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Un sogno fatto a Milano

Dialoghi con Orhan Pamuk intorno alla poetica del museo

  • A cura di: Laura Lombardi, Massimiliano Rossi
  • Anno: 2018
  • Pagine: 200
  • Prezzo: 30,00 €
  • ISBN: 978-88-6010-208-9
  • Formato: 16,5 x 24 cm
  • Illustrazioni: 150 colore

Milano è città cara a Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006 e autore nel 2008 del Museo dell’innocenza, romanzo concepito in assoluta simultaneità con l’omonimo museo di Istanbul, aperto al pubblico qualche anno dopo l’uscita del libro. In entrambi, realtà e finzione si intrecciano in un progetto che sfida le categorie e sollecita a interrogarsi non solo sulle relazioni tra scrittura e realtà e tra manufatto artistico e oggetto d’uso, ma sullo statuto stesso dell’opera d’arte e quello del suo contenitore, il museo. Centro focale della duplice impresa è il rapporto che si instaura tra parola, immagine e rappresentazione, intendendo per “immagine” tutto ciò che pertiene al visuale.

La giovanile aspirazione di Pamuk a diventare artista – con disegni che non riproducevano la natura, gli oggetti e le strade ma le forme della sua mente – ha nutrito la raffinata sensibilità visiva dell’autore che permea l’intero romanzo, in cui la stessa Milano gioca un ruolo significativo. È in questa città che muore il protagonista Kemal, dopo aver visitato per l’ultima volta il Museo Bagatti Valsecchi, ed è sempre a Milano che nel gennaio del 2017 l’Accademia di Brera ha conferito a Pamuk il diploma honoris causa, dedicandogli un convegno i cui contenuti sono raccolti in questo volume. Insieme alla lectio magistralis di Pamuk, alla laudatio di Salvatore Settis e ai contributi di studiosi di diversi ambiti disciplinari intorno all’“operazione” Museo dell’innocenza, sono qui presentati alcuni testi dello scrittore turco sulla sua poetica museale, fra cui uno inedito scaturito proprio dai dialoghi delle giornate meneghine.

L’importanza e l’attualità del pensiero di Pamuk, in relazione non solo alle più recenti concezioni museografiche e museologiche, ma anche alla ricerca di artisti contemporanei che concepiscono la collezione come forma d’arte, sono così fortemente ribadite: la sua opera di letterato-artista si fa espressione di una precisa volontà non di raccontare la “Storia”, ma di far rinascere “storie” all’interno di una visione che è utopistica e reale insieme.

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Laura Lombardi, storica e critica d’arte, è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel gennaio del 2017 ha curato le giornate dedicate a Orhan Pamuk. È autrice di saggi e monografie sull’arte tra Ottocento e Novecento e contemporanea.

 

Massimiliano Rossi insegna Storia della critica d’arte e Museologia presso l’Università del Salento. Tra i suoi principali interessi, la tradizione degli artisti scrittori nella prima età moderna, la scultura veneziana del Cinquecento, la pittura fiorentina del Seicento e il rapporto tra collezionismo principesco e immagini della sovranità.

Prefazione - Laura Lombardi

 

PARTE PRIMA

Introduzione - Salvatore Settis

Arte e letteratura in tempi difficili - Orhan Pamuk

Modesto manifesto per i musei - Orhan Pamuk

Piccoli musei - Orhan Pamuk

 

PARTE SECONDA

Il museo, gli oggetti, la memoria dei luoghi. Spunti di riflessione per un nuovo modo di raccontare la città - Nadia Barrella

Un museo tutto per sé. Biografie in esposizione - Stefania Zuliani

Ritratto dello scrittore-collezionista: Orhan Pamuk e la nuova “arte delle collezioni” - Thierry Dufrêne

Il museo reale - Elio Grazioli

La visita numero 5723 di Kemal Basmaci: il Museo Bagatti Valsecchidi Milano - Lucia Pini

Storie milanesi di musei e cataloghi. Pensando all’Innocenza degli oggetti - Rossana Sacchi

Istanbul è una donna. Genealogie topiche del “Museo” - Massimiliano Rossi

L’orecchino di Füsun - Daniele Pilla

Orhan Pamuk, Flaubert e gli oggetti estensione dello stato d’animo - Laura Lombardi

Raccogliendo cicche di sigaretta. L’infraordinario diventa opera - Francesco Tedeschi

Tra facts e fiction. La letteratura come costruzione di realtà - Roberto Pinto

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