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Saggistica
Sally Price

I primitivi traditi

L'arte dei "selvaggi" e la presunzione occidentale

  • ISBN: 978-88-6010-167-9
  • Anno: 2015
  • Pagine: 192
  • Formato: 15,5 x 23
  • Illustrazioni: 15 b/n
  • Prezzo: 18,00 €

Di che cosa parliamo quando parliamo di “arte primitiva”? Quali parametri usiamo per definire e valutare manufatti che, un po’ come gli africani durante la tratta degli schiavi, sono stati catturati, strappati via dal loro tessuto socio-culturale di origine, trapiantati in terre ignote e riproposti in nuovi contesti per soddisfare le esigenze economiche, ideologiche e culturali di un’élite colta?

Sally Price attinge a una straordinaria varietà di fonti ‒ la pubblicità della moda e i film, l’antropologia e i fumetti ‒ per guidarci in un’indagine attorno all’arte tribale e ai malintesi che la accompagnano in Occidente, dove l’osservatore “civilizzato” si accosta alle culture remote per mezzo di una fitta rete di preconcetti, convinto, il più delle volte, che i loro prodotti siano l’esito di pulsioni irrazionali sorrette da riti religiosi e dinamiche sociali a lui estranei. L’antica contrapposizione tra oggetto etnografico e opera d’arte ‒ insieme a quella tra selvaggio e civile ‒ viene qui gettata alle ortiche man mano che si fa luce sull’oscurità che avvolge gli artisti primitivi, fino a invalidare l’idea corrente che questi operino nell’anonimato mentre il culto dell’espressione individuale sarebbe appannaggio esclusivo dei “nostri” artisti. Equivoco, quest’ultimo, che ha contribuito a ratificare il processo di disumanizzazione dell’arte primitiva: ovvero il completo disconoscimento dell’ambiente intellettuale dal quale tali oggetti provengono.

Attraverso interviste a conservatori di musei, etnologi, collezionisti privati e proficue incursioni nel mondo dei mercanti d’arte, l’autrice mira a demolire in via definitiva l’edificio antropologico tradizionale e i suoi schemi interpretativi. Schemi che stanno alla radice non solo della persistente incomprensione delle creazioni tribali, ma anche di una lunga negligenza nel descrivere in maniera adeguata le società stesse e il loro patrimonio culturale.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Sally Price (Boston, 1943) è un'antropologa americana nota per i suoi studi sulle cosiddette arti primitive e sul posto che occupano nell’immaginario del pubblico occidentale. Nel 2014 il ministero della Cultura francese le ha conferito il titolo di Cavaliere delle arti e delle lettere per il suo contributo fondamentale all’apprezzamento della ricerca antropologica e allo sviluppo della riflessione sui musei etnografici.

Prefazione di Federico Zeri

Ringraziamenti

Introduzione

 

1. La mistica del conoscitore

2. Il principio di universalità

3. Il lato oscuro dell’uomo

4. Anonimato e atemporalità

5. Giochi di potere

6. Oggetti d’arte e manufatti etnografici

7. Dalla firma al pedigree

8. Un caso concreto

 

Conclusioni

Postfazione

Postilla di Maurice Godelier

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