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Arte ri-programmata

Un manifesto aperto

  • A cura di: Serena Cangiano, Davide Fornari, Azalea Seratoni
  • Anno: 2015
  • Lingua: italiano / inglese
  • Pagine: 190
  • Prezzo: 20,00 €
  • ISBN: 978-88-6010-160-0
  • Formato: 21 x 21 cm
  • Illustrazioni: 74 b/n e colore

Arte ri-programmata: un manifesto aperto è un progetto di ricerca-azione sul tema dell'introduzione in ambito artistico dei metodi e degli approcci di hardware e software open source e dell'open design, che si pone come obiettivo lo sviluppo di artefatti fisici e tecnologici le cui informazioni e specifiche d'implementazione sono rilasciate pubblicamente con licenze libere.
Il progetto ha conivolto un gruppo di artisti digitali e designer nel processo di ri-programmazione di alcune opere del Gruppo T, che rappresenta un punto di riferimento di quella sperimentazione artistica italiana definita Arte Programmata. Tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta, sono stati realizzati - in nome di un'arte riproducibile, partecipata e interattiva - prototipi basati sull'uso della tecnologia e di algoritmi, poi riprodotti come serie di artefatti in costante variazione.
"Ri-programmare" significa non solo ricostruire, capire di cosa e come le opere sono fatte, quali materiali sono stati utilizzati, quali algoritmi o stratagemmi impiegati per inserire il caso nel loro programma, ma anche qualcosa in più: farle rinascere aggiornandole da un punto di vista materiale e tecnologico. La scelta di partire da opere del Gruppo T trasformandole in artefatti nuovi e aperti, supportandone la riproducibilità, l'estensione e il completamento da parte di altre persone, rende omaggio a un'esperienza innovativa e fuori da ogni schema, collocata nel difficile territorio di confine tra arte e design.

  • Note sull'autore
  • Sommario

Serena Cangiano è laureata in Scienze della comunicazione e specializzata in Tecnologie e comunicazione per il settore dei beni culturali presso l’Università della Svizzera italiana. Ha collaborato a progetti di documentazione, di archivi di arte interattiva e user experience design. È ricercatrice presso la supsi di Lugano dove coordina il Master of Advanced Studies in Interaction Design e i workshop estivi, una serie di corsi incentrati sull’insegnamento dei fondamenti di programmazione software e hardware attraverso attività di progettazione e prototipazione. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università IUAV di Venezia sul tema del design di artefatti interattivi nel contesto delle pratiche di progettazione e sviluppo open source. Ha scritto articoli e saggi per riviste e pubblicazioni italiane e internazionali su tecnologie e design open source, nuove pratiche e modelli di progettazione e formazione nell’ambito dell’interaction design.

 

Dopo gli studi in Architettura all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e alla Escola Tècnica Superior d’Arquitectura di Barcellona, Davide Fornari ha ottenuto il dottorato di ricerca in Scienze del design presso la Scuola di dottorato dell’Università iuav di Venezia. Dal 2009 è docente ricercatore presso il Laboratorio cultura visiva della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana di Lugano, dove coordina il Master of Advanced Studies in Interaction Design e insegna Storia della grafica e della tipografia all’interno del bachelor in Comunicazione visiva. Ha curato con Chiara Casarin Estetiche del camouflage (et al./Edizioni, 2010) e, con Ludovica Scarpa, l’edizione italiana di Psicologia dell’architettura di Heinrich Wölfflin (et al./Edizioni, 2010). Suoi testi e progetti hanno partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero. Ha scritto per le riviste Alias, Domus e Ottagono, e pubblicato saggi per Sellerio, Einaudi e Treccani, fra gli altri. Fa parte dell’osservatorio permanente dell’Associazione per il disegno industriale (ADI) e dirige con Silvia Sfligiotti la rivista Progetto grafico. È membro dell’Istituto Svizzero di Roma per l’anno accademico 2014-2015.

 

Azalea Seratoni è storica dell’arte e curatrice. La sua ricerca si colloca nel territorio disciplinare di confine che si estende fra arte e design. Dopo la tesi in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Milano sulla relazione fra Bruno Munari e il Giappone, ha continuato a occuparsi dell’artista e designer milanese tenendo lezioni e partecipando al corso di basic design della facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia, su invito di Giovanni Anceschi. Nel quadro di Basic design/la tradizione del nuovo, organizzato dal dottorato in Scienze del design dello IUAV di Venezia, ha curato la mostra “Bruno Munari: basic designer”, con la collaborazione di Bruno Danese (2006). Ha sperimentato l’intero ventaglio delle attività proprie del funzionamento di un centro culturale che lavora nell’ambito della produzione artistica (Fondazione Antonio Mazzotta e Edizioni Gabriele Mazzotta). Ha curato la riedizione dell’arte moltiplicata del Gruppo T per Alessi, cinquant’anni dopo la prima edizione Danese (1960-2010). Ha lavorato come editor e ufficio stampa per et al./Edizioni (tra i progetti editoriali, la riedizione dei libri di Carla Lonzi). Ha partecipato come autore alla realizzazione del film su Marisa Merz, Intorno a Marisa Merz. Le opere, gli amici, le parole di Marisa Merz, che è stato presentato alla IV Biennale di Venezia a cura di Massimiliano Gioni nell’ambito del programma Meetings on Art (2012). La sua attività intellettuale si articola nel lavoro di scrittura e nella collaborazione con l’università: suoi testi sono apparsi su il verri e Progetto grafico e ha tenuto lezioni e corsi allo IUAV di Venezia, all’ISIA di Urbino e alla SUPSI di Lugano.

Arte ri-programmata: un progetto aperto
▪ Serena Cangiano, Davide Fornari

Rendere open source i processi di produzione dell’arte
▪ Costantino Bongiorno, Zoe Romano

Rendere open source l’immaginazione di artisti,
designer e maker
▪ Massimo Banzi

È il Tempo che si è avvicinato al Gruppo T
▪ Azalea Seratoni

Programmare il lavoro del pubblico
▪ Federica Martini

Le regole del gioco
Una conversazione con Marco Scotini
▪ Azalea Seratoni

Come è nata l’Arte Programmata
▪ Giovanni Anceschi

Problemi dell’Arte Programmata
▪ Davide Boriani

Sulle ricerche plastiche cinevisuali 1964-1965
▪ Gianni Colombo

A proposito delle ipotesi Miriorama
▪ Gabriele Devecchi

Appunti con evidenziatore
▪ Grazia Varisco

L’arte moltiplicata ritorna al futuro
▪ Azalea Seratoni

Mi davano un pezzo di ferro e mi insegnavano a limare
Una conversazione con Alberto Alessi
▪ Azalea Seratoni

Opere

Per un fare estetico partecipato e aperto
▪ Serena Cangiano, Davide Fornari

Bit Shift Study
▪ Thibault Brevet

Between Time and Space
▪ Martin Fröhlich

Magnetic Drawbot
▪ Giorgio Olivero, Fabio Franchino – todo

Topografia della luce
▪ Yvonne Weber

Esacono
▪ Giovanni Anceschi, Serena Cangiano, Davide Fornari

Profili biografici

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