Aldo Lanzini, la nuova monografia d’artista edita da Johan & Levi Editore, raccoglie la variegata produzione di un artista dal multiforme ingegno: dai pupazzi in feltro realizzati a mano (Illegal Aliens) ai lavori all’uncinetto, dalle carte di grande formato eseguite a penna alle poesie visive. Il volume comprende un’intervista a cura della critica d’arte Alessandra Galasso, un racconto inedito di Tatiana Carelli, ispirato alle opere di Lanzini, e un ricco apparato iconografico.
Martedì 19 giugno 2007 ore 18.30
Mediateca degli Atellani
Via Moscova 28, Milano
La presentazione della monografia avrà luogo a Milano martedì 19 giugno presso la Mediateca degli Atellani di via Moscova 28. Insieme ad Aldo Lanzini saranno presenti Alessandra Galasso e Tatiana Carelli, dal cui racconto verranno letti i brani più suggestivi. In mostra per la serata alcune creazioni dell'artista realizzate all'uncinetto oltre a numerosi Illegal Aliens, che potranno essere adottati dal pubblico presente.
L’intervista contenuta nel volume – vera e propria “conversazione” con l’artista – fa emergere lo spessore dell’opera di Aldo Lanzini, un’opera che si nutre di letteratura e di filosofia, di poesia e di musica, di cinema e di moda. L’artista fa proprie le letture di Marguerite Duras, il pensiero di Nietzsche, le affermazioni di Edoardo Sanguineti, il teatro di Carmelo Bene, la moda di Vivienne Westwood e la musica di Madonna.
Le sue più celebri creazioni sono i coloratissimi “alieni” (un esemplare troneggia sulla copertina del volume): opere uniche realizzate in feltro che Lanzini offre in adozione. Il termine illegal alien rimanda non solo alla condizione di “straniero” inteso politicamente e socialmente come forestiero o outsider – estraneo cioè a caratteristiche e usi locali – ma fa riferimento anche al concetto più esteso di “altro da sé”. L’abitante di altri possibili mondi è diverso dal nostro ignoto vicino di casa? Chi è davvero straniero nell’universo, qual è il confine oltre il quale si può giurare di incontrare un vero alieno? Personaggi come Yoko Ono, John Galliano, Björk, conquistati dall’argomento e dalle fattezze curiose di questi omini di panno, hanno compiuto il primo passo verso la coesistenza pacifica con lo straniero adottando ciascuno un alieno di Lanzini.
Per gli abiti realizzati all’uncinetto, l’artista ha sviluppato la tecnica a Milano e l’ha perfezionata a New York, dove ha iniziato a creare abiti di scena per The Queen of the Night Kevin Aviance. Lanzini racconta il suo modo personale di intendere l’arte dell’uncinetto, una modalità espressiva basata sull’automatismo gestuale reso possibile grazie alla padronanza della tecnica, che permette di lavorare in assenza di progetto o studio preparatorio.
Anche per i disegni a penna Lanzini spiega con chiarezza le motivazioni di questa scelta espressiva: “L’uso della penna mi piace perché è irreversibile. Il gesto sulla carta, una volta fatto, non può essere cancellato”. I disegni a penna sono realizzati secondo un “automatismo gestuale”. Lanzini racconta come, anche in questo caso, all’automatismo non corrisponda uno stato passivo, quanto piuttosto una contro-tecnica, in cui la creatività emerge con forza.