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Saggistica
Clement Greenberg

L’avventura del modernismo

Antologia critica

A cura di Giuseppe di Salvatore - Luigi Fassi
  • ISBN: 978-88-6010-037-5
  • Anno: 2011
  • Pagine: 448
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Prezzo: 35,00 €

Questo volume offre la più ampia raccolta italiana di scritti di Clement Greenberg (1909-1994), autore indispensabile per chiunque si interessi all’epoca carica di rivoluzioni formali che dalla fine dell’Ottocento in poi vede il rapido succedersi delle avanguardie artistiche.
Figura fra le più influenti e controverse della critica d’arte americana del Novecento, Greenberg assiste al declino dell’illusionismo tridimensionale della pittura da cavalletto e testimonia il progressivo affermarsi dell’astrattismo, fino al traguardo della piattezza radicale che è per lui cifra del modernismo. Tra i primi a intuire il valore dirompente della pittura di Jackson Pollock e degli espressionisti astratti americani, egli sdogana successivamente gli esponenti della Post-painterly Abstraction, tra cui Morris Louis e Kenneth Noland. Con un corpus di oltre trecento scritti, il magistero critico militante di Greenberg attraversa più di quarant’anni di nuova arte americana, contribuendo in modo decisivo a spostare il baricentro dell’arte mondiale da Parigi a New York.
La selezione dei testi qui proposti è volta a sottolineare l’impronta europea del pensiero critico di Greenberg. La matrice kantiana, quella trotskista, ma anche quella italiana proveniente da Benedetto Croce e Lionello Venturi, delineano il profilo di un critico che ha saputo scandagliare in modo esemplare le vicende del modernismo nelle arti visive rivendicandone i valori di oggettività. A un’acuta analisi socio-culturale del fenomeno della massificazione della cultura e delle sue conseguenze sociali, Greenberg accosta questioni a lungo dibattute come quelle del bello e della qualità, dei valori oggettivi in arte, mosso dal bisogno impellente di opporre un fronte di resistenza al degrado del kitsch e dell’accademismo.
Tuttora oggetto di diatribe e indiscusso promotore dell’arte americana, Greenberg rimane un interprete di primo piano del modernismo.
A più di quindici anni dalla morte, il suo lascito è imprescindibile per orientarsi nel complesso panorama artistico della seconda metà del xx secolo.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Luigi Fassi si è laureato all’Università di Torino nel 2003 in Filosofia Morale. Conseguito un Master in Museologia presso l’Università di Torino, lavora come critico d’arte e curatore freelance. Nel 2006 è stato guest curator presso il Frame Finish Fund for Art Exchange di Helsinki (Finlandia) e, successivamente, Helena Rubinstein Curatorial Fellow al Whitney Museum of American Art ISP di New York. Attualmente Direttore artistico dell’ar/ge Kunst Museum di Bolzano, ha lavorato come curatore indipendente per la Fondazione Morra Greco di Napoli e per il Museo d’arte contemporanea di Malmo (Svezia). Ha all’attivo numerosi interventi critici in cataloghi e monografie ed è corrispondente per Flash Art (Milano) e Art Asia Pacific (New York).

Giuseppe Di Salvatore si è laureato in filosofia all’Università di Roma “La Sapienza” nel 2002 con una tesi sulla fenomenologia francese. Ottenuto un master in Filosofia della persona all’Università di Ginevra, ha conseguito il dottorato all’Università di Roma “Tor Vergata” nel 2007 con una tesi sul rapporto tra intenzionalità e agire. Conduce attualmente una ricerca in filosofia del linguaggio all’Università di Ginevra e collabora alle attività seminariali degli Archives Husserl di Parigi. Ha lavorato per la redazione delle voci della nuova edizione dell’Enciclopedia Filosofica presso Bompiani, 2006.

Prefazione - Greenberg for Italians di Caroline A. Jones
Introduzione - di Giuseppe Di Salvatore e Luigi Fassi

1 parte prima - Posizioni teoriche
Introduzione alla Parte prima
1.1 Avanguardia e kitsch
1.2 Verso un più nuovo Laocoonte
1.3 Arte astratta
1.4 Recensione di una mostra di Hans Hofmann e un riesame delle teorie di Mondrian
1.5 L’anello mancante: recensione di Saggio sull’uomo di Ernst Cassirer
1.6 Sul guardare i quadri: recensione di Paintings and Painters: How to Look at a Picture: From Giotto to Chagall di Lionello Venturi
1.7 Lettera al direttore di The Nation
1.8 La crisi della pittura da cavalletto
1.9 Irrilevanza versus irresponsabilità
1.10 Il ruolo della natura nella pittura modernista
1.11 La nuova scultura
1.12 La religione e gli intellettuali: un simposio
1.13 Astratto e figurativo
1.14 Introduzione a una mostra di Barnett Newman
1.15 Le ragioni dell’arte astratta
1.16 Pittura modernista
1.17 L’identità dell’arte
1.18 Lagnanze di un critico d’arte
1.19 Necessità del “formalismo”
1.20 Il gusto può essere oggettivo?

2 parte seconda - Greenberg critico dell’arte moderna
Introduzione alla Parte seconda
2.1 Recensione di mostre di Joan Miró, Fernand Léger e Wassily Kandinsky
2.2 Seurat, scienza e arte: recensione di Georges Seurat di John Rewald
2.3 Recensione delle mostre di Joan Miró e di André Masson
2.4 Pittura surrealista
2.5 Le attuali prospettive della pittura e della scultura americana
2.6 La situazione attuale
2.7 La necessità degli antichi maestri
2.8 Lo stile del nostro periodo
2.9 L’ibridismo della scultura moderna
2.10 Gli antichissimi maestri
2.11 La pittura “di tipo americano”
2.12 Recensione di Four Steps Toward Modern Art di Lionello Venturi
2.13 Il prezzo di mercato di Jackson Pollock va alle stelle

3 parte terza - Analisi sociale e contesto culturale
Introduzione alla Parte terza
3.1 L’Opera del mendicante. Dopo Marx: recensione dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht
3.2 Uno sguardo dall’America
3.3 America, America!: recensione di The Mind’s Geography di George Zabriskie e The Poem of Bunker Hill di Harry Brown
3.4 Risposta a “Un’inchiesta sul materialismo dialettico”
3.5 Il Dickens ebreo: recensione di The World of Sholom Aleichem di Maurice Samuel
3.6 Sotto i quaranta: un simposio sulla letteratura americana e la giovane generazione di ebrei americani
3.7 La Federation of Modern Painters and Sculptors e il Museum of Modern Art
3.8 Lettera al direttore di Politics
3.9 Eliot e le nozioni di cultura: una discussione
3.10 Recensione del balletto Dim Luster di Anthony Tudor
3.11 Lettera al direttore di The Nation
3.12 “Americanismo” fuori posto: recensione di Preface to an American Philosophy of Art di A. Philip McMahon
3.13 Jean Dubuffet e l’Esistenzialismo francese
3.14 Una martire della bohème: recensione di Out of This Century di Peggy Guggenheim
3.15 Recensione della mostra annuale del Whitney Museum
3.16 Valéry, l’essenza dell’uomo di lettere: recensione di Sguardi sul mondo attuale di Paul Valéry
3.17 Lo stato della scrittura in America, 1948: un simposio
3.18 Il mercato newyorkese per l’arte americana
3.19 La condizione critica della nostra cultura
3.20 L’ebraicità di Franz Kafka: alcune fonti della sua particolare visione
3.21 Stereotipi americani: recensione di Cousins and Strangers a cura di S. Gorley Putt

4 parte quarta - L’ultimo Greenberg
Introduzione alla Parte quarta
4.1 Recensione di una mostra di Joseph Cornell e Laurence Vail
4.2 Uno scambio critico con Thomas Hess su Art and Culture
4.3 La “crisi” dell’arte astratta
4.4 Astrazione post-pittorica
4.5 L’America passa alla guida, 1945-1965
4.6 La scultura recente
4.7 Pose avanguardiste: la nuova arte negli anni sessanta
4.8 Controavanguardia
4.9 Seminario n. 6
4.10 Moderno e postmoderno
4.11 Affrontare la decadenza
4.12 Arte e cultura
4.13 Risposta a “New York negli anni ottanta”

5 annessi - Scritti biografici
5.1 Dichiarazione autobiografica
5.2 Una conversazione con Clement Greenberg in tre parti

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