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Saggistica
Marco Meneguzzo

Breve storia della globalizzazione in arte

(e delle sue conseguenze)

  • ISBN: 978-88-6010-028-3
  • Anno: 2012
  • Pagine: 176
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Prezzo: 16,00 €

Da almeno un decennio il sistema dell’arte occidentale deve far fronte all’avanzata, sullo scacchiere mondiale, di nuovi soggetti che minacciano di imporre regole diverse, più congeniali ai loro mercati. Una svolta radicale negli equilibri si respirava già negli anni ottanta, quando l’arte è diventata un’opportunità economica dai potenziali globali. Grazie a linguaggi accessibili a tutti, il Postmodernismo ha conquistato un pubblico sempre più vasto, prosperando verso territori sconfinati: la febbrile impennata del desiderio di arte contemporanea ha preparato il terreno all’ascesa dell’opera a status symbol e ha allargato l’orizzonte a paesi come Cina, Russia e India in cerca di riconoscimenti nel consesso occidentale.
L’euforia di quegli anni si è presto smorzata nell’attuale clima di incertezza causato dallo sfaldamento del vecchio assetto e dall’esautorazione delle sue componenti, quella intellettuale (il critico, che legittimava le pratiche artistiche) e quella istituzionale (il museo, che le consacrava per la posterità). Oggi a decretare il successo è lo spirito speculativo – in tutti i sensi – dei nuovi protagonisti che, con l’abilità di chi manovra grossi capitali, fanno il bello e il cattivo tempo nel circuito chiuso galleria-collezionista-casa d’aste-museo. Perfino l’artista, un tempo motore del sistema, rischia di essere ridotto a mero ingranaggio. Cosciente del contesto in cui opera, ha saputo assecondare il depauperamento indotto dalla globalizzazione: se in passato mirava all’innovazione, oggi aderisce a standard linguistici immediatamente riconoscibili in ogni angolo del mondo.
Con un approccio storico volto a scandagliare il passato per cogliere le complesse trasformazioni in atto, Marco Meneguzzo individua lo spartiacque tra il prima e il dopo, cioè tra un’arte come fatto esclusivo ed elitario e un’arte come fenomeno popolare e globalizzato. Un breve saggio di ampio respiro per comprendere il tempo che stiamo vivendo e quello che ci aspetta: un futuro in bilico tra un mutamento soffice del sistema dell’arte (e della stessa concezione di arte) e una sua variante apocalittica.

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Marco Meneguzzo (1954) vive a Milano, è critico d’arte, curatore indipendente e docente alla Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove insegna “Storia dell’arte contemporanea” e “Museologia e gestione dei sistemi espositivi”. Come “free lance”, ha organizzato più di cento mostre d’arte contemporanea e moderna, e pubblicato saggi inerenti soprattutto il sistema dell’arte contemporanea. Fra le più recenti pubblicazioni La forma del mondo/la fine del mondo (2000), Il Novecento/II (2005), La scultura italiana del XX secolo (2005), Anni 80. Il trionfo della pittura (2009). Attualmente collabora continuativamente alla pagina d’arte del quotidiano Avvenire, alla rivista italiana Arte, ed è uno dei corrispondenti dell’americana Artforum. Nel corso dell’ultimo decennio – accanto alla produzione di mostre e di saggi - ha viaggiato ripetutamente in Cina, India e Russia, per conoscere la situazione degli artisti e del sistema dell’arte nei cosiddetti paesi emergenti.

Parte prima. Il canone occidentale

1. L’arte è una faccenda occidentale?
2. Gli anni ottanta: il turning point

Parte seconda. Nuovi soggetti
3. Perché cercare nuovi soggetti
4. Dove cercarli: una geopolitica culturale
5. L’Occidente incontra la Cina
6. La Cina incontra l’Occidente
7. Contraddizioni indiane
8. Il luogo dei luoghi: internet

Parte terza. Nuovi concetti
9. Echi degli anni ottanta
10. Il concetto di arte alla prova della globalizzazione
11. Estremismo, malattia infantile/senile del consumismo

Parte quarta. Uno scenario possibile
12. La variabile soffice
13. L’ipotesi apocalittica

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