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Martina Corgnati

Meret Oppenheim

Afferrare la vita per la coda

  • ISBN: 978-88-6010-085-6
  • Anno: 2014
  • Pagine: 540
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Illustrazioni: 96 b/n
  • Prezzo: 35,00 €

Donna, artista, outsider, icona: dal fulminante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del moma, al lungo e impervio cammino intrapreso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie per aver osato sfidare regole e pregiudizi millenari in nome di una vocazione autentica.

Una vocazione artistica ed esistenziale che la porterà a scelte e posizioni di rottura tutt’altro che facili, non solo nei confronti della società benpensante dell’epoca ma anche degli insidiosi pregiudizi cui non può dirsi immune lo stesso milieu artistico e letterario del suo tempo. Musa venerata da Man Ray, pupilla irriverente di Breton, complice e lei stessa protagonista delle più grandi sperimentazioni e delle più appassionanti avventure artistiche del Novecento, Meret Oppenheim si muove lungo il secolo con la libertà e l’originalità disinvolta e a tratti sofferta dei purosangue.
Dall’avvicinamento alle teorie di Carl Gustav Jung al folgorante incontro con i surrealisti, dalla lunga lotta con la depressione all’attrazione inesorabile che a soli vent’anni la lega fatalmente a Max Ernst, dall’intenso e profondissimo sodalizio artistico con Alberto Giacometti all’amicizia segreta e finora ignota con Marcel Duchamp, Martina Corgnati traccia un accurato e appassionante ritratto della donna e dell’artista che, contro i facili stereotipi di un’arte tutta al femminile, sulla scia di Virginia Woolf e di Lou Salomé ha avuto il coraggio di gridare alle donne di ogni tempo: «La libertà non ci viene data, dobbiamo prendercela».

Il volume è stato realizzato con il sussidio di Pro Helvetia.

  • Note sull'autore
  • Sommario
  • Rassegna stampa
  • Approfondimenti

Martina Corgnati, storica dell’arte e curatrice, è docente di Storia dell’arte presso l’Accademia Albertina di Torino. Si è occupata di arte femminile e arte moderna e contemporanea del Mediterraneo e Vicino Oriente. Tra le sue pubblicazioni, Artiste. Dall’Impressionismo al nuovo millennio (2004), L’opera replicante. La strategia dei simulacri nell’arte contemporanea (2009), I quadri che ci guardano. Opere in dialogo (2011).
Prima di scriverne la biografia ha lavorato a lungo sulla figura di Meret Oppenheim di cui ha curato la prima retrospettiva italiana dopo la morte dell’artista al Palazzo delle Stelline di Milano (1998-99) e, assieme a Lisa Wenger, la raccolta di lettere e documenti privati Meret Oppenheim. Worte nicht in giftige Buchstaben einwickeln (2013).

Prefazione di Lisa Wenger


1. Berlino. 6 ottobre 1913
2. La famiglia di Meret
3. Ritratto dell’artista da cucciola

4. Parigi. 1932-1933
5. Alcune riflessioni sulla morte
6. Il Salon des Surindépendants

7. Nel club surrealista
8. Max
9. La bellezza convulsiva
10. Guanti, braccialetti, orsi bianchi
11. Colazione al moma
12. Marcel
13. Il ritorno dell’incertezza
14. La donna di pietra
15. La bella estate
16. Ménage à quatre
17. Designer surrealista
18. Venti di guerra
19. Un lungo isolamento
20. L’ultima volta di Marcel
21. Guerra e pace
22. Hedera
23. Riemergere dal diluvio
24. Wolfgang
25. Rivedere Parigi
26. A Berna
27. Il ritorno della cometa surrealista
28. Uscire dalla crisi

29. Afferrare i desideri per la coda
30. Diventare se stessi
31. Festa di primavera
32. Un’artista internazionale senza mercato
33. A cinquant’anni
34. Il guado sui fiumi del lutto
35. Casa Costanza
36. Nemo propheta in patria
37. Serpenti, simboli, natura
38. Giochi d’estate, cadavres exquis, spiriti liberi
39. Il segreto della vegetazione
40. Una mostra fondamentale
41. Il Premio d’arte della città di Basilea
42. Una lingua giusta per ogni pensiero
43. Donna, artista
44. Anche le parole trovano le loro pagine

45. Il Premio d’arte della città di Berlino e dintorni
46. La difficile nascita di una spirale. Meret Oppenheim e l’arte pubblica
47. Settantesimo compleanno
48. Oltre le immagini: pensieri, parole, discorsi
49. Bettina e Karoline
50. Il santo della clessidra



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