacro del muralismo messicano, Diego Rivera è stato in realtà tante cose: sodale di Picasso, donnaiolo impenitente e amante vorace, fervido comunista ben presto espulso dal Partito e sedicente rivoluzionario dell’arte. Rievocando alcuni episodi salienti di questa sua storia personale, raccolta e trascritta dalla giornalista Gladys March,
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