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Saggistica
Alessandra Pioselli

L'arte nello spazio urbano

L'esperienza italiana dal 1968 a oggi

  • ISBN: 978-88-6010-163-1
  • Anno: 2015
  • Pagine: 220
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Illustrazioni: 50 b/n
  • Prezzo: 21,00 €

Arte pubblica: termine che evoca esperienze molto diverse fra loro, dalle operazioni politiche ad altre più ludiche, progetti di trasformazione effimera di luoghi e paesaggi, azioni partecipative, piccoli gesti quotidiani portati all’aperto, forme di esplorazione attiva dei territori. Ma qual è stata la via italiana a questa pratica artistica? Gli artisti hanno seguito molteplici strade, reinventando il rapporto con lo spazio e con il pubblico all’interno della dimensione urbana. Alessandra Pioselli sceglie come punto di partenza il 1968, con il suo peculiare bagaglio critico ed espressivo, e lo colloca sullo sfondo delle vicende politiche ed economiche italiane. Gli artisti escono nella città, contestano, ironizzano, si calano nel sociale e si fanno voce di un’incalzante energia collettiva. Dai temi della lotta per la casa e per il lavoro discende una mappatura fatta di luoghi forse periferici ma nevralgici, di azioni militanti e di riletture “altre” del concetto di bene culturale. Lungo gli anni settanta, poi, il ruolo di animatori quali Enrico Crispolti, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra e altri fa da contrappunto a quello di gruppi come il Collettivo Autonomo di Porta Ticinese o il Laboratorio di Comunicazione Militante a Milano, che declinano in chiave non autoriale il tema della protesta e della militanza: la scultura ambientale si diffonde con una rinnovata funzione civica.

Tramontata la stagione della partecipazione popolare, con gli anni ottanta il fronte si frantuma e si differenzia: nascono i parchi artistici, si diffondono le esperienze di lavoro nei contesti più problematici e delicati, le ricerche sul territorio fanno i conti con la memoria collettiva in modo sempre più emozionale e soggettivo. I gesti, i segni e le relazioni assumono un valore simbolico, semantico: se Maria Lai, nella sua Sardegna, propone azioni collettive di poetica incisività, Maurizio Cattelan gioca con intelligente provocazione a mostrare le contraddizioni di una società multiculturale sempre più complessa. Nuove committenze e nuovi interlocutori, sullo sfondo di una città gentrificata che stenta a riconoscersi come comunità, suggeriscono oggi una rilettura critica del concetto di partecipazione: vero protagonista di questo volume.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Alessandra Pioselli è critico, curatore d'arte contemporanea e direttore dal 2010 dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. È docente di Storia dell’arte contemporanea presso la stessa Accademia e di Arte pubblica presso il Master in economia e management dell’arte e dei beni culturali del Sole24Ore (Milano). Collabora con la rivista Artforum (New York).

Premessa

 

Parte prima – 1968-1979

 

Capitolo 1

1. La crisi della città negli anni sessanta

2. Modelli di mostre e happening nello spazio urbano

3. Posizioni militanti tra arte e politica

4. Azioni effimere, mappature, derive, antropologie

 

 

Capitolo 2

1. Partecipazione popolare e decentramento amministrativo

2. Il principio della cooperazione. Enrico Crispolti e l’area campana

3. Riccardo Dalisi: architettura d’animazione

4. Il caso Piazzetta, Sesto San Giovanni, 1973-1976

 

Capitolo 3

1. La stagione dei collettivi

2. «Non c’è significato, c’è solo significato politico»: il Collettivo Autonomo di Porta Ticinese

3. «Frutta, stelle, tracchi, pesci, buste colorate, grandi ali bianche»: gli Ambulanti

4. «Nuovi segni per un riscatto della cultura urbana»: il Gruppo Salerno 75

5. Socializzare i media: il Laboratorio di Comunicazione Militante e la Fabbrica di Comunicazione

 

Capitolo 4

1. I centri storici: una questione aperta

2. Decorazione e democrazia: le mostre di “sculture in città”

3. Oltre la scultura: “Volterra 73”

4. Scultura e contesto storico: il segno critico

5. Pietro Consagra a Matera

6. Gibellina, Friuli, Vesuvio

 

 

Parte seconda – 1979-2014

 

Capitolo 5

1. L’epilogo dei collettivi e della partecipazione popolare

2. Non c’è arte senza politica: Maria Lai, Legarsi alla montagna, 1981 

3. Il gruppo di Piombino: le origini

4. Gli esordi di Wurmkos

 

Capitolo 6

1. Da “Politica” alla “pratica del luogo”

2. Destabilizzazioni semantiche: affissioni e segni urbani

3. Sconfinamenti: i precursori, 1988-1992

4. Soggettività aperte

5. Relazioni, deambulazioni e identità nella/della città postindustriale

6. Linee della committenza pubblica e privata

 

Conclusioni

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