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Alessandro Busci

In alto Milano

  • ISBN: 978-88-6010-157-0
  • Anno: 2014
  • Pagine: 136
  • Formato: 24 x 28 cm
  • Illustrazioni: 81 a colori
  • Lingua: italiano / inglese
  • Finitura: cartonato
  • Prezzo: 30,00 €

Penso che la soluzione del possibile conflitto di Busci fra l’anima dell’architetto e quella del pittore stia in questa originale dialettica, in un percorso a ostacoli. Il riscatto, la sublimazione, e l’evanescenza del segno pittorico in contraddizione con la durezza del reale. Dei segni delicati come da sapiente calligrafo, a delineare scuri bagliori, luci notturne, ipnotici paesaggi monocromi dal difficile presagio. Una visione cupa del dramma urbano del mondo. Una specie di de Pisis alla rovescia, dove la leggiadra coreografia dei movimenti del pennello di De Pisis in trance è sostituita da scenari di apocalissi metropolitane, da monocrome suggestioni liriche e teatrali.

  • Note sull'autore
  • Sommario

Alessandro Busci, pittore e architetto, vive e lavora a Milano. Laureato al Politecnico di Milano con una tesi in Storia dell’Arte (prof. Flavio Caroli), Busci indaga le potenzialità dello scambio fra le tradizioni iconografiche occidentali e orientali e la sua produzione si distingue per la forte valenza del segno, pittorico e calligrafico, realizzato su supporti non convenzionali come acciaio, rame e alluminio lavorati con acidi e smalti o sulla più tradizionale carta.
Inizia a esporre nel 1996 alla 36° edizione del Premio Suzzara e sue personali sono state allestite a Milano, Roma, Brescia, Torino, Londra, Bordeaux, Madrid, Milano, Bilbao, San Francisco e Napoli.
Dal 1997 collabora con l’Atelier Mendini contribuendo alla realizzazione di vari progetti di architettura, decorazione e allestimento, tra cui la mostra itinerante di Telefono Azzurro e i wall-art per la catena di negozi Swatch. Nel 1999 si aggiudica il primo premio al concorso veneziano “La Fenice et des artistes” e presso la Galleria Antonia Jannone (Milano) espone con la personale “Acqua sporca. Luce marrone. Luce”, cui segue nel 2002 “Steel Life”.
Nel 2003 lo Spazio Poltrona Frau di Londra ospita una sua personale mentre nel 2004 viene invitato alla XIV Esposizione Quadriennale d’Arte (Anteprima Torino) ed è tra i finalisti della V edizione del Premio Cairo Communication.
Per i dieci anni di attività espositiva, nel 2007, Italian Factory organizza una personale su due sedi (presso l’Istituto italiano di cultura a Madrid e all’Istituto dei Ciechi di Milano) e sue opere sono incluse in “The New Italian Art Scene”, progetto collettivo ospitato dal Taipei Fine Arts Museum a Taiwan, e nella mostra “Arte italiana 1968-2007. Pittura” ideata da Vittorio Sgarbi (Palazzo Reale, Milano). Nel 2008 hanno luogo “8”, personale presso la Mark Wolfe Gallery di San Francisco (CA, USA), e “Cor-Ten”, importante progetto che comprende cinquanta opere di grande formato su ferro che raccontano gli spazi della città contemporanea, esposto a Torino in concomitanza con T2 Triennale d’Arte Contemporanea e successivamente alla First Gallery di Roma (2009).
Nel 2010, in occasione del China Trade Award, Busci e Cathay Pacific presentano alla Triennale di Milano il volume Airports, e nello stesso anno l’artista partecipa alla Biennale di Venezia nei padiglioni italiano e cubano. Nel 2011 ha luogo la personale “Milano-Napoli” alla Galleria al Blu di Prussia di Napoli e nel 2012 Flavio Caroli cura l’antologica “Omar Galliani | Alessandro Busci – Un passaggio di generazione (centro di gravità permanente)” al Museo MAGA di Gallarate (VA).
Tra le pubblicazioni più significative si ricordano i volumi Alessandro Busci, Skira, Milano 2007; Cor-ten,  Electa, Milano 2008; Busci Biennale, Maretti Editore, San Marino 2011; Omar Galliani | Alessandro Busci – Un passaggio di generazione (centro di gravità permanente), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2012.

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