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Saggistica
Lewis Baltz

Scritti

A cura di Antonello Frongia
  • ISBN: 978-88-6010-117-4
  • Anno: 2014
  • Pagine: 176
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Prezzo: 16,00 €

Lucido protagonista della “nuova topografia” americana degli anni settanta, artista costantemente  impegnato a decostruire la politica dei luoghi e delle rappresentazioni, sin dai suoi esordi Lewis Baltz ha accompagnato alla ricerca visiva una meditata attività di scrittura critica e autocritica. Le riflessioni raccolte in questo volume illuminano da prospettive differenti la sua opera ultraquarantennale e il contesto transatlantico nel quale si è sviluppata: interventi che hanno affiancato le opere topografiche del primo periodo, narrazioni incorporate nei lavori testo-immagine della fine degli anni ottanta, ma anche una corposa serie di saggi dedicati ad alcuni tra i più importanti fotografi e artisti del Novecento. In questi ultimi l’ascolto dell’enigmatica materialità delle opere si fonde con un ragionare secco e disincantato sulla loro adeguatezza culturale e, infine, politica. Rientrano in tale filone gli scritti dedicati a Walker Evans, Edward Weston, Robert Adams, Michael Schmidt, Allan Sekula, Thomas Ruff e Jeff Wall, che in modi diversi interrogano le possibilità e i limiti delle pratiche fotografiche di stampo modernista; in alcuni passi affiorano inoltre circostanziati apprezzamenti di artisti come Krzysztof Wodiczko, Félix González-Torres, Barry Le Va, Chris Burden, James Turrell, Robert Irwin, John McLaughlin e Alessandro Laita, con i quali Baltz ha condiviso aspetti cruciali della ricerca e, in diversi casi, della propria biografia. ll volume, tuttavia, contiene anche considerazioni su temi di portata più generale, per esempio sul paesaggio o sulle città «nell’epoca del nulla di speciale».
Se il gelido silenzio dell’immaginario post-apocalittico di Baltz ha contribuito a depurare la fotografia degli ultimi trent’anni dalle opposte retoriche della denuncia e della rivelazione, la voce rauca e talvolta caustica di questi scritti continua a risuonare e a contaminare le presunte certezze su cui amano poggiare le istituzioni dell’arte e della fotografia.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Lewis Baltz (1945) è tra i maggiori esponenti della fotografia di derivazione concettuale diffusasi alla fine degli anni sessanta negli Stati Uniti e resa celebre nel 1975 dalla mostra “New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape”. Autore di opere che hanno cambiato il modo di pensare questo medium, come The Tract Houses (1969-1971), The New Industrial Parks near Irvine, California (1974), Park City (1978-1980), San Quentin Point (1981-1983) e Candlestick Point (1987-1989), negli anni ottanta Baltz si è trasferito in Europa dedicandosi esclusivamente a progetti site-specific, su commissione e in collaborazione con altri artisti.
Dal 2003 al 2013 è stato docente di arti visive presso la Facoltà di Design e arti dell’Università IUAV di Venezia. Vive e lavora a Parigi.

Introduzione – 12 settembre 2011 di Matthew S. Witkovsky


1. Note sulle recenti aree industriali nel Sud della California
2. Problemi di paesaggio
3. Il più americano dei fotografi
4. The New West
5. Note su Park City
6. Too Old to Rock, Too Young to Die. La fotografia americana degli anni settanta
7. Note su Waffenruhe
8. The Deaths in Newport
9. Limiti della città (ma è già stata usata questa definizione?)
10. Imparare dal Lussemburgo
11. Un futuro migliore
12. Il pittore della vita moderna
13. Pesci e sottomarini
14. Senza titolo: Félix González-Torres
15. Auf diese Dinge gibt es keine Antwort
16. What Does Possession Mean to You?
17. Un film su Kim Novak
18. Michelina
19. Tosca
20. Note su Thomas Ruff
21. Velocity Piece #2 (Impact Run), Barry Le Va
22. Migropolis
23. Incontri con uomini straordinari: John McLaughlin
24. Note su Alessandro Laita
25. Guerra, pace ecc.
26. La città e il suo doppio
27. Osceno

28. L’inferno in terra: rappresentazioni distopiche all’epoca del nulla di speciale
29. Il sacco di Venezia


Fonti e note a cura di Chris Balaschak


Postfazione – Il visibile e l’altrove: le parole di Lewis Baltz
di Antonello Frongia

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