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Superfici

A proposito di estetica, materialità e media

  • Autore: Giuliana Bruno
  • Anno: novembre 2016
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 320
  • Prezzo: 38,00 €
  • ISBN: 978-88-6010-179-2
  • Formato: 16,5 x 24 cm
  • Illustrazioni: 80 colore
  • Finitura: Arcoprint extrawhite
    Brossura

In una cultura segnata dal virtuale e dal rapido susseguirsi di nuovi media, che posto diamo alla superficie, espressione stessa di una sostanza fisica? Spazio di confine fra mondo interno ed esterno, soglia che separa il visivo dal tattile, la superficie è anche e soprattutto un luogo di relazioni materiali. Per scoprire la materialità delle immagini che popolano il contemporaneo e coglierne la portata, diventa allora indispensabile esplorare lo spazio di tali relazioni e il modo in cui vengono mediate attraverso superfici che assumono di volta in volta le fattezze di una pelle, di un vestito, di uno schermo cinematografico o di una tela, fino ad arrivare ai monitor che dominano il nostro vivere quotidiano. Seguire il filo di questi incontri significa svelare la tessitura che compone il visuale e comprendere che l’immagine non è un mero elemento bidimensionale, ma qualcosa di poroso, un’epidermide che assorbe il tempo, un luogo in cui possono concretizzarsi forme di memoria e di trasformazione, un dispositivo che mette in contatto dimensioni spaziotemporali distanti. Ragionando a fondo sulle relazioni oggettuali tra arte, architettura, moda, design, cinema e nuovi media, Giuliana Bruno si interroga sul concetto di materialità e sulle sue molteplici manifestazioni. 

Superfici è un magistrale vagabondaggio nella cultura visuale contemporanea, una passeggiata che attraversa gli ambienti luminosi di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony Mc- Call, tocca le superfici tattili degli schermi cinematografici di Isaac Julien, Sally Potter e Wong Kar-wai e viaggia attraverso la materialità delle pratiche architettoniche di Diller Scofidio + Renfro e Herzog & de Meuron fino all’arte di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, nelle quali la tensione di superficie dei media si tocca con mano. Una dissertazione che riesce a sfatare un mito, che la superficie sia un fatto superficiale.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa

Giuliana Bruno, nata a Napoli, dal 1980 vive a New York ed è titolare della cattedra di Visual and Environmental
Studies presso l’università di Harvard. È autrice di numerosi saggi che esplorano le intersezioni tra cinema, arti visive e architettura, tra cui Rovine con vista. Alla ricerca del cinema perduto di Elvira Notari (1995), Pubbliche intimità. Architettura e arti visive (2009) e Atlante delle emozioni. In viaggio tra arte, architettura e cinema, ripubblicato da Johan & Levi nel 2015.

I. Trame del visuale
1. Questione di tessuto. Ripiegamenti della materia, pieghe dell’anima
2. Superficie, texture, sartorialità. Il mondo modellato di Wong Kar-wai


II. Superfici di luce
3. Spazi di luce, superfici dello schermo. Sul tessuto della proiezione
4. La tensione di superficie dei media. Texture, tela, schermo
5. Profondità della superficie, tessuti dello schermo. Patine, coperture e “pellicole”


III. schermi di proiezione
6. Siti di visione. Il cinema, il museo e l’arte della proiezione
7. Il museo dell’architetto. Le proiezioni su duplice schermo di Isaac Julien


IV. materiali dell’immaginazione
8. Proiezioni. L’immaginario architettonico nell’arte
9. Texture e trame all’Avana. Memorie di cultura materiale
10. A proposito di polvere, appannamento e macchie del tempo. Una lettera “virtuale” a Sally Potter

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