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Ai Weiwei

Il Blog

Scritti, interviste, invettive 2006-2009

A cura di Stefano Chiodi
  • ISBN: 978-88-6010-063-4
  • Anno: 2012
  • Pagine: 392
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Illustrazioni: 57 b/n
  • Prezzo: 20,00 €

Iniziato nel 2006 e chiuso d’autorità tre anni dopo, il blog dell’artista e architetto Ai Weiwei si è imposto all’attenzione internazionale come una delle testimonianze culturali e politiche più coraggiose della Cina contemporanea. Critico implacabile del potere, nel solco della tradizione degli “intellettuali pubblici” del Novecento, Ai ha ripreso nei suoi scritti le rivendicazioni di pluralismo soffocate nel sangue a piazza Tienanmen nel 1989, usando internet per denunciare le conseguenze materiali e morali ‒ occultate dalla propaganda di regime ‒ del modello di sviluppo cinese: la mancanza di diritti politici, il feroce sfruttamento del lavoro, la distruzione dell’ambiente e della memoria storica, la repressione violenta delle minoranze, l’arroganza impunita dei ricchi e dei potenti, il rigido controllo dell’opinione pubblica. Sfidando la censura, Ai Weiwei ha creato un’inedita forma di resistenza civile e culturale: nei suoi post si alternano critica e denuncia, si discutono le ultime novità artistiche, si additano impietosamente le ipocrisie ufficiali, si mettono a nudo con umorismo e forza polemica le menzogne, il cinismo, la rassegnazione indotti da un potere che tra paternalismo e mano dura mantiene i propri cittadini in un’eterna infanzia nella quale i riti consumistici hanno sostituito la mobilitazione permanente dell’epoca di Mao.
Il blog di Ai Weiwei ora tradotto in italiano rappresenta anche una prova della forza di resistenza dell’arte, una scommessa sulla sua capacità rigeneratrice. Rinnovando l’impulso dell’avanguardia moderna, il diario digitale di Ai diventa un dispositivo di mobilitazione collettiva, una “scultura sociale” che oltrepassa i confini della creatività tradizionale per sollecitare domande urgenti sul ruolo e sulla responsabilità dell’artista, degli spettatori, di tutti noi. Una scultura viva, un agente di trasformazione del mondo grazie al quale la dimensione della moltitudine che caratterizza il nostro campo sociale può acquistare autoconsapevolezza e scoprire la propria forza, ritrovando il valore essenziale della verità e con esso la possibilità di un tempo e di uno spazio diversi, a misura di un’umanità più completa, e più libera.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Stefano Chiodi è storico e critico d’arte. Insegna Storia dell’arte contemporanea al DAMS dell’Università Roma Tre e all’Accademia di belle arti di Macerata e scrive su Il manifesto, alfabeta2 ed è contributore e socio fondatore di “doppiozero”. Tra i suoi libri La bellezza difficile (2008), Spazio (con D. Dardi, 2010), catalogo di apertura del MAXXI di Roma; Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito (2009); Achille Bonito Oliva, Il territorio magico (2009); Le funzioni del museo (2009); Franco Cordelli, Il poeta postumo (2008); annisettanta (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); mostre in musei e gallerie, convegni e programmi per Radio3 RAI.

Prefazione di Lee Ambrozy
Introduzione di Lee Ambrozy


Testi del 2006
Problemi degli architetti stranieri che lavorano in uno studio di architettura cinese
Architettura e spazio
Fotografia
Sull’architettura
L’arte contemporanea cinese nel dilemma della transizione
Sulla fotografia
Chi sei tu?
La strada più lunga
La loro città
La città di N
Il Suojia Village a Pechino
Il posto sbagliato, il momento giusto
Pensieri dispersi nell’aria
Un angolo retto: Liu Xiaodong
Della polvere che si posa quieta
Frammenti
Un mondo senza onore
Ieri mi sono tagliato i capelli
Qui e adesso
Le città e l’architettura ideali non esistono
Appena non stai attento… incontro con l’idiozia in un giorno d’estate
Un percorso verso un luogo sconosciuto
Una maledizione per Zuzhou
Architettura ordinaria
L’ostinazione di Ar Chang
Un computer che vale “svariate centinaia di milioni” e un cervello senza valore
Una strada senza fine
L’ignoranza e l’ipocrisia vincono sempre
Perché sono un ipocrita
Il Popolo, la luna, Zidane e altro
Alcuni pensieri sulle città future
Lasciando che i nostri errori ci buttino giù
Conseguenze post-traumatiche
Orientamento spirituale e possibilità di esistenza
Super Lights: Yan Lei e la sua opera
Scarpe di stoffa
Imprecazioni familiari
Cose spregevoli
Bile di orso vivo
Mondi differenti, sogni differenti
Ipnosi e realtà in frammenti: Li Songsong
Documentando l’“io” non familiare e il “non-io”: Rongrong & inri
Credenze diffuse
La fondazione etica della giustizia

Testi del 2007
La vita, il crimine e la morte
Standard e burle
A remi sul Bund: Wang Xingwei
Fiducia eternamente perduta
Il massacro dei cani a Wan Chuan
Una “fiaba” diventa un’opera d’arte
Festa della nazione
Andy Warhol
Designatum
Alcuni numeri anomali

Testi del 2008
Allucinazioni e “inalare veleni”
Non abbiamo niente
Schermi tremolanti
Una parola di ringraziamento
Leggero come una piuma
Lo spazio fra la realtà e gli ideali: Zhao Zhao
Divinazione e democrazia
Cordoglio
Festa silenziosa
Sacrificio
Sanzione karmica per il karma
La scelta del professor Fan e l’etica del ministero della Pubblica istruzione
Non ci pensate nemmeno
Tigri di carta e cacciatori di carta
Incendi e devastazioni
Yang Jia, il tipo eccentrico e asociale
Sul Nido d’uccello
Continue sorprese
Castelli in aria
“Fare flessioni”
Processo pubblico
Il processo
Virus olimpico
La nazione ha una lista?
Per chiudere la cerimonia d’apertura
Il Comitato olimpico
Obama
Quella Liu Yaling
Perché la violenza?
Uccidete, ma non in nome della giustizia
Le stronzate sono gratis
Stimolando l’introspezione nazionale

Testi del 2009
Ideali shanzhai
Accuse ingiuste, punizioni eccessive
Tassa sulle stronzate
Due battute
Sicurezza, faccia, una scarpa
La Televisione centrale sta bruciando
Senza cuore
La Televisione centrale ha ispirato la Cina
In ogni caso, cos’è la Televisione centrale?
I miei saluti alle vostre madri
Indagine dei cittadini
Lettera di una mamma del Beichuan
Ospiti da ogni angolo della Terra
Giorno della vera rinascita nazionale
In questi giorni non riesco a credere a nessuna delle cose che dite
Cittadino paranoico
Giorno della memoria
Come abbiamo potuto regredire fino a questo punto?
“Bollitori di riso” di pubblica sicurezza
Non fatevi illusioni su di me
Sono pronto
Lasciateci dimenticare
Se non siete anti-Cina, siete ancora umani?
Boicottate Internet il 1° luglio, non trovate scuse, non calcolate i guadagni o le perdite
140 caratteri
Proprio non riesco a crederci

Epilogo

Scultura sociale di Stefano Chiodi

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