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Le teorie di Kracauer, Benjamin e Adorno

  • Autore: Miriam Bratu Hansen
  • Anno: 2013
  • Pagine: 416
  • Prezzo: 38,00 €
  • ISBN: 978-88-6010-087-0
  • Formato: 15,5 x 23 cm

A partire dagli anni novanta i cosiddetti cinema studies hanno subito una tale proliferazione da diventare una vera e propria disciplina accademica. Attualmente, però, il loro oggetto d’indagine sembra dissolversi sempre di più in un flusso di mutevole, globale e globalizzante, cultura dell’immagine: audiovisiva, elettronica, digitale e web.
Miriam Bratu Hansen ricomincia dal principio, ovvero dalla perspicace critica della modernità operata da tre pilastri dell’estetica del Novecento – Kracauer, Benjamin e Adorno – incentrata proprio su questo media: non su ciò che il cinema è, ma su quello che fa, ovvero la particolare esperienza sensoriale e mimetica che esso rende possibile negli spettatori. A cominciare, per esempio, dai cartoni animati di Mickey Mouse, così popolari, diceva Benjamin, per il «semplice fatto che il pubblico riconosce in essi la propria vita». Non un’ontologia del cinema, dunque, ma un tentativo di comprensione, sebbene con prospettive e modalità differenti, del suo ruolo all’interno della modernità in evoluzione. I film, infatti, contribuiscono in maniera sostanziale alla riconfigurazione dell’esperienza intesa nel suo senso più pieno di Erfahrung, ovvero come vita quotidiana, rapporti sociali e lavorativi, economia e politica.
Nonostante il competitivo ambiente mediatico in cui è inserito, il cinema è comunque sopravvissuto, si è adattato e trasformato. La recente apertura della frontiera del digitale e il necessario ripensamento di dispositivi e categorie filmiche fondamentali come il movimento e l’animazione lanciano una nuova sfida, che però non è una minaccia: dopo aver fatto «saltare con la dinamite dei decimi di secondo questo mondo simile a un carcere», il cinema potrebbe riaprire capitoli dell’estetica apparentemente chiusi e riattualizzarli.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Approfondimenti

Miriam Bratu Hansen (1949-2011) è stata una delle fondatrici dei cinema studies. Nata in Germania, ha studiato a Francoforte con Habermas e Adorno per poi trasferirsi negli Stati Uniti. Nel 1990 è approdata alla Chicago University, dove ha aperto il dipartimento di Cinema e Studi sui Media insegnando fino alla sua scomparsa. Oltre alle importanti collaborazioni con Alexander Kluge, ha scritto innumerevoli saggi sulla storia del cinema e sulla teoria del film.

Prefazione
Ringraziamenti
Fonti

Kracauer
1. Il cinema, medium di un mondo che si disintegra
1.1 Verso un materialismo modernista
1.2 La fotografia e il Vabanque-Spiel della storia
2. Un curioso americanismo
2.1 La massa come ornamento e come pubblico
2.2 Cultura di massa, classe, soggettività
2.3 Modernità in competizione, possibilità che si riducono

Benjamin
3. Attualità, antinomie
3.1 Il saggio sull’opera d’arte: strategie testuali, infortuni concettuali
3.2 Masse, distrazione
4. Aura: l’appropriazione di un concetto
4.1 L’aura in senso lato
4.2 L’arte auratica, la bella apparenza
4.3 L’aura, l’immagine primordiale, la coscienza onirica
4.4 Incontri auratici con il Sé, proficua autoestraniazione
5. Scambiare la luna per una palla
5.1 L’innervazione
5.2 La facoltà mimetica
5.3 L’inconscio ottico
6. Micky-Maus
6.1 Il riso collettivo: terapia e terrore
6.2 Una favola modernista
6.3 La creatura ibrida: “scardinare la teleologia della natura”
6.4 Eccesso e addomesticamento
7. La forma ludica della seconda natura
7.1 Spiel e teoria del gioco
7.2 Lo spazio di gioco, la seconda tecnica, la ripetibilità
7.3 Antinomie del gioco

Adorno
8. La questione dell’estetica cinematografica
8.1 Tecnica e tecnologia
8.2 Trasparenze
8.3 Immagine/scrittura
8.4 Bellezza naturale, carattere linguistico
8.5 Movimento, tempo, musica

Kracauer in esilio
9. Teoria del film
9.1 Marsiglia-New York
9.2 Cinema come anticamera della storia

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