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Parole e immagini

Joachim Schmid e le fotografie degli altri

A cura di Roberta Valtorta
  • ISBN: 978-88-6010-094-8
  • Anno: 2012
  • Pagine: 88
  • Formato: 16,5 x 24 cm
  • Illustrazioni: 41 b/n e colore
  • Prezzo: 14,00 €

Joachim Schmid (Balingen, 1955), paradossalmente soprannominato “il fotografo che non fotografa”, lavora con la fotografia dai primi anni ottanta senza produrre alcuna immagine propria. «Nessuna nuova
fotografia finché non siano state utilizzate quelle già esistenti!» ha infatti dichiarato nel 1989 in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’invenzione di questo mezzo espressivo, un principio a cui è rimasto fedele fino a oggi.
In un’odierna “civiltà dell’immagine” caratterizzata da una crescente proliferazione di fotografie, ai limiti dell’assuefazione e del non-senso, Schmid ha deciso di sospendere la produzione e di limitarsi a cercare, raccogliere e riutilizzare fotografie già esistenti e scattate da altri. Un materiale sconfinato che include anche figurine, inviti di mostre, manifesti, cartoline, immagini trovate ai mercatini delle pulci o negli archivi, immagini scaricate da siti Internet e social network. L’artista tedesco le preleva dal grande flusso della comunicazione contemporanea, le archivia, se ne appropria, le associa tra loro, talvolta manipolandole, in cerca di nuovi possibili significati.
Collezionista, entusiasta del riciclaggio, catalogatore ed ecologista piuttosto che fotografo, dunque, Schmid ha lasciato il segno nel dibattito teorico in merito a questo mezzo espressivo fondendo nella sua posizione due temi fondamentali dell’arte contemporanea: da un lato l’idea del readymade duchampiano, dall’altra quella della “morte dell’autore” formulata da Roland Barthes. Avendo indagato tutte le pratiche fotografiche diffuse a livello di massa e tutti i diversi linguaggi a esse connessi, Joachim Schmid è probabilmente la persona che negli ultimi decenni ha visto, ma soprattutto utilizzato, più immagini di ogni altro uomo al mondo. E così il suo nuovo, ironico motto oggi è: «Per favore non smettete di fotografare».

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa

Roberta Valtorta - Direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Milano Mark Durden - Professore di Fotografia alla University of Wales, Newport John Weber - Direttore dell’Institute of Arts and Sciences alla University of California di Santa Cruz Simone Menegoi - Critico e curatore Franco Vaccari - Artista e teorico della fotografia Joan Fontcuberta - Artista, curatore e docente

 

Piccola introduzione a Joachim Schmid e al tema del riutilizzo delle immagini

Roberta Valtorta

Dalla strada alla rete: l’estetica trasgressiva di Joachim Schmid

Mark Durden

Il fotografo elettronico siamo noi

John S. Weber

Attualità dell’opera di Joachim Schmid

Simone Menegoi

Bilderbuch 1.1

Joachim Schmid

Lumpenphotographie

Franco Vaccari

Domando le immagini infuriate

Joan Fontcuberta

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