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Paola Nicolin

She

La figura femminile nel lavoro di Adrian Paci

  • ISBN: 978-88-6010-125-9
  • Anno: 2014
  • Pagine: 86
  • Formato: 12 x 18 cm
  • Illustrazioni: 22
  • Prezzo: 8,00 €

Con le sue opere, Adrian Paci costruisce racconti per immagini che fondono l’unicità dell’esperienza quotidiana con la storia della pittura, del cinema e della letteratura. Il suo lavoro è una riflessione su temi come la perdita, il movimento delle persone nello spazio, l’abbandono della propria terra e la ricerca di un altrove umano e geografico. Paci utilizza la fotografia, la scultura e il video servendosi di tecniche e materiali diversi, raggiungendo così una notevole libertà di espressione e stile.

Sullo sfondo di queste narrazioni è spesso inserita o semplicemente evocata, la presenza di una o più figure femminili che paiono essere meno protagoniste della scena e più depositarie di un mistero che l’artista non svela. Ma qual è il ruolo della figura femminile in quest’affascinante epos visiva?

SHE nasce dal desiderio di approfondire questo aspetto della ricerca di Paci attraverso l’analisi di alcune opere scelte in relazione al tema. Il libro, arricchito da un inedito e originale intervento dell’artista, è il risultato del confronto tra Paci e Paola Nicolin, occasione per ragionare sulla presenza, visibile o invisibile, della figura femminile che dà consistenza umana alla narrazione: alla donna è spesso affidato il compito di essere la depositaria della memoria, delle tradizioni, di essere il perno attorno al quale ruota l’intreccio degli episodi umani che concorrono alla costruzione di un’identità inesorabilmente in transito, l’alternanza tra crisi, alienazione, abbandoni e ritorni cui è sottoposta la vita di tutti noi.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Approfondimenti

Paola Nicolin (1976), storica dell’arte contemporanea, insegna Arti visive all’Università Bocconi di Milano e all’attività di ricerca affianca una pratica critica e curatoriale. Dal 2007 al 2011 è stata art editor della rivista Abitare. Autrice di Palais de Tokyo (2006), Castelli di Carte. La XIVTriennale, Milano 1968 (2011) e Being Cattelan (2011), ha lavorato per istituzioni museali e partecipato a seminari e conferenze in università italiane e straniere, pubblicando regolarmente saggi e articoli in cataloghi e riviste quali Artforum, Domus, Artpress, Log, Manifesta Journal, Flash Art, Mousse, Kaleidoscope.

 

Adrian Paci, nato nel 1969 a Scutari (Albania), si laurea all'Accademia di belle arti di Tirana e nel 1997 si trasferisce a Milano, dove tutt’oggi vive e lavora. Nelle sue opere utilizza mezzi espressivi quali il video, l’installazione, la scultura, la pittura e la fotografia per riflettere sul tema della dislocazione e sulla condizione esistenziale che ne deriva: la perdita e la riscoperta delle proprie origini. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali presso istituzioni internazionali tra cui: il MAC - Musée d’Art Contemporain di Montréal (2014), il Jeu de Paume di Parigi (2013), la National Gallery of Kosovo, Priština
(2012), il Kunsthaus di Zurigo (2010), il CCA di Tel Aviv (2009), la Galleria Civica di Modena (2006), il ps1 di New York e il Contemporary Arts Museum di Houston (2005). Ha partecipato inoltre alla Biennale di Venezia (1999 e 2005), a quella di Sydney (2006), alla Quadriennale di Roma (2008), dove ha vinto il primo premio, alla Biennale di Lione (2009) e a quella di Salonicco (2013). Paci rappresenterà l’Albania alla prossima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia (2014).

Prefazione
La figura femminile nel lavoro di Adrian Paci
She
Rito
Corpo vs storytelling
Esodo e ritorno


Opere
Adrian Paci


Didascalie e crediti delle immagini

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