il catalogo - Elenco generale:
Edward Hopper
Biografia Intima
  • AUTORE: Gail Levin
  • COLLANA: Biografie
  • ANNO: 2009
  • LINGUA: italiano
  • ISBN: 978-88-6010-040-5
  • P.V.P.: 35,00 €
  • Formato: 15,5 x 23 cm
  • Pagine: 768
  • Rilegatura: Brossura

Il libro

Figure solitarie assorte in drammi silenziosi. Lo spazio, ridotto all’essenziale, è reale e allo stesso tempo metafisico, immerso in una luce tersa e implacabile. La scena è quasi sempre deserta, l’atmosfera densa di attesa. I paesaggi
umani di Edward Hopper risultano laconici ed evocativi quanto quelli urbani o rurali svuotati di presenze umane e di suoni. Che uomo si nasconde dietro una così penetrante visione? In che circostanze ha generato i suoi drammi pittorici? Artista taciturno e introverso, Edward Hopper si è espresso poco sulla propria vita. È in gran parte grazie ai diari e alle lettere della moglie Jo, scritti nel corso di una simbiosi coniugale durata più di quarant’anni, che prende corpo la biografia monumentale di uno dei grandi interpreti della scena americana moderna, un pittore che ha lasciato un segno indelebile sulla posterità, tanto nelle arti visive quanto nel cinema. Gail Levin ha attinto a materiali per lo più inediti per offrirci una narrazione coinvolgente in cui la genesi dei capolavori si alterna al resoconto delle vicende quotidiane più intime condivise con Jo, in un teatro domestico carico di attrazione e conflitti violenti, di ammirazione e sostegno, di ostilità e riconciliazioni. Come modella dei suoi lavori, pungolo intellettuale, artista vissuta nell’ombra e sua prima sostenitrice, Jo Nivison Hopper ebbe un ruolo chiave per il successo del marito e un ruolo da co-protagonista le è riservato nelle pagine di questo libro.

L'artista

Nato in una piccola cittadina sul fiume Hudson da una colta famiglia borghese americana, Hopper entra nel 1900 alla New York School of Art. Tra il 1906 e il 1910 viaggia in Europa entrando in contatto con i grandi maestri dell’Impressionismo (Manet, Pissarro, Monet, Sisley, Courbet, Daumier, Toulouse-Lautrec e il più antico Goya), e forma il suo stile basato su giochi di luci ed ombre e sul tema della solitudine. Il successo arriva negli anni venti, ormai quarantenne, dopo un lungo periodo di attività come illustratore pubblicitario.
Edward Hopper si è reso osservatore della società americana negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali, segnati da inquietudine e solitudine, portati sulla tela grazie ad ambientazioni quotidiane ma asettiche: atmosfere vuote, silenziose, rarefatte, perfetti scenari della solitudine esistenziale e della incomunicabilità dell'uomo moderno.

L'autore

Storica d’arte, biografa, docente universitario, curatore e fotografa, Gail Levin è Professore di Storia dell’Arte al Baruch College e presso la City University di New York e uno dei massimi esperti di Hopper.