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Yayoi Kusama

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La mia autobiografia

  • ISBN: 978-88-6010-099-3
  • Anno: 2013
  • Pagine: 160
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Illustrazioni: 37 b/n
  • Prezzo: 19,00 €

Un mare color argento di sfere riflettenti, distese smisurate di candidi falli, una proliferazione di pois che tracimano dalle tele fino a invadere l’intera stanza. Al centro, inghiottita dalla sua stessa arte, una minuta giapponese dai capelli neri come la pece, Yayoi Kusama.
Nata a Matsumoto nel 1929 da una famiglia tradizionalista, appena può la piccola Yayoi fugge nelle piantagioni del nonno materno dove, tra nuvole di malvarosa, si abbandona alle più stravaganti visioni che poi fissa su tela. La pittura è l’unico sollievo ai precoci patimenti esistenziali, e Yayoi è decisa a coltivarla fino in fondo, a costo di porre un intero oceano tra sé e chi cerca di impedirglielo. Sbarcata ventottenne a New York, l’inferno in terra, ancora una volta è l’arte a salvarla: supera la povertà e i ripetuti collassi nervosi esorcizzando le proprie fobie con i celebri Infinity Nets e le soft sculptures.
Dall’arte “psicosomatica” alle folli performance con orge e partouzes il passo è breve: sul finire degli anni sessanta Yayoi cavalca lo tsunami hippie e i Kusama Happenings diventano gli eventi clou della rivoluzione pacifista. «Preferisci la guerra o il sesso libero?» chiede a un agente la sacerdotessa dei pois. I suoi proseliti la chiamano sister, “monaca”, perché – al contrario di quanto pensano i suoi scandalizzati compatrioti – lei dirige le danze, ma non partecipa. Il sesso, infatti, le fa letteralmente orrore. Ben più della morte, che in fondo, come diceva il suo amico Joseph Cornell, «è come spostarsi nella stanza accanto».
Raccontate in prima persona con spiazzante sincerità e ricche di momenti autenticamente comici, queste pagine ricostruiscono la parabola di una delle personalità più eccentriche, ambivalenti e incantevoli che l’arte giapponese abbia mai conosciuto.

  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Prologo

1. A New York. Il mio debutto come artista d’avanguardia (1957-1966)
Una folle partenza
New York, l’inferno in terra
All’attacco con una singola goccia
Il grande successo del mio debutto newyorkese
Soft sculptures di forma fallica
Creare e obliterare
Lungo un’autostrada infinita

2. Prima di lasciare il mio paese. La presa di coscienza della mia personalità artistica (1929-1957)
La voce delle violette
Avanti e indietro tra realtà e illusione
Faccia a faccia con una zucca
Invece di Parigi, Tokyo
Il carteggio con O’Keeffe
E lo spirito si separa dal corpo
Verso un mondo libero e vasto

3. Regina del pacifismo. Istigatrice di performance d’avanguardia (1967-1974)
Nell’occhio del ciclone hippie
Il sesso a New York
Il potenziale creativo di un corpo nudo
Body Painting Happenings in tutta Europa
La sacerdotessa dei pois
Dal Way-Out Dress ai musical
Body Paint Enterprises
Gli anni sessanta: la grande svolta
In Giappone dopo tredici anni
L’immutabile società maschilista giapponese
Sbattuta dentro in piena notte

4. I miei incontri, i miei amori. Georgia O’Keeffe, Joseph Cornell, Andy Warhol e altri ancora
Georgia O’Keeffe. La mia prima benefattrice, la più importante
L’influenza del nihonga su O’Keeffe
Joseph Cornell. Incontro con uno sconosciuto
Un’infinita persecuzione d’amore
Pura misantropia
La giovinezza con sua madre e il fratello invalido
L’ultima fatale telefonata
Un’arte che avvicini a Dio
Donald Judd. Incontro tra poveri
Il leader del Minimalismo
Andy Warhol, David Smith, Herbert Read
Andy, mio buon rivale
Smith, il generoso
Read, l’aristocratico inglese
Gottlieb, il gentile

5. Ritorno in Giappone. Yayoi Kusama: dal Giappone al mondo (1975-2002)
Le differenze tra il Giappone e New York
L’arcano paesaggio innevato della mia infanzia
Grandi artisti
Ritrovare la lingua giapponese
Per qualcuno che ci sarà tra cent’anni
Un modello di pensiero per la crescita culturale del mio paese
Kusama Renaissance
Produrre arte che duri in eterno

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